Esploratori al Polo Sud: tracce artistiche dell'ultima spedizione di Scott

Dipinto forse in Nuova Zelanda nel marzo del 1899, un acquerello si è conservato in una capanna in Antartide fino a oggi.

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L'acquerello di Edward Wilson recuperato in Antartide.|New Zealand's Antarctic Heritage Trust

Un acquerello di 118 anni fa, dipinto da un esploratore del Polo Sud, Edward Wilson, è stato scoperto in Antartide, nel rifugio di Cape Adare, sotto un cumulo di materiali vari ricoperto da escrementi di pinguini. Wilson morì con il capitano Robert Scott e altri tre esploratori nel 1912 durante il loro drammatico ritorno dal Polo Sud geografico verso le coste del continente.

 

Per Josefin Bergmark Jimenez (New Zealand's Antarctic Heritage Trust) il dipinto è di una bellezza straordinaria. «Quando ho aperto il raccoglitore», ha dichiarato, «ho avuto un sobbalzo, letteralmente: quasi non credevo a quello che avevo davanti.»

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La capanna a Cape Adare, in Antartide. | New Zealand's Antarctic Heritage Trust

Expertise complessa. Non è stato facile attribuire l'opera. Poteva essere il lavoro di un membro della spedizione norvegese Carsten Borchgrevink, che nel 1899 costruì due rifugi a Cape Adare, o di qualcuno di una delle due spedizioni di Scott. Solo quando la Jimenez ha avuto modo di vedere la scrittura di Wilson, nel corso di una conferenza alla Carterbury University (Nuova Zelanda), l’ha riconosciuta come quella presente sul quadro.

 

Storia curiosa. Willson aveva preso parte alle due spedizioni del 1911 e del 1912 come scienziato e medico, ma era anche un pittore di talento. Si è scoperto che aveva trascorso del tempo a Lyttleton, in Nuova Zelanda, e lì potrebbe avere visto il soggetto dell’acquerello, un rampichino (un passeriforme).

 

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Edward Wilson (il primo a sinistra) con altri due membri della spedizione di Scott. | New Zealand's Antarctic Heritage Trust

Non è invece chiaro come il lavoro (datato "marzo 1899" nella firma) sia finito in Antartide. Il fatto poi che il dipinto abbia resistito per così tanto tempo è dovuto al fatto che era conservato in mezzo ad altri fogli di carta che hanno impedito alla luce di alterarlo.

 

La scoperta è del novembre 2015, ma è stata resa nota solamente adesso, dopo l'identificazione dell'autore e il recupero di altri reperti da Cape Adare.

 

28 Giugno 2017 | Luigi Bignami