24
ott 2008

Intervista con l’(Ig)Nobel: orgoglio e pregiudizio

Ig Nobel
Ig Nobel

Focus.it ha intervistato il professor Massimiliano Zampini, psicologo, orgoglioso vincitore dell’Ig Nobel 2008 per la nutrizione. Non è per nulla "attapirato" e sostiene che questo originale riconoscimento fa bene alla divulgazione scientifica. (Alessandro Bolla, 24 ottobre 2008)

Assegnati ogni anno con puntualità svizzera dalla rivista Annals of Improbable Research, i premi Ig Nobel sono considerati, a torto, i "tapiri d’oro" della scienza. Il sito ufficiale dell’organizzazione dichiara che l’obiettivo di questa curiosa inziativa è quello di premiare le ricerche più inusuali, quelle che prima fanno sorridere e poi riflettere, e di stimolare, in modo divertente, l’interesse del pubblico per la ricerca. Tra i protagonisti dell’Ig Nobel 2008 c’è un italiano, Massimiliano Zampini, docente di Psicologia Generale presso il Dipartimento di Scienze della Cognizione e Formazione dell’Università di Trento, al quale è stato assegnato l’Ig Nobel per la nutrizione... "per aver modifcato elettronicamente il suono delle patatine fritte al fine di renderle più croccanti". 
 

Tutti gli Ig Nobel 2008

Sul sito ufficiale degli Annals of Improbable Research puoi trovare tutti i premi Ig Nobel assegnati nel 2008 e le relative motivazioni (in inglese). E c'è anche il video della cerimonia di premiazione.

Cento per cento scienza.
Gli abbiamo chiesto che cosa ne pensa. «Sono fiero del riconoscimento che ho ricevuto: mi è stato attribuito per uno studio sulla psicologia cognitiva serio e fondato, che, come tutte le ricerche premiate dall’Ig Nobel, è stato pubblicato su una prestigiosa rivista scientifica come il Journal of Sensory Study.» E in effetti lo studio di Zampini e del suo collega inglese Spence's, non ha proprio nulla di ridicolo o stramapalato e si focalizza su un aspetto interessante della nostra vita quotidiana: l’interazione tra i sensi.

PER CROCCANTE CHE TU SIA...
Quando parliamo con qualcuno non ci limitiamo ad ascoltarne la voce ma ne cogliamo la gestualità e le espressioni, mescolando stimoli uditivi e visivi. Allo stesso modo, quando mangiamo, non ci limitiamo a gustare gli alimenti, ma ne cogliamo odori, colori e... suoni. E tutto questo ci spinge a giudicare una patatina croccante migliore di una molliccia. Ma fino a che punto il suono prodotto dal cibo può influenzare la valutazione generale sulla sua appetibilità? È questa la domanda alla
Ig Nobel al Festival della Scienza

Venerdì 24 ottobre 2008 presso il Palazzo Ducale di Genova (Sala del Consiglio) Massimiliano Zampini e Charles Spence's riceveranno il loro Ig Nobel nel corso di una cerimonia speciale ospitata all'interno del Festival della Scienza. Insieme ai due psicologi verranno premiati altri ricercatori che non hanno potuto presenziare alla cerimonia ufficiale tenutasi ad Harward il 2 ottobre.

quale hanno voluto rispondere Zampini e Spence's con il loro lavoro. Ma perché hanno scelto proprio le patatine? «Di certo non per gusti personali: io non ne vado pazzo», racconta il professore a Focus.it. «Ma ci serviva un alimento che facesse rumore e che fosse sempre uguale: ecco perché abbiamo scelto le patatine in tubo di una nota marca presente in tutti i supermercati.» Una volta identificato il prodotto giusto, sono stati reclutati i volontari. A loro è stato chiesto di indossare delle cuffie e di inziare a mordere con gli incisivi, senza masticarle, le patatine che venivano offerte dai ricercatori. Nelle cuffie le cavie umane ascoltavano il rumore prodotto dal morso sulla patatina, o al naturale o modificato elettronicamente nelle sue frequenze più alte. Dopo ogni morso (ben 180 per ogni volontario) è stato chiesto loro di esprimere un giudizio sulla freschezza o sulla croccantezza della patatina.
... potresti essere stantia! Il risultato dello studio è stato soprendente: nonostante le chips fossero tutte assolutamente identiche, i volontari hanno giudicato quelle associate al suono alterato più fresche e più croccanti delle altre. E tutti erano convinti che nel corso dell’esperimento fossero state loro somministrate patatine più vecchie e mal conservate di altre. «Le orecchie possono ingannare il cervello», conclude Massimiliano Zampini. E, a volte, anche l’apparenza.
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