Il primo manuale di equitazione ha 3.300 anni

La storia della letteratura equestre viene da molto lontano, addirittura dall'Anatolia, e inzia nel 1350 a.C. quando un certo Kikkuli, maestro di cavalli dei Mitanni al servizio del re ittita Suppiluliuma, formalizzò con caratteri cuneiformi su quattro tavolette d'argilla il primo trattato sull'addestramento dei cavalli da guerra. In 1080 righe il maestro propone, più di 33 secoli fa, teorie ancora oggi attuali e messe in pratica quotidianamente dai cavalieri che praticano la doma naturale. Kikkuli preparava cavalli da guerra e il suo obiettivo era quello di ottenere il maggior numero di cavalli pronti al combattimento nel minor tempo possibile.
Secondo Kikkuli per avere cavalli equilibrati e affidabili occorre evitare agli animali qualsiasi stress fisico e psicologico e per questo occorre selezionare attentamente i soggetti evitando quelli che potrebbero manifestare problemi di tipo comportamentale. Il cavallo è sempre al centro delle teorie di Kikkuli: deve comprendere, lavorare fornendo le prestazioni richieste e sviluppare fiducia nei confronti dell'uomo. "Un passo alla volta" sembra essere il fondamento della sua filosofia: occorre perfezionare un singolo elemento prima di passare al successivo.
Le teorie proposte da Kikkuli nel suo trattato sono molto moderne: i cavalli devono essere ricoverati in stalle chiuse, lavati con acqua tiepida e alimentati con avena e devono "fare fiato" con pause di recupero tra un lancio di galoppo e l'altro così da abbassare la frequenza cardiaca. Kikkuli propone inoltre un addestramento basato su carichi progressivi: i cavalli giovani devono prima completare lo sviluppo muscolo scheletrico e solo in seguito possono essere caricati di pesi, cavalieri o carri che siano.
Il programma di training messo a punto da Kikkuli è complesso e articolato e si sviluppa in 214 giorni. La prima a tradurlo dalla lingua originale è stata Ann Nyland, australiana e appassionata di equitazione, per il suo dottrato di ricerca. L'ha convinta così tanto che ha voluto metterlo in pratica realizzando il Kikkuli Experiment: la Nyland ha applicato le teorie dell'ittita su 10 cavalli da endurance ottenendo ottimi risultati.
Dovrebbero leggerlo, oltre a tutti gli appassionati di equitazione, tutti coloro che in un pomeriggio vorrebbero insegnare al cavallo a spinnare, appoggiare, o molto più banalmente, salire su un camion o attraversare una pozza d'acqua.
La traduzione del trattato di Kikkuli è disponibile in libreria, mentre qui potete trovare un breve estratto delle sue teorie
Etichette: addestramento, alimentazione, ann nyland, cavallo, comportamento, corsa, cura del cavallo, ittiti, kikkuli, storia, trattato
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