09
ott 2005

Camuffati ad arte

Come realizzare senza fatica le vostre più intime ambizioni? Joanne Gair, truccatrice di origine neozelandese, ci ha provato con un colpo di colore. Ha realizzato un ironico e divertente libro (<i>Sogni dipinti</i>, Contrasto editore, 25 €) in cui ha immaginato come anche ai sogni più difficili da realizzare, per esempio una radicale cura dimagrante, possono diventare "realtà" con la <a href="http://www.focus.it/bodyart" target="_new"><b><u>body art</u></b></a>. Con aerografo, pennelli, trucco e…. molta fantasia.Per realizzare le immagini del libro (nella foto la copertina dell'edizione internazionale) Gair si è avvalsa della collaborazione di un equipe di 15 persone tra tecnici del colore, assistenti truccatori e collaboratori. <br>Per colorare i personaggi Gair utilizza una tintura per tatuaggi composta al 99% da alcol. Vi si può spruzzare sopra un altro strato di colore senza che i due pigmenti si mescolino. I colori sono a base d'acqua: non c'è bisogno di attendere che si asciughino e non sbavano.Montagne di cosmetici, aerografi e pennelli. Il progetto, durato un anno, spesso con diversi giorni di preparazione per una sola immagine, richiedeva a volte un lavoro di 14 o anche di 18 ore nel "giorno della seduta". <br>Le foto sono state realizzate con macchine digitali professionali e - in seguito - sono state sottoposte ad alcuni limitati interventi di fotoritocco.Joanne Gair riesce a trasformare le persone in perfetti camaleonti, come nella foto. Ma è nota soprattutto come truccatrice per servizi di moda o ritratti di star del cinema (vedi foto seguenti).<BR>
"Da giovane ero affascinata dai tatuaggi dei Maori" spiega l'autrice. A 21 anni (ora ne ha 47) si è iscritta a un corso per truccatori e da lì ha costruito la sua professione.<br>La parola tatuaggio ha origini polinesiane: deriva dal vocabolo "tatau" traducibile con il verbo "marcare con segni". Fu trascritta per la prima volta dall'esploratore inglese William Cook.<BR>
Il libro di Gair presenta lavori divertenti o dissacranti ma al contempo mostra gli eccezionali livelli di realismo e di bravura cui può arrivare un artista di body painting. Oggi esistono eventi, gare e sfilate di moda internazionali che raccolgono il meglio di questa disciplina artistica, come potete scoprire nella <a href="http://www.focus.it/bodyart" target="_new"><b><u> fotogallery</u></b></a> dedicata alla body art. "Un uomo si batterà più strenuamente per i suoi interessi che per i suoi diritti" disse in un'occasione Napoleone Bonaparte. Joanne Gair avrà trovato ispirazione da questo aforisma per ideare questo scatto? <BR>
Per la cronaca, Napoleone è impersonato da Berrin Moody, il fotografo incaricato di ritoccare le foto digitali, come spiegato nella foto seguente.<BR>
La foto ricorda una delle più celebri illusioni ottiche ed effettivamente l'occhio è ingannato per ben due volte. La prima dal dalmata che si mimetizza quasi perfettamente con il muro. E la seconda dallo sfondo: la spiaggia con gli ombrelloni fa parte di un altro scatto ed è stata aggiunta in un secondo tempo con un'abile operazione di fotoritocco.Tra le "opere" di Joanne Gair esistono numerosi "dipinti" su pelle per sfilate di moda, pubblicità, servizi fotografici o effetti speciali per il cinema. <BR>
Secondo l'antropologo francese Claude Levi-Strauss la prima superficie che l'uomo ha sentito il bisogno di abbellire sarebbe stato proprio il corpo, inteso come involucro della persona e come mediatore verso il mondo esterno. Nella foto la modella Heidi Klum "abbellita" dalla mano di Gair.<BR>
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Joanne Gair raggiunge la notorietà nell'agosto del 1992 con questa copertina dell'edizione americana di Vanity Fair nella quale appare l'attrice Demi Moore "vestita" soltanto di colori. <BR>
La truccatrice neozelandese è stata chiamata a realizzare numerose <a href="javascript:openwin('http://www.focus.it/images/200510917457_8.jpg','fed','scrollbars=no,resizable=no,width=305,height=440');"><b><u>copertine di magazine</u></b></a> (Vogue, W, Vanity Fair, Rolling Stone, Playboy solo per citare i più famosi).<br>Inoltre collabora abitualmente con Madonna che non gira videoclip senza essersi prima fatta "restaurare" dal trucco di Gair. <BR>
Un'altra opera di Gair "indossata" sul volto del cantante David Lee Roth (in passato leader del gruppo Van Halen e ora apprezzato solista).<br>Secondo gli antropologi dipingersi il volto, come comune in molte società tribali è un'arma per sedurre piuttosto che per terrorizzare il nemico.La nostra sfilata di corpi dipinti si conclude con questi tre modelli di costumi da bagno "epidermici". Come quelli che nel 1999 Gair ha dipinto per la prima volta per Sports Illustrated. Il magazine statunitense ogni anno dedica un numero a presentare i nuovi costumi dell'estate (ogni capo viene indossato da famose modelle e atlete). Proprio nel numero del 1999 sei modelle erano dipinte con le perfette repliche dei sexy bikini di moda quell'estate. {CONTENT}

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