• Scienziati pazzi per amore (della scienza)
16
apr 2009

Scienziati pazzi per la ricerca

C'è chi si è fatto sparare a più di 1000 chilometri l'ora per vedere l'effetto che fa, chi si è bevuto un bicchiere di batteri e chi si è infilato un uncino in occhio. Ecco le storie di alcuni ricercatori che per amore della scienza non hanno esitato a diventare... cavie di se stessi, sperimentando sul loro corpo teorie e cure. Spesso con esisti drammatici. (Alessandro Bolla, 15 aprile 2009)

John Stapp
John Stapp

Molti grandi ricercatori - del passato e anche contemporanei -, per amore della scienza o per l’impossibilità di trovare volontari, non hanno esitato a sperimentare su se stessi le teorie oggetto dei loro studi.  Spesso con conseguenze drammatiche.
Chi sono stati questi coraggiosi pionieri? Quali sono state le loro storie più curiose (e tragiche)?

FRATTURARSI DI MESTIERE
Nel 1954 John Stapp, medico della US AIR FORCE, decise di sperimentare in prima persona gli effetti dell’accelerazione e della decelerazione sul fisico umano. Aiutato da un team di ingegneri realizzò una slitta spinta da un motore a razzo capace raggiungere la velocità di 1000 chilometri orari in appena 5 secondi per poi arrestarsi in meno di un secondo e mezzo. Stapp si fece assicurare al seggiolino e… si fece letteralmente sparare, più veloce di una pallottola, affrontando forze di oltre 40 g.

John Stapp
John Stapp

I risultati dell’esperimento furono devastanti: il medico, sebbene ancora vivo, si fratturò il collo, numerose costole e subì un grave distaccamento della retina.
Il suo studio contribuì però ad aumentare la sicurezza di piloti, astronauti e di tutti coloro che si trovano a viaggiare ad altissime velocità.

PROFESSIONE DUMMIES
E c’è anche chi ha deciso di fare degli incidenti un vero e proprio mestiere: per esempio Rusty Haight direttore dell' Istituto per la Sicurezza della Collisioni della California e detentore del Guiness dei Primati come uomo che ha effettuato in prima persona il maggior numero di crash test.

 

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Gli esempi di scienziati-cavie non mancano: macabri, divertenti, curiosi...
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Haight, detto anche il manichino umano, è infatti andato a sbattere (di proposito) più di 1000 volte contro un muro a bordo di altrettante autovetture.
Tutto per amore della sicurezza stradale, dato che i risultati dei suoi studi aiutano le case automobilistiche a realizzare vetture sempre più sicure. Haight, nella sua brillante carriera, non ha mai riportato danni seri, e di tanto in tanto si offre volontario per esperimenti sulla forza di gravità oltre i 10 g. Ha anche un sito personale (http://rustyhaight.com) che mantiene nei momenti liberi, quando non va a sbattere contro nessun muro.

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selvaggi@ | pubblicato il 16/04/2009 alle 10.02 | Segnala un abuso
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Albert Hofmann e l'LSD

Molti frikettoni avrebbero volentieri preso parte agli esperimenti del chimico svizzero Albert Hofmann. Era il 1938 quando lo scienziato, nei laboratori della Sandoz, sintetizzò per la prima volta l'LSD: Hofmann stava effettuando ricerche sugli alcaloidi presenti nella scilla marina e nella segale cornuta nel tentativo di ricavare sostanze utilizzabili come farmaci.

Le proprietà psichedeliche dell'LSD non vennero però riconosciute fino al 1943, quando per sbaglio una goccia della sostanza cadde sulla mano del ricercatore. Una volta traspirata ed entrata nell'organismo, l'LSD gli provocò forti giramenti di testa. Hofmann decise dunque di testare personalmente gli effetti psicoattivi dell'LSD. Fu il primo a farsi un viaggio allucinogeno... ma per il bene della Scienza.

Come riporta wikipedia: fino al 1966 la Sandoz forniva LSD gratuitamente agli scienziati interessati a sperimentarlo. Inizialmente trovò largo uso tra gli psichiatri e gli psicologi per la cura della schizofrenia e come ausilio per le sessioni di psicoterapia. Molti test clinici vennero condotti con successo sul potenziale uso dell'LSD come componente di una psicoterapia psichedelica per curare autismo, depressione e alcoolismo.

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