Sulle orme dei grandi esploratori

René Caillé e il fascino di Timbuctù

Dal 13 al 28 febbraio, un giornalista e un fotografo di Focus Storia hanno ripercorso a bordo di una jeep e per mezzo di piroghe l’itinerario di un famoso esploratore del passato, René Caillé, che per primo raggiunse la mitica città sperduta ai confini del Sahara, lungo le antiche piste percorse dai mercanti di sale e dai Tuareg.
Si è trattato del primo di quattro viaggi sulle orme dei grandi esploratori alla scoperta di cosa è cambiato in questi luoghi remoti, come si sono evolute l’economia e la società, le tradizioni e le usanze ancora vive, il paesaggio e le città.
Focus.it ha seguito (e seguirà) in diretta questi avventurosi viaggi ai confini del mondo. Armati di telefono satellitare, macchina fotografica digitale e computer, i nostri esploratori hanno infatti inviato (e invieranno) brevi aggiornamenti sull’andamento del viaggio.
In queste pagine potete leggere il loro diario dall’Africa più lontana e nascosta.

 
I PROTAGONISTI

IN COLLABORAZIONE CON












 
 
 
Dalaba, 15 febbraio 2005
 
  Sulle orme di Caillé
Tra i pastori Peul del Fouta Djalon
 
   
  La cascata di Kinkon, nel Fouta Djalon
 
  La jeep l’hanno aggiustata nella notte. Quello che non riusciamo proprio a migliorare è lo stile di guida di Mamadou. Non si lascia affatto intimorire dagli ostacoli sulla strada. Li punta, siano essi capre, mucche o bambini. Si butta a tutta velocità contro di loro, suonando il clacson. In genere l’ostacolo batte in ritirata prima dell’impatto, ma oggi una capra non ha voluto cedere in questa prova di forza e noi siamo quasi usciti di strada.

Una pista sterrata ci ha portati alle cascate di Kinkon. Le ha viste anche René Caillé, ne ha sentito il dolce mormorio “che affascina anche il viaggiatore più annoiato”. L’acqua rimbalza sui blocchi quadrati di pietra, quasi una scala naturale. Un luogo incantevole, ma a monte il fiume è stato sbarrato da una gigantesca diga che fornisce corrente elettrica a quasi tutta la Guinea. Raggiungiamo il villaggio di Timbi Touni, uno dei tre centri religiosi più importanti dei pastori Peul che abitano l’altopiano del Fouta Djalon. All’ombra della moschea di cemento che recentemente ha sostituito quella di fango, gli anziani del villaggio conversano con l’imam. Ci accolgono con grande gentilezza, si informano sullo scopo del nostro viaggio. Un insegnante di Conakry è qui a visitare i genitori, e fa da interprete. Racconta ai vecchi la storia del viaggio di Caillé, di come l’esploratore francese si sia travestito da moro per attraversare indenne queste terre islamizzate. I vecchi ridono di questo trucco, compreso l’imam.

Sulla strada compriamo da una donna frittelle di mais e palline di manioca (nella foto). Lo stesso snack, avvolto in foglie di baobab, che ha sostenuto più volte Caillé durante il suo cammino. Ma sul banchetto della donna c’è una novità: le patate, introdotte soltanto vent’anni fa, qui crescono benissimo.
 
  LE TAPPE