27
apr 2009

Influenza suina: niente panico

Messico alle corde
Messico alle corde

Domande e risposte per capire l'influenza suina e non farsi prendere dal panico. Che al momento è ingiustificato. [Notizia aggiornata alle 22 del 28 aprile 2009. Il vademecum a domande e risposte sull'influenza A H1N1 si trova qui]

Diciotto casi confermati e circa 1.400 non confermati in Messico; 20 malati negli Stati Uniti; uno in Spagna. Sono i casi di influenza suina nell’uomo. Arrivano anche segnalazioni da altre parti del mondo. Non ufficiali. Il panico si sta diffondendo. Inutilmente. Cerchiamo di capire la situazione e di fare chiarezza con alcune risposte alle domande più frequenti.


Cos'è l'influenza suina?
L'influenza suina è una malattia respiratoria acuta dei maiali provocata da virus influenzali del tipo A (H1N1), che causano abitualmente epidemie di influenza tra i suini.
I virus dell'influenza suina causano alti livelli di diffusione della malattia e bassa mortalità nei maiali; possono circolare tra i maiali in tutti i mesi dell'anno, ma la maggior parte delle epidemie si manifesta nel tardo autunno e in inverno, così come accade per le epidemie nella popolazione umana. Il virus dell'influenza suina classica è stato isolato per la prima volta negli anni '30 del secolo scorso.


Mi devo preoccupare per questa influenza?
La situazione al momento non è così preoccupante come potrebbe apparire. La gravità, infatti, dipende da almeno due fattori: l’aggressività del virus e il modo in cui esso si diffonde.



Interattivo: come e perché si è scatenata l'epidemia di influenza suina.
Non sappiamo con certezza se il virus è aggressivo.
In Messico sono morti giovani adulti che generalmente non muoiono a causa dell'influenza (tra le categorie a rischio per l'influenza - tradizionale e non - ci sono gli anziani e i malati cronici).
Questo lascerebbe pensare che il virus sia molto aggressivo.
Peraltro, i casi registrati negli USA sono molto più lievi: le 20 persone contagiate sono state colpite in forma molto blanda. Non ci sono morti, e soltanto un ragazzo è stato ricoverato. Secondo gli studi dell’OMS il virus dell’influenza suina A(H1N1) tende a trasmettersi facilmente ma ha una mortalità bassa (1-4%). In altre parole significa che in caso di contagio è più probabile che muoiano coloro che sarebbero morti per qualsiasi tipo di influenza: anziani con il cuore mal messo, bimbi immunodepressi ecc.
Inoltre c’è da aggiungere che in Messico, in questo periodo, è ancora presente la coda dell’influenza normale. Dunque è difficile stabilire se un malato (o un morto) è stato colpito dall’influenza umana o da quella suina. Lo si può fare solo in lab

 


COME SEGUIRE L'EPIDEMIA

Il sito dell'OMS è il più affidabile per avere un quadro preciso e confermato dei casi ufficiali: www.who.int

Alcune mappe collaborative mostrano i casi accertati e quelli probabili. Non sono affidabili al 100%.

Mappa 1

Mappa 2




 
L'influenza suina può infettare l'uomo? Il virus dell'influenza suina è contagioso? Si diffonde velocemente?
I virus dell'influenza suina non infettano normalmente l'uomo. Talvolta possono verificarsi infezioni umane sporadiche, ma solo con persone che stanno a stretto contatto con i suini e in condizioni igieniche precarie.
Al momento si sa che il virus responsabile si sta diffondendo da persona a persona. E lo ha fatto da settimane. Sembra che il contagio sia molto veloce e facile.

Quali sono i sintomi dell'influenza suina nell'uomo?
I sintomi dell'influenza suina sono simili a quelli della "classica" influenza stagionale e comprendono febbre, sonnolenza, perdita d'appetito, tosse: alcune persone con influenza suina hanno manifestato anche raffreddore, mal di gola, nausea, vomito e diarrea. Come l'influenza stagionale, anche l'influenza suina può causare un peggioramento di patologie croniche pre-esistenti e in passato sono stati segnalati casi di complicazioni gravi (polmonite e insufficienza respiratoria) e decessi associati a infezione da virus dell'influenza suina.

Quanto è grave l'influenza suina nell'uomo?
Come l'influenza stagionale, anche quella suina nell'uomo può presentarsi in forma lieve o grave.

Il virus può arrivare anche in Italia?
Teoricamente sì: la società globalizzata e il turismo internazionale permettono al virus di viaggiare velocemente anche in Paesi lontani. Il cordone sanitario per cercare di arginare la trasmissione è già all’opera: alcuni aeroporti utilizzano telecamere a infrarossi per individuare le persone con febbre sui voli provenienti dalle zone colpite. Ma dal momento che possono passare anche 5 giorni tra il contagio e i primi sintomi, queste precauzioni possono rivelarsi insufficienti.

Posso continuare a mangiare carne di maiale?
Sì. È stato dimostrato che l’influenza suina non si trasmette attraverso carne di maiale o altri prodotti derivati da suini. Il virus dell'influenza suina inoltre muore a temperature superiori ai 70 °C. Il virus dunque non è presente nella carne.

