• Vite da padrini
29
ott 2008

Padrini, dall'Italia con furore

Dal boss che evitava le pallottole a quello che inventò il termine di Cosa Nostra. Storie di padrini di mafia. Su Focus Storia n° 25 (in edicola dal 1° novembre 2008) un approfondito dossier sulla storia della mafia: la nascita, l'ascesa e i protagonisti di camorra, mafia e 'ndrangheta spiegati dagli storici. I luoghi comuni e le invenzioni di Hollywood. Ma anche le mafie degli altri: cinesi, giapponesi soprattutto, che iniziarono a prosperare in oriente ben prima che in Italia.
[Giuliana Rotondi, 30 ottobre 2008]

Joe Masseria
Joe Masseria

La storia della mafia è anche quella delle carriere criminali di alcuni boss che hanno segnato l'espansione di Cosa Nostra. In Italia e negli Stati Uniti.
Ecco le vicende di alcuni di loro. La carrellata continua su Focus Storia n° 25 in edicola dal 1° novembre 2008.

Joe Masseria “the boss”
In America lo chiamavo Joe Masseria, o “Joe the boss”, ma il suo vero nome era Giuseppe Masseria. Originario di Castellammare del golfo, in provincia di Trapani, a 43 anni, si guadagnò un appellativo degno di un gangster: “l’uomo che può schivare le pallottole”, in memoria di un attentato mafioso da cui uscì miracolosamente indenne, cavandosela con solo due fori di proiettile sul cappello di paglia.
Eliminato. Dal 1920 comandò la banda Morello, uno dei clan più potenti a New York. A ordinare il suo omicidio 11 anni dopo, nel 1931, fu il boss Lucky Luciano, durante la guerra di mafia castellammarese, il conflitto italo-americano per la conquista della leadership combattuta, a New York, tra la famiglia dei Maranzano e quella dei Masseria.

Joe Valachi
Joe Valachi

Joe Valachi, l'"inventore" di Cosa Nostra
Joseph Valachi fu il primo grande pentito, colui che parlò pubblicamente dell’esistenza della mafia e la definì con il termine “Cosa Nostra”. Originario della Romania, visse a New York a diretto contatto con la vita delle cosche (era l’autista di Gaetano Reina, del potente clan di Joe Masseria) e prese parte alla guerra di mafia promossa da Joe Masseria, Vito Genovese e Lucky Luciano contro la rivale cosca napoletana.
In regola. Le sue confessioni aiutarono a ricostruire l’organigramma della mafia e a comprendere meglio le regole che la governavano. Morì per un arresto cardiaco, dopo un tentativo di suicidio, nel 1971. La sua storia ispirò il personaggio di Frankie Pentangeli nel film Il padrino II.

Vito Genovese
Vito Genovese

Vito Genovese, il lanciatore di monete
Boss dell’omonima famiglia, Vito Genovese, dopo essere emigrato in America nel 1913, iniziò la sua carriera criminale al termine della Prima guerra mondiale lavorando al servizio di Joe Masseria, con boss del calibro di Lucky Luciano, Meyer Lansky e Frank Costello.
Ritornò in Italia a 40 anni, nel 1937. In occasione dell’occupazione militare americana fece l’interprete del colonnello Poletti dell’US Army. Durante questo periodo risiedette nella regione di Nola (in provincia di Napoli) dove è ancora vivo il ricordo dei suoi "missilia", il lancio di monete d’argento alla folla. Non solo: si narra fosse solito prolungare i periodi di festa del suo paese natale (Tufino, in provincia di Napoli) finanziando la festa a sue spese.
Mecenate. Le cronache parlano anche di una grande generosità dimostrata verso la chiesa del suo paese che ristrutturò e omaggiò di due vasi di epoca Ming che valevano più di tutto il complesso. Fu incarcerato nel 1959 e morì in prigione dieci anni dopo.

Altri boss, girando pagina...

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