Cresce la produzione di energia elettrica: petrolio, carbone, gas e rinnovabili nel 2015

Energia elettrica: la facciamo dal petrolio e dal carbone, con il Sole, con il calore della Terra e con l'atomo. Ecco il bilancio energetico dell'elettricità del 2015, CO2 compresa.

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Nel 2015 c'è stato un incremento nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

Nel 2015 la richiesta mondiale di energia elettrica da fonti primarie (petrolio, carbone, gas) è aumentata solo dell'1 per cento rispetto al 2014: è di poco inferiore alla crescita del periodo 2014-2013 (+1,1%), ma ben al di sotto della media degli ultimi 10 anni (+1,9%).

 

È l'incremento più basso dal 1998, con l'eccezione del 2009, anno di crisi mondiale. La maggiore spinta alla crescita è arrivata - per il 97 per cento - dai Paesi emergenti, i quali consumano oggi il 58,1% dell'energia che si produce a livello globale. La Russia è il Paese che ha segnato il maggior calo nel consumo di energia primaria. Tra le fonti non rinnovabili, solo il petrolio e il nucleare sono cresciuti a un tasso superiore alla media (dal petrolio si produce poco meno del 32% del fabbisogno di energia elettrica mondiale), mentre l'uso del carbone è in calo.

L'energia termoelettrica è prodotta a partire dalla combustione di una massa combustibile, come carbone, gasolio, metano eccetera

Grande impulso, invece, hanno avuto le fonti rinnovabili, che hanno soddisfatto, a livello globale, quasi il 7% del fabbisogno di energia elettrica.

 

Le emissioni di anidride carbonica sono tuttavia rimaste più o meno stabili rispetto al 2014: è però presto per fare il punto sugli obiettivi concordati alla COP21, la conferenza sul clima di Parigi, alla fine del 2015. Vediamo allora più in dettaglio i diversi settori energetici.

+1,5% la stima di crescita per l'Italia nel bilancio provvisorio di esercizio di Terna (gestore della rete elettrica) del 2015
Salvo dove diversamente specificato, i dati citati in questo articolo sono estrapolati dal BP Energy Outlook 2016 e dal BP Statistical Review of World Energy 2016 (fonte: BP). Nel grafico: il contributo delle fonti di energia alla produzione (a sinistra, in percentuale) e ai consumi (a destra, in milioni di tonnellate di petrolio equivalente per anno). Clicca sull'immagine per ingrandirla. | BP

Energie rinnovabili. Si considerano "rinnovabili pure" il solare, l'eolico e il geotermico, mentre l'idroelettrico e in qualche caso le biomasse (a seconda delle norme, da Paese a Paese) fanno storia a sé, anche se molti usano considerarle insieme alle altre rinnovabili.

 

Nel 2015, a livello globale, la quota di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili pure è stata del 15,2%, leggermente inferiore alla media degli ultimi 10 anni (15,9%): ha però segnato un incremento record nei volumi (+213 terawattora), più o meno equivalente all'incremento di energia da fonti primarie, e nel 2015 ha fornito il 6,7 per cento dell'energia elettrica globale, con la Cina e la Germania ai primi posti nella crescita.

 

 

Nei dettagli: l'energia eolica è cresciuta del 17,4 per cento e oggi, a livello globale, il 52,2 per cento dell'elettricità da energie rinnovabili arriva proprio dal vento. L'energia solare è cresciuta del 32,6 per cento, con Cina, Stati Uniti e Giappone ai primi tre posti. L'energia elettrica da geotermia è cresciuta del 7% (a livello globale rappresenta però appena lo 0,3% dell'energia prodotta), con il Kenya che ottiene da fonti geotermiche il 48% del suo fabbisogno.


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L'energia elettrica in Italia (bilancio provvisorio di esercizio 2015, Terna). Clicca sull'immagine per ingrandirla. | Terna

L'idroelettrico, energia che non si rigenera alla stessa velocità con cui è consumata (ed è per questo motivo che va considerata a sé), nel 2015 è cresciuto dell'1 per cento, con la Turchia leader nella spinta (+64,6%). A livello mondiale si ottiene da fonte idroelettrica il 6,1 per cento del fabbisogno. Le bioenergie (energia termoelettrica da biomasse) sono cresciute dell'0,9%, molto al di sotto della media degli ultimi 10 anni (14,3%).

 

Olio. Nella produzione di energia termoelettrica il consumo di petrolio (oil) è cresciuto di 1,9 milioni di barili al giorno, che corrisponde a una crescita dell'1,9%, quasi il doppio della crescita storica sul lungo periodo (1%). Il maggiore contributo lo ha apportato l'India, con un aumento dell'8,1, seguita da Cina (+6,3%), Stati Uniti (+1,6%) ed Europa (+1,5%).

