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Amor patriae nostra lex, l’amore della patria è la nostra legge. È questo il motto che, tra i tanti giunti e votati dai lettori di focusstoria.it, è stato preferito dalla giuria composta da Marco Casareto, direttore di Focus Storia, Enzo Caffareli, docente di Onomastica all’Università “Tor Vergata” di Roma, e Sergio de Santis, storico e autore televisivo. L’ideatore? Giovanni Pisciottano (alias Gersus) di Agropoli (Sa) a cui regaliamo un abbonamento annuale a Focus Storia.
I giurati hanno tenuto conto dei voti ricevuti on-line, ma anche del fatto che la frase coniuga valori condivisi nella community come il patriottismo e la scelta della lingua latina.
MERITEVOLI
Al secondo posto "Il bel Paese dove il sì suona" tratto dall’
Inferno di Dante da Francesca Gelati (alias Fracastoro) di Parma, «dove quel sì» ha commentato la giuria «potrebbe essere un elogio alla bellezza, alla verità, alla giustizia e alla pace. Al terzo posto, invece,
Per laborem pax et robur di Gennaro Cagnazzo (alias Ianuarius) di Sanirica (Le) che, facendo eco alla Costituzione italiana, ricorda come attraverso il lavoro si possano ottenere pace e forza.Decretata dall’intera redazione di Focus Storia una menzione speciale per la simpatia al motto di Daniele Piazza (alias Efriel) Tengo famiglia.
Siete d’accordo con le nostre scelte? Parliamone nel forum.