Anche gli scimpanzé si ammalano di Alzheimer

Placche e grovigli caratteristici della malattia sono stati osservati, per la prima volta insieme, nel cervello di esemplari anziani. Non è chiaro se i primati sperimentino anche il declino cognitivo.

shutterstock_411426058
Il riposo di un anziano scimpanzé (Pan troglodytes).|Shutterstock

Con i primati più vicini all'uomo potremmo condividere anche la più comune forma di demenza, o almeno i suoi segni visibili. Per la prima volta, le placche e i grovigli che caratterizzano la malattia di Alzheimer sono stati trovati nel cervello di scimpanzé anziani, benché non sia chiaro se gli animali sperimentino anche il declino cognitivo tipico della patologia. Lo studio pubblicato su Neurobiology of Aging pone fine a un dilemma ventennale, se cioè l'uomo sia l'unico a sperimentare questa devastante forma di demenza.

In un cervello con Alzheimer si distinguono almeno due fenomeni: l'accumulo di placche a base di una proteina, la beta amiloide, e la formazione di grovigli neurofibrillari, formati da filamenti di un'altra proteina, detta tau. Si pensa che placche e grovigli abbiano un effetto tossico sui neuroni, ma non è detto che siano la causa della malattia: secondo teorie recenti, questi accumuli potrebbero invece essere un sottoprodotto della patologia e non la molla che la innesca.

 

Prove più consistenti. Altri primati accumulano placche amiloidi invecchiando, ma i grovigli non erano stati mai osservati in associazione ad esse (o se individuati, erano molto diversi dai nostri). Nello studio, Mary Ann Raghanti (Kent State University, Ohio), è riuscita ad analizzare post mortem il cervello di 20 esemplari tra i 37 e i 62 anni (un'età da matusalemme per gli scimpanzé, corrispondente ai nostri 120 anni).

 

Tra questi, 13 mostravano placche amiloidi, e 4 anche i grovigli neurofibrillari tipici della fase avanzata della malattia. Finora soltanto uno scimpanzé di 41 anni era stato trovato, nel 2008, con entrambi i segni, ma si pensava fossero legati alla morte per ictus.

 

E i danni cognitivi? Degli animali non è però stato possibile misurare le performance cognitive: non sappiamo, cioè, se placche e grovigli abbiano in effetti causato anche demenza. Inoltre, nell'uomo le placche amiloidi sono associate a morte neuronale, che nella ricerca non è stata misurata. Per avere un quadro più chiaro della malattia negli scimpanzé occorrerà mettere a punto test che ne misurino perdita di memoria, disorientamento spazio-temporale, disturbi del sonno e comportamenti sociali insoliti.

 

 

 

10 Agosto 2017 | Elisabetta Intini