• E-Cat, il test del 6 ottobre: le domande del giorno dopo
9
ott 2011

Come interpretare i risultati?

Andrea Rossi nel locale dov'era in funzione l'E-Cat. In primo piano lo scambiatore di calore.
Andrea Rossi nel locale dov'era in funzione l'E-Cat. In primo piano lo scambiatore di calore.

Il test è stato valutato per difetto: significa che i risultati sono ancora migliori di quanto risulta dai calcoli

Per circa tre ore e mezza l'E-Cat ha dunque funzionato producendo da sé l'energia che gli serviva. In questo periodo di tempo la temperatura del vapore ha oscillato di poco attorno ai 120 °C, mentre la differenza media di temperatura tra l'acqua in ingresso e quella in uscita dallo scambiatore di calore è stata di 5 °C (tenuto conto di un errore misurato nella taratura del termostato) per una portata di circa 600 litri/ora (la portata dell'acquedotto).
 
Cinque gradi possono sembrare pochi, ma non è così e sono comunque cinque gradi gratis (o quasi) su acqua corrente per tre ore e mezza. Sulla base dei dati raccolti, Mats Lewan ha stimato in 3 kW la potenza in uscita e in 10,5 kWh l'energia prodotta (vedi il report preliminare in inglese) per un sistema che ha funzionato a un terzo della sua potenza.
 
Per questo intervallo di tempo, tre ore e mezza, la macchina ha funzionato senza alimentazione e non ci sono stime di rendimento. Il rendimento esprime il rapporto tra il lavoro compiuto e l'energia fornita (ossia tra quanto si ottiene e quanto si è speso): in questo caso si sono ottenuti 10 kWh senza spendere nulla in termini di energia fornita dall'esterno limitatamente al tempo considerato.
 
La misura delle temperatura sul circuito dell'acqua (il circuito secondario, mentre quello del vapore è il circuito primario) è stata la risposta di Rossi a una contestazione importante che gli è stata fatta nei mesi scorsi, quando la temperatura usata per i calcoli energetici era quella di uscita del vapore. La differenza tra due temperature serve a calcolare l'energia spesa per passare dalla temperatura inferiore a quella superiore: il calcolo cambia se applicato all'acqua liquida o al vapore secco, ma dà comunque risultati certi. Non è così, invece, nel caso di vapore umido (una miscela di acqua e vapore), soprattutto in test formalmente poco rigorosi come quelli condotti finora da Rossi.
 
I calcoli fatti sulla misura delle temperature sul circuito secondario sono di fatto "conservativi": significa che l'intero test è stato valutato per difetto, trascurando le perdite di calore tra l'E-Cat e lo scambiatore e l'efficienza dello scambiatore stesso.
 
Infine, è la prima volta che un E-Cat ha funzionato in autosostentamento per un periodo così lungo, almeno in pubblico.
 
Tutto ciò dovrebbe portarci alla conclusione che l'idea di Rossi funziona e che funziona anche se la scienza fatica ad accettarla o, più semplicemente, anche se la "ragione" si ostina a pensare che nulla si ottiene gratis. Ci sono però sempre le domande del giorno dopo.

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