Inquinamento: il Lambro è già tornato "pulito"?
6 marzo: non c'è più odore di gasolio, niente macchie oleose in superficie, l'acqua è solo un po' fangosa. Tutto sembra essere tornato come prima... (foto © Elisa320i)
Limpida e velenosa... La corrente ha lavato via l'inquinamento superficiale. Ciò che nessuno ancora sa è che cosa si è depositato sul fondo, sopra a tutto quello che gà c'era. (Giorgio Zerbinati, venerdì 5 marzo. Foto di Elisa320i, sabato 6 marzo)
Dalle analisi di ARPA Lombardia la concentrazione di idrocarburi nelle acque del Lambro è già tornata nella norma: «Per quanto riguarda gli idrocarburi totali si evidenzia una graduale diminuzione delle concentrazioni, con valori altalenanti probabilmente legati alla variazione dei livelli del fiume e al relativo dilavamento delle sponde. I dati ad oggi testimoniano una presenza che si è ridotta considerevolmente e non richiede più interventi di emergenza a tutela dell'uomo e dell'ambiente. [...] Nei prossimi giorni è ragionevole attendersi una ulteriore diminuzione dei livelli di concentrazioni». Seguono dichiarazioni altrettanto rassicuranti su metalli pesanti, solventi aromatici, benzene, PCB e altri inquinanti organici persistenti.
TUTTO A POSTO... Il Lambro è diventato improvvisamente un fiume pulito? Non esattamente. Per capire il significato delle dichiarazioni dell'ARPA dobbiamo partire da una osservazione banale: la caratteristica di ogni fiume è che... scorre! E scorrendo lava letteralmente via gli inquinanti: interrotta la loro fonte, è normale che l'acqua torni più o meno pulita in poco tempo. Il problema non è però rimosso, perché la corrente trasporta a valle gli inquinanti e li deposita nei sedimenti a una distanza più o meno proporzionale al loro peso: quelli più pesanti li lascia giù subito, quelli più leggeri li porta a chilometri di distanza. A parte i più volatili, tutti prima o poi si depositano da qualche parte.
IL LAMBRO È COME PRIMA, CIOÈ... Ciò che ci sta dicendo ARPA Lombardia, in sostanza, è che l'acqua che sta scorrendo nel Lambro ora è tornata nella "norma" (che non significa "pulita" ma com'era prima dello sversamento del 24 febbraio o quasi), perché lo scarico di idrocarburi è stato interrotto ed è in corso la rimozione dei depositi più grossolani dalle sponde. Quello che ancora nessuno sa è cosa si sia sedimentato nel letto del Lambro perché per partire con i monitoraggi si sta aspettando che la situazione si stabilizzi, altrimenti i dati sarebbero parziali. Nelle prossime settimane verrà intrapresa una campagna di monitoraggio dell'ecosistema Lambro in tutte le sue parti: acqua, sedimenti, flora e fauna. Quando avremo i risultati sarà come ripercorrere la storia dell'industrializzazione della Brianza: basti pensare che chi l'ha vissuta racconta che negli anni '60, durante le piene, capitava che le schiume del Lambro superassero l'altezza dei ponti. E una traccia di tutto questo è rimasta sul fondale.
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