Taranto (Puglia)
ESTENSIONE: 11.374 ettari, di cui 6.991 di fondali marini e 4.383 di terreno. CONTAMINANTI: diossine e PCB, metalli pesanti, idrocarburi, amianto. CONTAMINATORI: industria siderurgica, petrolifera e cementifera.
Stop alla diossina, manifestazione a Taranto (© _OutOfFocus_).
Taranto è un importante porto e arsenale militare fin dall'unità d'Italia. Negli anni Sessanta del Novecento fu costruito anche un gigantesco polo siderurgico, una raffineria e vari cementifici. La città divenne così un polo industriale e navale strategico per l'economia italiana, uno dei più imponenti d'Europa. Seppur ridimensionata da molte ristrutturazioni, l'attività industriale continua anche oggi a pieno ritmo: la principale azienda siderurgica è la Ilva (ex Italsider). A causa della cronica inadeguatezza dei controlli ambientali il territorio circostante l'area industriale è pesantemente contaminato, soprattutto da diossina, metalli pesanti, idrocarburi.
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 | DIOSSINE, UOMO, TARANTO Dopo decenni di rassegnazione Taranto sta vivendo una stagione di grande mobilitazione contro l'inquinamento. Una delle prime associazioni a muoversi è stata Taranto Viva [link], fondata nel 2003: «Abbiamo cominciato con dibattiti pubblici sulla questione ambientale», spiega Stefano De Pace, il presidente, «fino ad arrivare alla pubblicazione nel febbraio 2008 dello studio Diossine, Uomo, Taranto con i risultati delle analisi commissionate al laboratorio indipendente Inca [link]. Lo studio dimostra che le concentrazioni di diossine e PCB nel sangue di 10 volontari tarantini sono fra le più elevate se paragonate a studi analoghi». Concentrazioni superate in Italia solamente dalle popolazioni di Brescia e Seveso, come risulta da un estratto [vedi pdf] dallo studio A study on PCB, PCDD/PCDF [vedi Approfondimenti]. Dai risultati divulgati è partito un effetto domino che ha coinvolto molte altre associazioni: «Quando abbiamo cominciato ad approfondire la questione siamo rimasti sconvolti», racconta Alessandro Marescotti, presidente di Peacelink [link]. «Secondo il rapporto 2008 dell'Arpa Puglia, dal solo camino E312 dell'impianto di agglomerazione dell'Ilva sono fuoriusciti fino a 171 grammi di diossina all'anno. Se andiamo a vedere il Registro Europeo delle Emissioni Inquinanti scopriamo che, nel 2004, le emissioni di diossina delle industrie di tutta la Spagna sono state 75,6 grammi, quelle del Regno Unito 68,6 g, quelle della Svezia 20,6 g e quelle dell'Austria 1,5. Una sola linea di produzione italiana in un anno fa più danni di tutte le industrie di questi Paesi! E se moltiplichiamo i 171 grammi annui emessi a Taranto per i 45 anni di attività della Ilva otteniamo 7,7 kg di diossina. Che è quasi tre volte la quantità fuoriuscita a Seveso nel 1976!»
CHE FORMAGGIO! Questi dati hanno spinto Peacelink a fare un passo in più. «Nel febbraio 2008 abbiamo fatto analizzare a nostre spese un campione di formaggio prodotto da un allevatore che pascolava le sue pecore nei prati vicino all'area industriale ed è risultato che conteneva una concentrazione di diossina e PCB tre volte superiore ai limiti di legge», racconta Marescotti. Il risultato di questa iniziativa è stato purtroppo drammatico: nel dicembre 2008 sono state abbattute quasi 1.200 pecore, senza peraltro arrivare al nocciolo del problema perché la diossina rimane nei terreni e continua a contaminare coltivazioni, animali e persone. E potrebbe esserci anche qualcosa di peggio, come se non bastasse l'inquinamento chimico: a gennaio 2009 sono partiti i primi controlli dell'Ispra sulle polveri radioattive emesse dalle acciaierie. Vedremo che cosa salterà fuori.
A CHE PUNTO SIAMO? Parliamo insomma della salute di migliaia di persone, e in particolare di quella dei bambini. Per richiamare l'attenzione sulla gravità del problema nel 2007 il dottor Giuseppe Merico ha fondato l'associazione Bambini contro l'inquinamento [link]: «Alla prima manifestazione che abbiamo organizzato, nel giugno 2007, eravamo in 4.000. Nel marzo 2008, dopo qualche mese di sensibilizzazione nelle scuole, eravamo in 12.000! Un paio di mesi dopo abbiamo raccolto 2.000 tra lettere e disegni dei bambini di Taranto sul tema dell'inquinamento e ne abbiamo fatto un libro, Sognando nuvole bianche, pubblicato con il patrocinio della Regione e distribuito gratuitamente nelle scuole.» Tanta attività da parte delle associazioni non sembra tuttavia avere inciso in modo significativo: l'area industriale di Taranto è inserita tra i siti contaminati di interesse nazionale dal 1998 e nel 2007 risulta bonifica per l'1% appena (Ispra 2007).
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| APPROFONDIMENTI |
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# DATI AMBIENTALI: indice dei link e dei documenti pdf (annuari e schede di fonte Apat/Ispra e Ministero dell'ambiente) che potete scaricare da Focus.it. # Diossine, Uomo, Taranto (pdf): il documento di presentazione dello studio citato nel testo. # Che cosa sono le diossine? # Che cosa sono i PCB? # Come si misura la tossicità di diossine e PCB? # Registro Europeo delle Emissioni Inquinanti (link). # Sognando nuvole bianche (pdf): attenzione, il file è piuttosto pesante da scaricare (20 MB), ma ne vale la pena. # Taranto. Dagli ulivi agli altiforni (link), di Roberto Nistri, Mandese Editore: due volumi con un corredo fotografico straordinario. # Un nodo d'acciaio (link), a cura di Girolamo Albano, Massimina Gigante, Roberto Petrachi, ExCogita Editore 2006, 12 euro. | | |
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