Uova di pterodattilo
Il ritrovamento di un uovo di pterodattilo con il suo embrione perfettamente formato potrebbe aiutarci a capire meglio le caratteristiche di questo incredibile rettile volante.
Uova di pterodattilo Il ritrovamento di un uovo di pterodattilo con il suo embrione perfettamente formato potrebbe aiutarci a capire meglio le caratteristiche di questo incredibile rettile volante. |
|  | | | A sinistra il minuscolo uovo fossile, lungo poco più di 5 centimetri. A sinistra una ricostruzione di come doveva essere il piccolo rettile volante.Foto: © X. Wang and Z. Zhou. |
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Mancava poco alla nascita, forse qualche giorno. Indisturbato il piccolo pterosauro cresceva chiuso nel suo uovo durante il Cretaceo. Poi avvenne qualcosa di terribile. Da impedirne la nascita, ma conservandolo fino ad oggi: un´eruzione vulcanica sprigionò le sue ceneri e l´embrione venne seppellito. Dopo 121 milioni di anni, durante degli scavi nella provincia di Liaoning nel nord est della Cina, i paleontologi dell'Accademia delle Scienze di Pechino lo hanno ritrovato così, quasi perfetto, nell'involucro che lo proteggeva. «Questo è il primo esemplare di embrione di pterosauro finora venuto alla luce -ha spiegato Xiaolin Wang, uno degli autori della scoperta- La conservazione è eccellente: lo scheletro è quasi completo, ci sono le ali, l'impronta della pelle e anche l´inconfondibile quarto dito molto sviluppato, tipico degli pterosauri». Dai resti trovati in questa zona, già conosciuta per l´abbondanza di fossili di dinosauri e altri animali, si vede anche come la bocca fosse dotata di lunghi e sottili denti incurvati. «Era agli stadi finali della crescita, la schiusa era imminente -ha aggiunto Wang- una volta nato sarebbe stato pronto per volare, camminare e nutrirsi anche se le sue dimensioni erano ridotte». L´uovo infatti misura appena 53 millimetri di lunghezza e 41 di larghezza. L'apertura alare del piccolo non raggiunge i 23 centimetri. Da adulto sarebbe diventato uno pterosauro con ali lunghe anche 3 metri. Pattuglie acrobatiche. Questi rettili, contemporanei dei dinosauri, erano ottimi volatori, capaci di evoluzioni spettacolari grazie alla membrana alare, ai forti muscoli che si innestavano nelle ossa e probabilmente anche alla capacità del cervello di coordinare le informazioni provenienti dai voli acrobatici. La maggior parte di essi viveva in colonie lungo le coste dove, con voli radenti sull'acqua, catturava i pesci dei quali si cibava. Si estinsero 65 milioni di anni fa, alla fine del Mesozoico, insieme a molti altri animali. «Grazie all'eruzione che lo imprigionò - conclude il paleontologo- abbiamo la possibilità di studiare, per la prima volta, un embrione di pterosauro e di capire molti aspetti della vita di questi rettili alati». Probabilmente lui avrebbe preferito volare.
(Notizia aggiornata al 12 giugno 2004) |
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