Maiaili e influenza
Maiaili e influenza

Che cosa succederà in caso di pandemia?
Nei Paesi occidentali ci sono piani sanitari per gestire eventuali pandemie. Almeno sulla carta.
Siamo in grado di rispondere a questo rischio con vaccini, farmaci e misure per limitare il contagio.
Al momento il vaccino antinfluenzale non sembra in grado di proteggere dal virus suino messicano, ma almeno due farmaci antivirali in commercio (Oseltamivir e Zanamivir) si sono rivelati efficaci per curare le influenze del ceppo A (quindi sia quella aviaria sia quella suina).

Che differenza c’è tra quest’influenza e quella aviaria?
Si tratta di due virus diversi. L’influenza aviaria è causata da un virus del ceppo A(H5N1), si trova negli uccelli e tra gli uomini ed è molto letale, ma non si trasmette facilmente. Gli scienziati – come detto – pensano che il virus dell’influenza suina A(H1N1) sia più trasmettibile ma meno pericoloso e letale.

Perché le autorità sono così preoccupate?
Perché il virus è nuovo. Come tutti i virus influenzali anche quelli dell'influenza suina mutano continuamente, ogni anno. A modificarsi è la superficie proteica del virus. Queste piccole differenze permettono ai nuovi virus di eludere le difese immunitarie, ma non del tutto: i virus non mutano interamente, l’organismo umano rimane in un certo senso parzialmente immune. Quando però i virus influenzali di differenti specie animali infettano i suini, i virus possono andare incontro a fenomeni di "riassortimento" più radicali: i nuovi virus che emergono possono essere un mix sconosciuto di virus umani/aviari/suini con una superficie proteica completamente diversa. Questo genere di virus può causare pandemie, e il virus suino messicano potrebbe essere proprio uno di questi.

Quanti sono i virus dell'influenza suina?
Nel corso degli anni sono emerse diverse varianti di virus influenzali suini. Al momento, nei maiali sono stati identificati 4 sottotipi principali di virus influenzali di tipo A: H1N1, H1N2, H3N2 e H3N1. Comunque, la maggior parte dei virus isolati recentemente nei maiali sono stati H1N1.

Come si trasmette l'influenza suina?
I virus influenzali possono essere trasmessi direttamente dai maiali all'uomo e dall'uomo ai maiali. Le infezioni umane con virus influenzali di origine suina si manifestano con maggiori probabilità in persone che hanno contatti ravvicinati con i suini, come negli allevamenti o nelle fiere zootecniche. È possibile anche la trasmissione da persona a persona. Si ritiene che ciò accada con le stesse modalità di trasmissione dell'influenza stagionale, cioè attraverso la diffusione di goccioline di secrezioni naso-faringee con la tosse e lo starnuto. Le persone possono anche infettarsi toccando superfici contaminate con secrezioni infette e poi portando alla bocca e al naso le mani. Per questo il lavaggio delle mani è una misura molto importante per ridurre il rischio di infezione.

Come si può diagnosticare l'infezione da virus influenzali suini nell'uomo?
Per la diagnosi di influenza suina A è necessario raccogliere un campione di secrezioni respiratorie (tampone nasale o faringeo) entro i primi 4–5 giorni dal manifestarsi dei sintomi (quando è maggiormente probabile che la persona elimini i virus). Comunque, alcune persone e in particolar modo i bambini possono eliminare il virus influenzale per 10 giorni e più. L'identificazione del virus dell'influnza suina richiede l'invio del campione a un laboratorio di riferimento della rete Influnet.

Fonti: OMS; CDC Atlanta; Ministero della Salute

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donpappeo | pubblicato il 28/04/2009 alle 10.53 | Segnala un abuso
Commento

Neanche a farlo apposta, in questo momento sto leggendo un romanzo (Occhi vuoti - The Trudeau Vector, di Juris Jurjevics, 2005 - Sanzogno Editore) dove, a pag. 147, la Dr.ssa Hanley, afferma: "Di solito il contagio avviene tramite altre specie. Noi lo definiamo passaggio. Più un batterio o un virus passa attraverso altre forme di vita, più diventa forte e capace di adattarsi. E micidiale. A un certo punto il virus o batterio emergente arriva a noi umani. L'influenza ci è venuta dai maiali, il morbillo dai cani, carbonchio e vaiolo dal bestiame di allevamento, la febbre del Nilo occidentale dalle zanzare. Nuovi virus appaiono spesso quando specie che prima vivevano divise entrano in contatto. ecc. ecc." Domando, da non competente come sono: 1. Sono vere queste affermazioni? 2. Come è stato possibile certificare che tali "passaggi" ci siano veramente stati, e in quali epoche presumibilmente si sono verificati? 3. Non è possibile il "passaggio" inverso, ossia umano > animale? 4. Scusate la mia ignoranza se li definisco "specie": i virus hanno nemici naturali, oppure sono l'unica specie a non averli - e quindi anche loro assieme agli scarafaggi sono destinati a sopravvivere alla specie umana? Ringrazio per l'attenzione e per la risposta.

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