venerdì 13 giugno 2008

Coliche e ulcere

Il cavallo è l'animale più soggetto alle coliche per la lunghezza del suo intestino. Non si tratta di una patologia ma della manifestazione di dolori addominali. Molti di voi, probabilmente, hanno vissuto questa esperienza sui propri animali: il cavallo si agita, tende a rotolarsi e a calciarsi la pancia, non mangia né beve e raspa la terra. Il sudore lo invade e quest’ultimo- spesso – è causa di guai peggiori.
L’intensità di una colica è variabile, ma in ogni caso è preferibile chiamare il veterinario quando almeno un paio di questi “sintomi” sono presenti. La colica, infatti, è uno dei problemi più gravi che può colpire il nostro cavallo.
Le cause sono le più disparate: sbalzi di temperatura, calcoli, parassiti. Ma anche errori nell’alimentazione o il bere acqua ghiacciata.

Ultimamente si è scoperto che le coliche senza una causa specifica in realtà possono essere causate da ulcere allo stomaco. In passato venivano diagnosticate soltanto dopo la morte, con l’autopsia. E si scopriva che un cavallo era morto per perforazione dello stomaco o del piccolo intestino.
Oggi, per fortuna, il veterinario è in grado con un endoscopia di diagnosticare questi disturbi. Utilizza strumenti simili a quelli usati per la medicina umana, ma di lunghezza molto superiore: quelli per l’uomo arrivano a mezzo metro, mentre quelli per cavalli superano i tre metri!
La ricerca in campo umano ha portato all’identificazione di numerose cause di questa malattia le quali portano comunque ad una elevata acidità dello stomaco che è in grado di produrre lesioni della mucosa. La più nota di queste cause è un’infezione dovuta ad un batterio l’helicobacter pylori. Nel cavallo questo non è stato mai dimostrato, tuttavia esistono cause comuni che scatenano la patologia.
La più comune è l’abuso di medicinali antinfiammatori che spesso vengono usati a sproposito. Un’altra causa è sicuramente lo stress e infatti circa il 66% dei cavalli purosangue da corsa sono affetti in vario modo da ulcera gastroduodenale. La malattia può non dare alcun sintomo ma spesso i soggetti colpiti manifestano come minimo una perdita evidente della condizione fisica generale per arrivare, nei casi più gravi, a coliche ricorrenti con dolori addominali anche molto forti.
Le terapie sono simili a quelle utilizzate in campo umano e prevedono l’uso di ranitidina o di omeprazolo , farmaci che pernettono la soppressione dell’eccesso di produzione acida e la guarigione dell’ulcera. Il mancato trattamento può condurre anche alla morte dei cavalli per peritonite.
Purtroppo al momento attuale molte delle cause di ulcera nel cavallo risultano misteriose, tuttavia costituisce un notevole passo avanti la possibilità di diagnosticare e curare in modo efficiente questa malattia.

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1 Commenti:

Blogger Mc.Camozzi ha detto...

Presumo che esistano anche rimedi omeopatici o fitoterapici per cavalli, tipo quelli usati nelle fattorie bio su bovini, ovini, ecc. senza dover ricorrere a farmaci che, per curare un sintomo, vanno ad intossicare altri organi.
:-)

18 giugno 2008 11.49  

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