L'agghiacciante volto della droga
Le foto segnaletiche di tre tossicodipendenti riempiono i cartelloni pubblicitari di Londra. È la campagna-shock della polizia contro il traffico di droga.
L'agghiacciante volto della droga Le foto segnaletiche di tre tossicodipendenti riempiono i cartelloni pubblicitari di Londra. È la campagna-shock della polizia contro il traffico di droga. |
|  | | | Da ragazza normale a larva umana: la triste sorte di Roseanne Holland, tossicodipendente e testimonial inconsapevole contro la droga. Le due foto sono state scattate a distanza di 9 anni. Nel cartellone pubblicitario l'inquietante trasformazione. |
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“Non lasciare che gli spacciatori cambino volto al tuo vicinato" recitano tre donne sui cartelloni pubblicitari che nelle prossime settimane campeggeranno nei principali quartieri di Londra. I loro visi sono deturpati, imbruttiti, deformati in una sequenza di scatti impietosi. È la campagna-shock lanciata dalla polizia di Londra per mostrare gli effetti dell'uso di droga su tre donne statunitensi, Roseanne, Melissa e Penny, e il loro cambiamento in seguito all'uso di stupefacenti. Obbiettivo della polizia, ovviamente, è invitare a riflettere sulle conseguenze della tossicodipendenza e a denunciare gli spacciatori. Da farfalla a crisalide. Roseanne Holland, era una normale ragazza di 29 anni quando venne arrestata per la prima volta per droga. La sua trasformazione in uno scheletro ambulante è testimoniata in sei foto, scattate a ogni arresto nei successivi 9 anni: a soli 37 anni era diventata una larva. Tre anni e nessun futuro. Più inquietante la storia di Melissa Collara (vedi foto), caduta nella rete del crack a 18 anni. A 21 anni, quando è stata scattata la seconda foto che compare nella campagna pubblicitaria, era già stata arrestata diciassette volte per prostituzione. L'ultima testimonial dell'orrore della droga si chiama Penny Wood (vedi foto), ed è l'unica di cui si conosce il destino: a 36 anni ha scoperto le metanfetamine, diventandone schiava. Dopo 4 anni, quando è stata scattata la seconda foto, è entrata in una comunità di recupero. È l'unica ad avere dato il permesso per l'utilizzo delle sue foto e in una lettera alla polizia di Londra ha scritto «Non soltanto la devastazione del tuo corpo è incredibile, ciò che ti succede dentro è ancora peggio».
(Notizia aggiornata al 2 novembre 2004) |
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