8 modi alternativi per produrre energia

Dagli escrementi ai venti solari, fino al sudore dei pendolari: alcune insolite fonti di energia che potrebbero rendere più sostenibile il futuro energetico del pianeta.

energia-alternativa-ventosolarecon_h_13.01499483energia-alternativa-ballare-vibrazionienergia-alternativa-feci-urineenergia-alternativa-liquamienergia-alternativa-meduseenergia-alternativa-zuccheroreu_rtx18bclApprofondimenti
energia-alternativa-ventosolare

VENTO SOLARE. L'energia prodotta dal flusso di particelle polarizzate emesso dal Sole potrebbe essere sfruttata sulla Terra: ma come catturarla? I fisici Brooks Harrop (Washington State University) e Dirk Schulze-Makuch (Washington State's School of Earth and Environmental Science) propongono di utilizzare un satellite per andare a caccia di elettroni: l'oggetto orbitante dovrebbe essere dotato di un lungo cavo di rame che, caricato elettricamente, produrrebbe un campo magnetico in grado di catturare il flusso del vento solare. L'energia verrebbe poi spedita sulla Terra tramite un laser ad infrarossi. Purtroppo, prima di realizzare il satellite rimangono parecchi problemi da risolvere, non ultimo il bisogno di proteggerlo dai detriti spaziali.

con_h_13.01499483

LAGHI "ESPLOSIVI". Il metano e l'anidride carbonica presenti nelle profondità di alcuni laghi come il lago Nyos in Camerun o il lago Kivu in Rwanda - se sprigionati in superficie produrrebbero ingenti quantità di energia, letali per le persone che vivono nelle vicinanze. Ma se mantenute in profondità e sfruttate correttamente, quelle riserve di gas possono generare energia in grandi quantità. Il governo del Rwanda ha costruito una centrale elettrica da 3,6 MW (foto) che preleva i gas direttamente dal lago.

energia-alternativa-ballare-vibrazioni

VIBRAZIONI. Le vibrazioni prodotte dalle persone che ballano in discoteca o che camminano su una superficie possono essere convertite in energia, se catturate da materiali piezoelettrici. Questi infatti producono una differenza di potenziale che genera elettricità se sottoposti a un particolare stress, in questo caso l'urto dei piedi sul pavimento. Il Club Watt di Rotterdam (Olanda), una discoteca, ha deciso di sfruttare questa tecnologia e di utilizzare i passi di danza dei suoi clienti per alimentare le luci del locale durante la serata.

energia-alternativa-feci-urine

FECI E URINA. Esistono diversi progetti, tra loro simili, che prevedono di riciclare il metano contenuto nelle feci dei nostri amici a quattro zampe per produrre energia. Uno di questi è il Park Spark Project, pensato per la città di Cambridge, in Massachusetts: dei grossi bidoni pubblici per la raccolta di escrementi canini (detti "digestori") sfruttano il metano proveniente dalla naturale fermentazione del lascito animale per azionare una turbina che genera a sua volta elettricità. Ma anche la pipì è una risorsa preziosa: alla Heriot-Watt University di Edimburgo, un gruppo di ricercatori lavora a una cella a combustibile alimentata a urina. Un'invenzione che fa il paio con la bio-batteria del BioEnergy Team di Bristol, del cui prototipo vi avevamo parlato qui.

energia-alternativa-liquami

LIQUAMI. La University of Nevada, a Reno (USA), ha scoperto che essiccare e bruciare i liquami permette di produrre ingenti quantità di energia in modo efficiente ed economico. Dalla combustione di queste sostanze si genera infatti una biomassa che può essere utilizzata come carburante a basso costo. Anche se questo tipo di tecnologia è ancora in fase di sviluppo, le stime indicano che un sistema di smaltimento su vasta scala potrebbe potenzialmente generare circa 25 mila kilowattora di elettricità al giorno.

energia-alternativa-meduse

MEDUSE. Anche le meduse possono tornare utili per produrre energia: il bagliore luminoso che emettono è prodotto da una proteina verde fluorescente (GFP) che, se applicata su elettrodi di alluminio ed esposta a raggi di luce ultravioletta, rilascia elettroni. La ricerca è stata condotta da un team di chimici della Chalmers University of Technology di Göteborg, in Svezia: le celle a combustibile biologico prodotto dalla proteina GFP potranno essere utilizzate per alimentare nano dispositivi medici.

energia-alternativa-zucchero

ZUCCHERO. I ricercatori e i chimici del Virginia Tech stanno studiando un modo per trasformare lo zucchero in idrogeno da utilizzare come carburante. La ricetta consiste nel miscelare in un reattore zuccheri vegetali, acqua e alcuni enzimi specifici, ottenendo al termine del processo un miscuglio di idrogeno con piccole tracce di anidride carbonica. L'idrogeno può essere impiegato in celle a combustibile capaci di alimentare il motore di un veicolo a impatto zero, tuttavia prima di arrivare a questo tipo di applicazione bisognerà attendere ancora una decina d'anni: l'obiettivo più vicino è creare pile a idrogeno per alimentare computer e smartphone.

reu_rtx18bcl

CALORE CORPOREO. Il nostro corpo dissipa energia termica, calore, ma da qui a riuscire a utilizzarlo in modo organico per riscaldare ambienti, il passo è lungo. Questa è però l'idea del sindaco di Londra, Boris Johnson, che vuole trasformare l'eccesso di calore prodotto dalla folla di pendolari nelle stazioni della metropolitana in una fonte per riscaldare l'acqua delle abitazioni londinesi. Un'iniziativa evidentemente popolare, visto che proposte simili sono al vaglio per Parigi e Stoccolma.

VENTO SOLARE. L'energia prodotta dal flusso di particelle polarizzate emesso dal Sole potrebbe essere sfruttata sulla Terra: ma come catturarla? I fisici Brooks Harrop (Washington State University) e Dirk Schulze-Makuch (Washington State's School of Earth and Environmental Science) propongono di utilizzare un satellite per andare a caccia di elettroni: l'oggetto orbitante dovrebbe essere dotato di un lungo cavo di rame che, caricato elettricamente, produrrebbe un campo magnetico in grado di catturare il flusso del vento solare. L'energia verrebbe poi spedita sulla Terra tramite un laser ad infrarossi. Purtroppo, prima di realizzare il satellite rimangono parecchi problemi da risolvere, non ultimo il bisogno di proteggerlo dai detriti spaziali.