11 differenze tra cibo industriale e naturale

Che cos'è il "cibo processato"? Se dura mesi in dispensa, è meno sano di quello naturale? Ecco 11 buoni motivi per cercare di evitare il cibo industriale.

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Il cibo confezionato e troppo lavorato è meno sano del suo equivalente naturale, è noto: che cosa lo rende meno sano? Robert Lustig, pediatra dell'università della California a San Francisco, esperto di obesità infantile, elenca almeno 11 motivi che fanno dei cibi processati alimenti meno salutari. Ecco quali sono.

Si definisce "processato" il cibo destinato alla produzione di massa che, attraverso una lavorazione industriale, viene confezionato in lotti uguali in tutto il mondo, che ha una lunga vita da scaffale (o da freezer o frigorifero) e contiene additivi che lo mantengono emulsionato (cioè fanno sì che la parte grassa e quella acquosa restino mischiate, anziché separarsi).

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Non contiene abbastanza omega-3 Ossia gli acidi grassi essenziali contenuti, per esempio, in pesce e frutta secca, che l'organismo scompone in composti dalle proprietà antinfiammatorie.

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Contiene troppi omega-6. Questi acidi grassi si trovano soprattutto negli oli vegetali e sono convertiti dall'organismo umano in acido arachidonico, che favorisce lo stato infiammatorio cellulare. In una dieta ideale, dovrebbero equivalere in quantità agli omega-3. Ma oggi un americano in media ne assume dosi 25 volte maggiori, favorendo lo stress ossidativo - una sorta di infiammazione cronica - delle cellule.
 
# Vedi anche: Patatine fritte e pane tostato sono cancerogeni?

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Non contiene abbastanza micronutrienti. Offre cioè un basso apporto di vitamine e minerali, indispensabili per proteggere l'organismo dai danni cellulari.

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È ricco di acidi grassi trans. Queste molecole sono strutturalmente diverse da altri grassi, come gli omega-3 o gli omega-6. A causa di almeno un doppio legame presente al loro interno, il corpo non riesce a metabolizzarle e finiscono per trasformarsi in colesterolo "cattivo" (LDL) e intasare arterie e fegato. Si possono trovare nei cibi processati prefritti o da fast food, in quelli a consistenza cremosa, nelle margarine.
 
# Vedi anche: 10 cose che forse non sai sul cibo spazzatura

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È povero di fibre. Se gli alimenti previsti per cena sono prelavorati e facili da cucinare, probabilmente sono poveri delle fibre normalmente contenute in frutta e verdura. Queste rivestono l'intestino di una sostanza gelatinosa che rallenta l'assorbimento degli zuccheri (mantenendone normale il livello nel sangue) e facilita il lavoro dei batteri intestinali, a beneficio dell'intero organismo.
 
# Vedi anche: Come la forma della cacca ci dice se stiamo bene

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Contiene troppi amminoacidi a catena ramificata. Gli amminoacidi sono i blocchi essenziali che costituiscono le proteine; alcuni di questi hanno una particolare composizione chimica che li rende ideali per la costruzione dei muscoli. Quando però se ne consumano in eccesso (si trovano soprattutto negli alimenti di origine animale) finiscono nel fegato, dove vengono convertiti in grasso.

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È pieno di emulsionanti. Questi additivi sono presenti soprattutto nelle salse cremose, nelle caramelle e in molti gelati o creme industriali. Fanno sì che la parte acquosa e quella grassa di un'emulsione si amalgamino in modo stabile, ma allo stesso tempo, una volta ingeriti, possono attaccare e rimuovere parte del muco che riveste e protegge le cellule intestinali. Possono quindi predisporre a malattie dell'intestino o allergie alimentari.
 
# Vedi anche: Che cosa c'è dentro il gelato?

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Contiene troppi nitrati. Sono additivi che conferiscono alle carni processate (gli insaccati) il caratteristico colore rosso acceso. In un ambiente acido come quello del nostro apparato digerente, generano composti cancerogeni. Un eccessivo consumo di salumi e carni rosse è stato collegato a un aumento del rischio di tumori al colon.

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È eccessivamente salato. Di norma i cibi processati contengono più sale di quanto ne aggiungeremmo agli alimenti naturali durante la cottura: un alto consumo di sale è legato a condizioni come l'ipertensione (un'elevata pressione del sangue nelle arterie) e problemi cardiovascolari.

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Promuove il consumo di etanolo. Non vale certo per tutti i cibi o le bevande a lavorazione industriale, ma l'eccesso di etanolo si converte in un accumulo di grasso nel fegato, che può portare a infiammazione, cirrosi e persino a insufficienza epatica. Inoltre, l'assunzione di alcol è legata allo stress ossidativo (cioè una produzione anomala di radicali liberi e tossine) e condizioni come obesità e diabete.
 
# Vedi anche: Perché l'alcol scadente ci fa stare così male?

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Ha troppo fruttosio. Anche se i bambini di norma non hanno accesso all'etanolo, consumano grandi quantità di fruttosio, un tipo di zucchero contenuto sia in vari tipi di frutta e verdura, sia in molti cibi industriali. Il fegato lo metabolizza proprio come l'etanolo: il risultato è che sempre più bambini sono affetti da fegato grasso e persino da patologie di norma collegate al consumo di alcol.
 
# Vedi anche: 11 cose che (forse) non sai sullo zucchero

Il cibo confezionato e troppo lavorato è meno sano del suo equivalente naturale, è noto: che cosa lo rende meno sano? Robert Lustig, pediatra dell'università della California a San Francisco, esperto di obesità infantile, elenca almeno 11 motivi che fanno dei cibi processati alimenti meno salutari. Ecco quali sono.

Si definisce "processato" il cibo destinato alla produzione di massa che, attraverso una lavorazione industriale, viene confezionato in lotti uguali in tutto il mondo, che ha una lunga vita da scaffale (o da freezer o frigorifero) e contiene additivi che lo mantengono emulsionato (cioè fanno sì che la parte grassa e quella acquosa restino mischiate, anziché separarsi).