• Inchiesta - Adozioni a distanza: fatti e misfatti. Una guida per capirle
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nov 2007

Inchiesta - Adozioni a distanza: fatti e misfatti. Una guida per capirle. - 4

Adozione a distanza: 10 regole d'oro per non perdere la fiducia

È una forma di aiuto concreto, che risponde "sul posto" ad alcune istanze fondamentali dell'infanzia: istruzione, salute, cibo... Chi sceglie questo modo di essere solidale ha il diritto di sapere che il suo contributo viene usato bene e senza sprechi. Ecco come avere questa certezza.

India: scene di vita quotidiana da una "zona residenziale" di Calcutta. (Foto © Peter Essick/Aurora Photos)

Ogni anno, da metà novembre a fine gennaio, l'adozione a distanza va in scena sui giornali, in tv, alla radio, sui cellulari... I "media" fanno a gara segnalando enti ed intervistando i soliti vip che si sono recati a far visita al "loro" bambino che vive in uno sperduto villaggio indiano o del Kenya. Silenzio quasi totale quando invece c'è da fare luce sull'impatto effettivo dei vari progetti sulla vita dei bambini sostenuti, oppure sui casi di frode, ignorando che la chiarezza è sempre un ottimo mezzo di promozione. Come mai la stampa è restia a comunicare questo genere di messaggio? Forse si teme che l'intero settore venga coinvolto e ne possano soffrire gravi conseguenze anche i tanti enti seri ed onesti, accanto a quelli poco trasparenti. La superficialità e la leggerezza con cui spesso i donatori aderiscono ad una campagna pubblicitaria potrebbero, in caso di scandalo, portarli a trarre errate conclusioni: "se una è scorretta, allora lo sono tutte!". Come capire con ragionevole certezza se un ente è serio?

     
 

SOMMARIO
pg. 1) Adozione a distanza
pg. 2) Il bambino, l'istituto o la comunità?
pg. 3) Come funziona?
pg. 4) 10 regole per non perdere la fiducia
 
DOCUMENTI
:: Le parole della solidarietà
:: Storie da dimenticare e storie di eccellenza

INCHIESTA - ADOZIONE A DISTANZA
 
     
Il nostro "decalogo"
Vista la complessità del settore e del tema, quali sono le certezze che deve avere un donatore prima di avviare un sostegno a distanza? Proviamo a comporre un semplice decalogo, 10 regole d'oro che devono servire a non perdere la fiducia in questa importante forma di solidarietà.

1) Ci sono dei miglioramenti concreti nella vita dei bambini coinvolti nel progetto che vuoi sostenere? Cerca testimonianze dirette (amici e conoscenti) e in Internet (forum e blog).

2) Fai una ricerca e confronta i progetti dell'associazione che vuoi sostenere con quelli di altre onlus.

3) Scegli tra le associazioni che sostengono una specifica comunità di bambini, così sei sicuro che saranno loro i beneficiari diretti del tuo contributo.

4) I vip non sono necessariamente una garanzia! Anche se la tua onlus preferita appare in tv con la faccia di un cantante o di un calciatore famosi, insisti sempre per avere dettagliate informazioni su come sono usati i soldi del progetto (i tuoi soldi!).

5) La pubblicità non basta... Prima di aderire a un progetto parla con un incaricato della onlus e fatti spiegare quali sono gli obiettivi concreti e come/quando i bambini ne beneficiano.

6) ... e dopo la pubblicità, i fatti! Verifica che la campagna pubblicitaria dell'associazione sia coerente con il lavoro svolto sul campo.

7) La regola dell'85/15... Una associazione dovrebbe riuscire a destinare al
     
 

GLI ITALIANI
E LE DONAZIONI
Il test per mettere alla prova il tuo spirito solidale: sei un donatore "razionale", "emotivo" o "distratto"? Sei soddisfatto dei progetti che sostieni e perciò continuerai a seguirli o li abbandonerai presto? Scoprilo in 10 domande...

VAI AL TEST!
 
     
progetto l'85% dei fondi raccolti. Le sue spese (promozione, gestione, amministrazione ecc.) non dovrebbero superare il 15%.

8) ... con il resto di 10! Devi mettere in conto che un altro 10% dei fondi che arrivano a destinazione se ne andrà in "gestione locale": in pratica, un buon progetto è quello che riesce a usare sul campo almeno 7,65 euro ogni 10 donati.

9) Una garanzia per i messaggi. Chiedi sempre come sono raccolti i messaggi che riceverai dai bambini, con quale frequenza sono raccolti e se altri come te hanno avuto modo di verificare sul posto che tutto proceda regolarmente.

10) Fai il punto. Almeno una volta all'anno verifica quali obiettivi sono stati raggiunti.
 

Per fare la differenza
Un gesto di solidarietà verso chi soffre ci fa sentire bene, nasce dal cuore, ma per fare la differenza bisogna donare bene, affidandosi ad associazioni serie e con le quali si deve instaurare una relazione di fiducia. Ciò vale in particolar modo per chi desidera sostenere a distanza un bambino, perché chi sceglie questa forma di solidarietà riuscirà a vedere, nel corso degli anni, che attraverso questo splendido legame economico-affettivo ha migliorato in modo tangibile la vita dei bambini coinvolti nel progetto. 
 
 
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Hai aderito a un progetto di adozione a distanza? Aggiungi qui un tuo commento o racconta la tua esperienza nel nuovo blog curato da Tiziana Fattori, "La Giostra della Solidarietà". 

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