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Leggendo il libro "I fantasmi della foresta" di Ian McAllister arrivata alla seguente pagina 70 ci imbattiamo in alcuni quesiti posti dall'autore sullo strano comportamento che i lupi (togliendo la distinzione fra le varie sottospecie) adottano quando si trovano a contatto se pur non troppo ravvicinato con l'uomo. Per chiarire meglio il concetto riporterò le parole esatte contenute nel libro: "Ho camminato all'interno di decine di tane occupate, a volte per caso, a volte per istallare telecamere a distanza. Ogni volta succede la stessa cosa: i cuccioli vengono lasciati indietro e gli adulti si spostano di cinquanta-centocinquanta metri nella foresta e iniziano ad ululare. Gli adulti sono arrabbiati per la presenza di un intruso e preoccupati che i cuccioli non restino all'interno della tana, ma non mi attaccano." A questo punto l'autore finisce per attribuire a questo atteggiamento di "ritirata" quasi un qualcosa di mistico,come il vecchio legame che ci sarebbe tra i nativi del posto e il lupo o anche una spiegazione più cruenta ovvero che dopo lo sterminio della specie avvenuto in passato questi animali avrebbero trasmesso ai più giovani un naturale rifiuto e timore verso l'uomo perchè legato alla morte e alla persecuzione. Ma io ho un'altra spiegazione che spero verrà compresa e magari migliorata e condivisa.. perchè no! Ecco la mia storia Domenica 2 ottobre 2011. Erano intorno alle 22:00 quando per la prima volta ho avuto l'occasione e l'enorme fortuna di incontrare e ammirare se pure per qualche breve secondo un lupo allo stato selvaggio nel suo habitat naturale. Ci trovavamo in macchina e eravamo sulla strada che collega il centro abitato con la montagna locale, i fari della macchina puntano in direzione di alcuni cespugli molto fitti posti sul ciglio della strada quando riusciamo a scorgere due occhi rossi per qualche secondo ... poi spariscono. Qualcosa schizza fuori dai cespugli correndo a tutta velocità verso l'autovettura, dalle dimensioni sembrava una lepre selvatica ma quando si avvicina a tal punto da prendere quasi il lato della macchina realizzo: è un cane! Cosa poteva aver spaventato a tal punto quel cane da farlo correre nel bel mezzo della strada e finendo sotto una macchina quasi di proposito? Allora girando lo sguardo di nuovo verso la boscaglia, eccolo! Un meraviglioso esemplare di lupo (appenninico) di taglia media non molto più grande di un giovane esemplare di pastore tedesco, ma molto più snello, grandi orecchie appuntite grandi zampe e una coda alquanto particolare e di dimensioni notevoli (adesso no pensate che fosse una volpe!). Alzando a mala pena lo sguardo verso di noi decide di attraversare la strada, si lascia per un attimo illuminare dai fari mentenendo un'andatura a trotto con testa e coda bassa. Si mette sul lato non illuminato della strada, per un attimo scompare, poi da dietro una grande roccia spuntano le grandi orecchie e il giovane muso ancora di colore marrone-rosso che ci guarda incuriosito, ci fissa per poi dileguarsi di nuovo scomparendo nella boscaglia. Gli occhi rossi comparsero di nuovo più lontano. Forse si stava assicurando che la nostra posizione restasse immutata, lontano da lui e dal suo territorio. Questo fu il mio brevissimo incontro con un lupo allo stato selvaggio. A questo punto vorrei dare inizio alla spiegazione della mia teoria del rapporto e comportamento del lupo in vicinanza dell'uomo. I lupi sono conosciuti da tutti anche chi non ha titoli di biologia o scienze naturali nel curriculum come dei predatori eccezionali. La loro affascinate coordinazione di "gruppo" fa si che riescono a cacciare prede anche 5-6 volte al loro peso e dimensione. Non si lasciano spaventare quindi da grandi orsi bruni o da protettive mamme con i rispettivi cuccioli a seguito. Allora perchè di fronte a noi è come se indietreggiassero? Secondo il mio punto di vsta la teoria della trasmissione di odio verso l'uomo trasmessa loro dai loro antenati è molto vaga e povera di spiegazioni logiche. Ecco come piego la mia teoria: noi possiamo vivere in grandi metropoli, in posti freddi, aridi, piccoli o spaziosi ma quello che ci circonda e con cui abbiamo a che fare ogni giorno è