Quanto petrolio rimane? Maggiore è stata la produzione di petrolio che è cresciuto del 3,2 per cento (2,8 milioni di barili al giorno), la più importante dal 2004 ad oggi. Al primo posto gli Stati Uniti che hanno prodotto un milione di barili in più al giorno, seguiti dall'Iraq e dall'Arabia Saudita. Messico e Yemen invece, hanno ridotto rispettivamente di 200.000 e 100.000 barili al giorno la loro produzione. Oggi produce il 31,9 per cento della richiesta di energia mondiale. Negli ultimi 10 anni le riserve accertate sono aumentate del 24% (320 miliardi di barili) e, in base ai trend attuali, possono soddisfare le esigenze del pianeta per 50,7 anni.

 

Il carbone è secondo al petrolio nella produzione di energia elettrica.

Carbone. Anche il 2015 ha visto una riduzione dell'uso del carbone nella produzione di energia termoelettrica, sceso dell'1,8%, un valore comunque inferiore alla media degli anni precedenti (-2,1%). A livello globale, nel 2015 si è prodotto dal carbone solo il 28,2% del fabbisogno di energia elettrica, il valore più basso dal 2005. Gli Stati Uniti sono il Paese che ha visto la più importante decrescita di energia termoelettrica da carbone (-12,7%), mentre agli antipodi dei consumi troviamo al primo posto l'Indonesia (+15%) e, più distanziata, l'India (+4,8%).

Quanto carbone rimane? In generale l'estrazione di carbone è scesa del 4%, con forti riduzioni da Indonesia (-14,4%), Stati Uniti (-10%) e Cina (-2%). Secondo alcune stime, e in base ai trend attuali, dovremmo avere carbone per altri 114 anni.

 

Gas. L'uso di gas (naturale e shale) per la produzione di energia termoelettrica è cresciuto, a livello globale nel 2015, dell'1,7%: superiore al +0,6% del 2014 rispetto al 2013, ma molto inferiore al +2,3% di media dei 10 anni precedenti. Tra i Paesi che hanno dato maggiore spinta all'uso del gas ci sono l'Iran (6,2%) e la Cina (4,7%), mentre la Russia ha segnato un -5%.

Quanto gas rimane? Dal gas naturale si è prodotto, nel 2015, il 22,8% del fabbisogno di energia elettrica mondiale. Le riserve accertate al 2015 sono sufficienti, stando ai trend attuali, per altri 52,8 anni.

 

Energia nucleare. Nel 2015 la produzione di energia elettronucleare è cresciuta dell'1,3%, con la Cina che ha segnato un +28,9% ed è oggi il quarto Paese al mondo per produzione di energia da fonte nucleare. Ma è cresciuta anche in Russia (+8%) e in Corea del Sud (+5,3%), mentre è scesa del 12,6% in Svezia e del 22,6% in Belgio.

Quanto uranio rimane? Nel 2015 dal nucleare si è prodotto il 4,3% dell'energia elettrica consumata a livello mondiale. Secondo la Nuclear Energy Agency (NEA) ci sono riserve accertate per 5,5 milioni di tonnellate di uranio (e ipotesi per altri 10 milioni di tonnellate). In base ai trend attuali è sufficiente per 230 anni. Per approfondire: energia nucleare, perché l'uranio serve "ricco"?

 

Nonostante anni di crisi e progressi nelle rinnovabili, continuiamo a immettere troppi gas serra in atmosfera.

L'anidride carbonica. Per produrre energia elettrica si usano anche combustibili fossili e, in più, nella catena di produzione vi sono inevitabilmente emissioni di CO2 e di "CO2 equivalente" (e questo vale anche per le rinnovabili e il nucleare): ecco il bilancio delle emissioni.

 

Anche nel 2015 sono cresciute le emissioni di anidride carbonica, dello 0,1% a livello globale rispetto al 2014 (è l'incremento più basso dal 1992). I maggiori incrementi sono purtroppo da imputare a Paesi della UE (per la prima volta dall'inizio della crisi economica del 2009): Spagna +6,8% e Italia +5,1%. Tra i Paesi non-UE in testa alla classifica ci sono l'Arabia Saudita (+5,4%) e l'India (+5,3%), mentre Stati Uniti e Russia hanno fortemente ridotto le emissioni (-2,6 e -4,2 per cento, rispettivamente) e la Cina, tra i maggiori emettitori al mondo, si è mantenuta sui livelli del 2014 (-0,1%).

Complessivamente, per produrre l'energia elettrica di cui ha avuto bisogno nel 2015, l'umanità ha prodotto 33 miliardi di tonnellate di anidride carbonica.

16 Giugno 2016 | Luigi Bignami