In visita sottoterra

Miniere, catacombe, grotte, tunnel... Ecco alcune bellezze italiane poco note perché nascoste sotto alle città o nelle profondità di cunicoli o grotte naturali o artificiali.

urbinosotteraneaortiipogeinapolisotterraneagrottalevanzogrottagigantefriulifumanevenetobunkermussolinicorridoiosardegnaminieradirosasminiera_realmonte_italkali9galleriadibasedelbrenneroteatro_romano_2cover_meraviglie_sotterraneeApprofondimenti
urbinosotteranea

Ingegneria idraulica rinascimentale. Un "palazzo in forma di città", formato da cunicoli, gallerie, stanze e passaggi, sotto la città di Urbino. Un vero e proprio "ingranaggio svizzero" per la gestione delle acque, costruito nei secoli, e di cui si stava perdendo memoria: i circa 300 pozzi, le 39 cisterne e le 12 sorgenti costituiscono una testimonianza delle abilità degli ingegneri idraulici di ogni tempo. L'acqua veniva filtrata con ghiaia e carbone per depurarla e renderla potabile. La cavità più importante è quella di Santa Lucia, una galleria di 270 metri scavata nella roccia nel Quattrocento, un vero e proprio fiume segreto in cui si poteva nuotare. Entrata nella carta degli antichi acquedotti redatta dal CNR, è visitabile oggi solo dai gruppi speleologici.

ortiipogeinapolisotterranea

Verdure per missioni spaziali. Cunicoli e cisterne, un acquedotto antico, un teatro greco-romano, rifugi anti-aerei e... un orto, in perfetta efficienza. Il sottosuolo di Napoli, valorizzato a partire da 30 anni fa dall'associazione Napoli Sotterranea, ha in serbo anche questa sorpresa. Il progetto di sperimentazione dell'orto, per cui ha manifestato interesse la Nasa, è stato avviato nel 2015: a 35 metri sotto il livello del suolo si coltivano vegetali sfruttando uno speciale sistema di illuminazione. Alla Napoli Sotterranea si accede da piazza San Gaetano 68.

grottalevanzo

Arte preistorica a Levanzo. Riscoperta nel 1949 da una turista che aveva sentito favoleggiare di una grotta dipinta, l'antro affacciato sulle pendici dell'isoletta di Levanzo, nelle Egadi, ha le pareti decorate da pitture e incisioni realizzate dai nostri antenati diecimila anni fa. Figure di animali come il cervo, il bue-toro oggi estinto, un piccolo cavallo e altri animali difficilmente identificabili. Sono rappresentate anche alcune figure umane che sembrano danzare raccolte intorno a un personaggio centrale. Per accedere ci sono visite guidate: si arriva in barca, o con un percorso a piedi scendendo dall'alto.

grottagigantefriuli

Il salone più grande del mondo. La Grotta Gigante di Sgonico, a 15 chilometri da Trieste, potrebbe contenere la Basilica di San Pietro. Alta quasi 100 metri, lunga 167 e larga 76, si è formata circa 10 milioni di anni fa. Nella notte dei tempi vi scorrevano corsi d'acqua, che prosciugandosi hanno dato il via alla creazione di stalattiti e stalagmiti, tra cui la "colonna di Ruggero" che, in 200.000 anni, ha raggiunto i 12 metri di altezza. Diverse istituzioni scientifiche fanno ricerca nella grotta, tra cui l'Università di Trieste, che ha installato al suo interno i pendoli geodetici (per la misurazione dell'accelerazione di gravità) più lunghi al mondo. La Grotta del Gigante si visita con un percorso della durata di un'ora.

fumaneveneto

Neanderthal in Valpolicella. È uno dei siti più importanti per la preistoria in Europa. La grotta di Fumane è stata frequentata a più riprese forse da 100mila fino a 30mila anni fa, e ha conservato testimonianze e tracce della vita dei Neanderthal, che vissero in questi territorio dei monti Lessini per almeno 15mila anni, e dei primi uomini moderni: manufatti in selce, resti di mammiferi cacciati e macellati, focolari, rifiuti. Aperta al pubblico nel 2005, la grotta di Fumane, nota anche come rifugio Solinas, ospita spesso laboratori che consentono di seguire dal vivo il lavoro di archeologi e paleontologi. Molti dei reperti trovati nella caverna di Fumane possono essere invece ammirati al Museo Paleontologico e Preistorico di Sant'Anna d'Alfaedo, a 8 chilometri di distanza.

