• L'arte della guerra
9
mag 2005

L'arte della guerra - 10

L'arte della guerra
Com'è cambiata la strategia militare in 5000 anni di battaglie e guerre? Quali sono state le innovazioni tecnologiche e tattiche più brillanti? E perché ci piace giocare a fare i condottieri?
Un Predator, un veicolo da ricognizione senza pilota già utilizzato con successo in Iraq. Il ricorso a veicoli da guerra simili sarà sempre più frequente nel futuro e sono già allo studio nuovi prototipi.
Un Predator, un veicolo da ricognizione senza pilota già utilizzato con successo in Iraq. Il ricorso a veicoli da guerra simili sarà sempre più frequente nel futuro e sono già allo studio nuovi prototipi.
Le guerre del futuro
Einstein disse che «Io non so con che armi si combatterà la Terza Guerra Mondiale, ma so che la quarta sarà combattuta con i bastoni e le pietre» riferendosi al fatto che nella prossima guerra mondiale si sarebbe sicuramente fatto un uso indiscriminato delle armi nucleari.
Speriando di non scoprire mai se lo scienziato tedesco aveva ragione, ma volendo fare delle ipotesi su come verranno combattute le eventuali guerre di questo secolo, è chiaro che la tecnologia sarà la vera padrona dei campi di battaglia del 21° secolo.

Come in un videogioco
Ogni mezzo bellico, ormai, sembra non poter fare a meno della tecnologia. Puntatori al laser, bombe teleguidate, missili filoguidati, proiettili termoguidati, mirini a raggi infrarossi, e la lista potrebbe continuare a lungo. Sembra proprio che la presenza dei soldati sul campo di battaglia, sia destinata a scomparire. Cosa ancor più probabile se si prende in considerazione il fatto che già esistono aerei che non hanno bisogno del pilota per portare a termine la propria missione.
È già allo studio dei tecnici militari la creazione di carri armati che non necessitano di equipaggio e possono essere controllati a distanza, proprio come se ci si trovasse davanti al monitor del proprio computer giocando con l'ultima simulazione di guerra.

Impossibile senza
Per quanto questo tipi di sviluppi cambieranno il modo di fare la guerra, e potrebbero salvare le vite di molti uomini e donne, è da considerarsi impossibile che il soldato scompaia completamente. Sono ancora moltissime le azioni che solo l'uomo può fare in ambito bellico.
Inoltre, dal punto di vista strettamente tattico, il modo di fare la guerra di questo secolo sarà sempre più improntato sulla guerriglia, piccoli gruppi di uomini altamente addestrati in grado di svolgere i compiti più disparati, dalle azioni di sabotaggio, ai rapidi colpi di mano.
E come si è visto anche nell'ultima guerra dell'Iraq, con ogni probabilità i campi di battaglia del futuro saranno sempre meno ampie pianure e spazi aperti, ma centri abitati e obiettivi chiave (ponti, aeroporti, ferrovie, ecc.), luoghi in cui sarà l'essere umano che continuerà a essere, tristemente, protagonista.

Giorgio Baratto

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