Il pianto colitico dei bimbi al centro di un ampio studio

Tra i normali pianti del neonato, il pianto colitico esprime malessere e dolore: tra i bambini che più di altri al mondo soffrono di coliche, al primo posto l'Inghilterra, poi il Canada e, al terzo posto, l'Italia.

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|Justin Tallis / Report Digital-Rea / Contrasto

Neonati che urlano: chi ha figli, è passato dalla dura esperienza del pianto colitico e quasi inconsolabile dei primi tre mesi di vita, forse di più, è di sicuro si è chiesto e ha chiesto... ma fanno tutti così?

 

Le stesse domande che si sono fatti i ricercatori di psicologia e pediatria della University of Warwick (UK), ed evidentemente per un motivo ben preciso (come hanno poi scoperto): pare infatti che il record di pianto colitico medio giornaliero lo abbiano proprio lì, in Gran Bretagna. Seguiti da Canada e... Italia! Il nostro Paese è il terzo in classifica per durata del pianto dei bimbi nelle prime settimane di vita.

 

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Dove cadono i più forti (Arnold Schwarzenegger in Junior, 1994). | Universal / Courtesy Everett Collection / Contrasto

Immaginiamo perciò mamme e papà italiani sempre leggermente più nervosi della media mondiale.

 

Lo studio è di quelli poderosi: una meta-analisi di studi precedenti che, complessivamente, prende in considerazione 8.700 neonati di alcuni Paesi del mondo. Il coordinatore, lo psicologo Dieter Wolke, si attribuisce così il merito della prima mappa universale del pianto dei bimbi nei primi tre mesi di vita, che al di là della facile ironia può davvero diventare un mattone fondamentale per cercare di mitigare il disturbo che provoca il pianto, forse mettendo a confronto soluzioni, ambienti, stili di vita e regime alimentare di neonati e neomamme nei Paesi considerati (Germania, Danimarca, Giappone, Canada, Italia, Olanda e Gran Bretagna).


Lo studio "Systematic Review and Meta-Analysis: Fussing and Crying Durations and Colic Prevalence in Infants" è pubblicato sul Journal of Pediatrics.

La ricerca rileva che, in genere e nella media, i neonati piangono (di pianto colitico) per un paio di ore al giorno nelle prime due settimane di vita, per 2 ore e 15 minuti dalla terza alla sesta settimana, per poi ridurre progressivamente fino a 1 ora e 12 minuti alla dodicesima settimana. Wolke sottolinea però che sono medie: ci sono bambini che, nell'arco della giornata, si esprimono col pianto colitico per non più di una trentina di minuti, altri che arrivano a 5 ore e più.

 

Le maggiori durate di pianto colitico, riconosciuto tale sulla base dei criteri di Wessel (condivisi in tutto il mondo) e identificato per oltre 3 ore al giorno per almeno 3 giorni a settimana, sono dei neonati inglesi (il 28% dei neonati di 1-2 settimane di vita), seguiti dai canadesi (34,1% a 3-4 settimane) e dagli italiani (20,9% a 8-9 settimane di vita).

 

Per contro, le durate inferiori si registrano in Danimarca (5,5% a 3-4 settimane) e Germania (6,7% a 3-4 settimane).

 

 

Dal momento che la cura dell'infanzia e il concetto stesso di cure parentali è così profondamente mutato nel corso dell'ultimo mezzo secolo, sembra adesso necessario trovare anche nuove linee guida per la famiglia (e per la pediatria) per distiguere - tra i vari tipi di pianto dei neonati - quello che deve essere considerato normale da quello che è invece eccessivo.

 

Ciò che adesso va fatto, afferma Wolke, dopo aver preso atto della grande variabilità dell'argomento è «avviare ampi studi sulle culture dove abbiamo visto che i neonati piangono di più e di meno, per capire se la variabilità può essere correlata alle abitudini, alle esperienze durante la gravidanza o anche a fattori genetici».

03 Aprile 2017 | Raymond Zreick