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Una pagina buia della storia. Durante la seconda guerra mondiale furono costruiti a Roma per ordine di Mussolini dodici tra bunker e rifugi antiaerei. Il Duce se ne fece realizzare tre, via via sempre più sofisticati, nel sottosuolo di Villa Torlonia, sua residenza con la famiglia. Il primo era una semplice grotta-cantina, l'ultimo un bunker vero e proprio, con porte blindate e impianti di aereazione, che però non era stato ancora completato quando Mussolini fu arrestato, il 25 luglio del 1943. Oggi i resti di questo passato sono visitabili.

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Miniere sarde. Da inizio Ottocento e fino agli Anni Cinquanta era una miniera con impianti moderni da cui si estraeva galena, piombo, zinco e ferro. Poi, come per tutto il settore minerario in Sardegna, sopraggiunse la crisi. Ma invece di essere smantellata, la miniera di Rosas, nel Sulcis, è stata riconvertita in un museo. Qui i visitatori possono avere un piccolo assaggio del lavoro sottoterra: a bordo di un trenino, muniti di casco e lampada di emergenza, si entra nella galleria estrattiva dedicata a Santa Barbara, protettrice dei minatori, si vedono i macchinari e si ascolta il racconto della vita in miniera. Una curiosità: le miniere di Rosas hanno dato il nome a un minerale raro che si trova in pochi luoghi al mondo, e che si forma per ossidazione nelle miniere di rame, zinco e piombo, la rosasite.

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La Cattedrale di sale di Realmonte. È un giacimento di salgemma formatosi circa sei milioni di anni fa, dall'evaporazione dell'acqua del Mediterraneo. Si trova in contrada Scavuzzo, a pochi chilometri da Agrigento, e non solo è un sito estrattivo del minerale ancora attivo e importante, ma ospita una "cattedrale" realizzata quasi venti anni fa dagli stessi minatori circa 60 metri sotto il livello del mare. Tutti gli elementi architettonici e di arredo, come anche le statue e le sculture, sono scolpiti nelle superfici in halite, il nome scientifico del salgemma. Può essere visitata solo su prenotazione, per pochi giorni al mese.

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Un tunnel di 64 km. La galleria di base del Brennero (BBT), in costruzione nel tratto che collega Monaco di Baviera e Verona, attraversando le Alpi tra Innsbruck e Fortezza, con i suoi 64 chilometri sarà la più lunga del mondo. I lavori sono iniziati nel 2007 e si prevede termineranno nel 2026. La galleria è il nodo principale del cosiddetto corridoio scandinavo-mediterraneo, che prevede un collegamento ininterrotto tra Helsinki e Malta. La galleria di base del Brennero è visitabile su prenotazione.

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Il teatro romano sotto la Borsa. Era il centro ricreativo dell'antica Mediolanum: costruito ai tempi di Augusto, il teatro aveva una capienza di 7-9.000 spettatori. Qui andavano in scena le tragedie di Eschilo, gli spettacoli acrobatici e le battaglie navali. Venne distrutto con il resto della città da Federico Barbarossa nel 1162, e sparì dalla memoria. I resti riaffiorarono alla fine dell'Ottocento, negli anni Trenta del Novecento iniziarono i lavori per preservarlo. Oggi nel teatro, cui si accede da Palazzo Turati, sede della Camera di Commercio, è stato allestito un moderno percorso archeologico-esperienziale: ci si immerge nell'atmosfera della Milano di epoca romana, ascoltando musica, suoni, voci e annusando i profumi che dovevano essere nell'aria, da quello dello zafferano diffuso sugli spalti agli inevitabili odori corporali di uomini e animali.

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Meraviglie Sotterranee, a cura di Elena Bauer e Giovanni Caprara (ed. Touring Club Italiano) è la guida da cui è tratta questa gallery. Illustra 200 luoghi, artificiali e naturali, in tutte le regioni d'Italia.

Ingegneria idraulica rinascimentale. Un "palazzo in forma di città", formato da cunicoli, gallerie, stanze e passaggi, sotto la città di Urbino. Un vero e proprio "ingranaggio svizzero" per la gestione delle acque, costruito nei secoli, e di cui si stava perdendo memoria: i circa 300 pozzi, le 39 cisterne e le 12 sorgenti costituiscono una testimonianza delle abilità degli ingegneri idraulici di ogni tempo. L'acqua veniva filtrata con ghiaia e carbone per depurarla e renderla potabile. La cavità più importante è quella di Santa Lucia, una galleria di 270 metri scavata nella roccia nel Quattrocento, un vero e proprio fiume segreto in cui si poteva nuotare. Entrata nella carta degli antichi acquedotti redatta dal CNR, è visitabile oggi solo dai gruppi speleologici.