15 marzo, ore 10.28
Subito dopo il sisma è entrato in funzione il primo livello di sicurezza: sono state inserite le barre di controllo/moderazione, che interrompono quasi del tutto le reazioni nucleari tra le barre di combustibile.
Questa operazione abbatte in poche ore la temperatura del reattore anche del 99%. Ma è indispensabile che il nocciolo sia mantenuto immerso nel liquido di raffreddamento.
A Fukushima però l'onda di marea ha messo fuori uso tutti i sistemi elettrici e poi anche le pompe diesel che dovevano garantire la circolazione del refrigerante.
Attorno al nocciolo il refrigerante, senza ricambio, ha cominciato a vaporizzare ad altissima temperatura, generando anche idrogeno e ossigeno molecolari.
Per ridurre la pressione e tentare di introdurre nuovo refrigerante i tecnici hanno lasciato sfiatare i gas. Il sistema di ricombinazione dell'idrogeno però non ha funzionato correttamente, oppure non era dimensionato per quel volume di gas, ed è bastata una scintilla a provocare la deflagrazione e la distruzione parziale dell'edificio più esterno del reattore.
Contemporaneamente, la scarsità d'acqua attorno al nocciolo ha lasciato scoperte in tutto o in parte le barre di combustibile e la temperatura è salita vertiginosamente, probabilmente oltre i 2.000 °C (dal momento che si è parlato di parziale fusione della camicia delle barre, in zircaloy).
I tecnici giapponesi tentano ora di evitare il peggio (la fusione del nocciolo) utilizzando come refrigerante direttamente l'acqua di mare, fatta circolare attorno al nocciolo e ributtata in mare.
I risultati non sono incoraggianti, probabilmente perché il processo di surriscaldamento è andato troppo avanti, ma al momento sembra impossibile affermare con certezza come si evolverà la situazione nelle prossime ore.
In più, l'acqua di mare non pretrattata è ricca di sali che accelerano la corrosione dello zircaloy: le pastiglie di combustibile (uranio arricchito, attinidi generati dalle reazioni nucleari, plutonio...) rischiano di trovarsi a diretto contatto con l'acqua.
Se ciò avvenisse... si scioglierebbero, e il liquido trasporterebbe sul terreno e in mare elementi radioattivi ed elementi tossici e velenosi per inalazione e ingestione.
Per la meccanica di ciò che sta succedendo, un'esplosione nucleare è improbabile. Le prime conseguenze di questo disastro saranno invece una forte contaminazione "locale" e di molte miglia di oceano.