Quanti tipi di neutrini esistono, tre, sei oppure uno? A quale velocità viaggiano? Aggiornamenti e curiosità nel dossier Neutrini, dedicato alla scoperta che promette di rivoluzionare la scienza.
I neutrini sono particelle elementari prive di carica elettrica e con una massa estremamente piccola, che non si è ancora riusciti a misurare. Queste particelle interagiscono molto raramente con la materia: possono infatti attraversare indisturbate enormi spessori e persino un intero pianeta - la Terra, per esempio - e forse addirittura viaggiare indefinitamente nell'universo. Il loro studio dà importanti informazioni in molti campi della fisica, dalla struttura della materia alla cosmologia, e promette di rivoluzionare l'attuale paradigma scientifico (il Modello Standard della fisica) mettendo in discussione persino Einstein.
I neutrini sono le particelle più elusive finora scoperte. La loro esistenza fu proposta nel 1930 dal fisico austriaco Wolfgang Pauli (Nobel 1945 per la Fisica) per spiegare le osservazioni sperimentali relative al decadimento radioattivo di tipo beta dei nuclei atomici: i risultati degli esperimenti erano infatti molto differenti dai risultati attesi. Tali differenze potevano essere giustificate ipotizzando che durante il decadimento fosse prodotta una particella neutra di massa molto piccola, all'epoca non rivelabile. Enrico Fermi (Nobel 1938 per la Fisica) elaborò poi ulteriormente questa ipotesi e diede al neutrino il suo nome.
Questa particella fu però osservata per la prima volta solo nel 1956, quando Clyde Cowan e Frederick Reines (entrambi Nobel 1995 per la Fisica) riuscirono per la prima volta a "catturare" dei neutrini (o più precisamente degli antineutrini) prodotti da un reattore nucleare negli Stati Uniti.