• Nucleare: si può farne a meno?
9
giu 2011

Nucleare: si può farne a meno?

Viaggio tra le debolezze dell'atomo e di chi lo vuole vendere, in attesa di alternative non proprio dietro l'angolo (di Raymond Zreick, 9 giugno 2011).

Fusione nucleare
Fusione nucleare

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Il 12 aprile scorso, un mese e un giorno dopo lo tsunami, l'agenzia giapponese per la sicurezza nucleare ha innalzato al "livello 7" della scala Ines la classificazione dell'incidente alla centrale nucleare di Fukushima: il settimo è il livello più alto e coincide con l'incubo nucleare europeo degli Anni '80, Chernobyl. È "livello" è adeguato alla situazione? Probabilmente no e prima o poi l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) potrebbe aggiungere un "livello 8", su misura per Fukushima: la scala Ines non ha un top level.
 
Paura a 1000! Se però esistesse anche una scala Ines per la misura della percezione di gravità non basterebbero né il 10 né il 100. Dalle bugie della Tepco, proprietaria dell'impianto giapponese, alla sorpresa nei confronti di un Paese considerato un modello di rigore ed efficienza, ci sono tutte le ragioni che spiegano perché nei primi giorni

di questa vicenda tutto il mondo guardava la famosa autostrada rifatta in una settimana e ignorava che poco più in là c'era chi cercava di spegnere a secchiate d'acqua un fuoco atomico.
 
Quali garanzie? A mano a mano che la situazione diventava più chiara - più fosca, in effetti - Fukushima cominciava a suonare come una sirena d'allarme: possiamo contare sulle garanzie di sicurezza delle centrali nucleari? Tutti d'accordo che il "rischio zero" non esiste, ma il gioco vale la candela?

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