l'uomo...siamo noi. Conosciamo ormai o almeno crediamo di conoscere noi stessi e gli altri così tanto da prevedere, intuire i movimenti o addirittura i pensieri. questa conoscenza anche se a volte completamente errata ed imprecisa ci porta a manifestrae comportamenti in determinate situazioni con ordine preciso come fossero parte di un istinto incondizionato. Quando invece trattiamo con gli animali il nostro atteggiamento e istinto cambia. Non sempre abbiamo timore di avvicinarci ad animali grandi a volte capita anche con i più piccoli. Questo dipende da una conoscenza imprecisa di essi. Quando uno studioso ad esempio si trova dinanzi ad una specie mai registrata o vista prima, il suo istinto e conoscenza gli dice di avere massima attenzione nei confornti di quest'ultimo anche se a dimensione e aspetto completamente inoffensivo. Gli animali, in questo caso specifico i lupi, agiscono a mio parere nello stesso modo. Non è la paura dell'uomo cacciatore o in cerca di pellicce che lo fa allontanare in ritirata è il non conoscere e quindi l'ignorare la nostra difesa o armi nascoste di cui noi potremmo disporre a prima vista non visibili. Chi ha letto e conosce di questi meravigliosi animali sa che sono estremamente sociali e che il loro istinto di sopravvivenza della specie e del branco supera ogni altro, può capire in fondo quello che sto cercando di spiegare. Essi non si lasciano intimidire da orsi o grandi alci perchè conscono ormai il metodo migliore per cacciarli e abbatterli senza riportare ferite mortali a loro spese, loro non usano con noi il loro grande istinto predatorio perchè in realtà non facciamo parte del loro ecosistema naturale, non conoscono il nostro corpo così diverso dal loro, insomma sarebbe come se noi rischiassimo la vita ad ogni occasione favorevole compiendo atti totalmente rischiosi su cui siamo totalmenti ignoranti sulle possibili conseguenze. Noi non siamo loro prede, loro tendono ad allontanarsi da noi perchè confusi. I casi registrati di attacchi di lupi all'uomo sono alla fine spiegati quasi tutti con spiegazioni simili: l'uomo ha assunto inconsapevolmente atteggiamenti tipici di chi è preda così da convincere l'animale della propria debolezza e paura, scatenando il selvaggio e naturale istinto predatorio di questo superpredatore! Sarei felicisima di ricevere risposte e nuove anche diverse idee e teorie sull'argomento! Ed ecco la nostra risposta, a cura di Marco Ferrari La convivenza dell'uomo con il lupo data ormai a molti millenni, e a volte ha risultati positivi, come nel caso della domesticazione del lupo per "trasformarlo" in un cane, a volte negativi. Come lei ricorda, gli attacchi dei lupi all'uomo sono piuttosto rari, specie in questo ultimo secolo, e le spiegazioni di questo comportamento di evitamento sono molte. Anche se interessante, però, la sua interpretazione si scontra con tutta una serie di prove che sembrerebbero smentirla. Al di là dei frequentissimi incontri casuali come il suo, infatti, il lupo si è scontrato con l'uomo in numerosissime occasioni, e nella maggior parte dei casi ha avuto la peggio (specie dopo l'invenzione delle armi da fuoco). Poiché sono animali sociali, però, la trasmissione di comportamenti specifici nell'incontro con specie del proprio ambiente (e l'uomo fa parte dell'ambiente del lupo da molti secoli) porta sempre ad azioni particolari. In Europa e in Italia il primo impulso è quello di fuga perché la persecuzione e l'uccisione dei lupi è entrato nel comportamento collettivo della nostra specie (basti pensare cosa è successo ai pochi lupi che sono sconfinati in Svizzera: sono stati attaccati da forze militari, come se fosse una guerra). Per questo il lupo fugge l'uomo, perché i predecessori e la coppia alfa del branco hanno trasmesso loro il meme che è meglio evitare guai nell'incontro con la scimmia in piedi: potrebbe sempre avere un fucile. Non è quindi possibile ascrivere a quella che si descrive come "neofobia" (paura del nuovo o dell'insolito) il comportamento dei lupi nei nostri confronti. Anzi, nell'incontro con specie insolite o poco comuni, i lupi tendono a essere curiosi e avvicinarsi. Se fuggono, in breve, è perché hanno paura.
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