Hiroshima prima e dopo la bomba atomica

Le immagini della città nipponica prima, e all'indomani, dell'esplosione. Per ricordare perché è necessario impegnarsi nella non proliferazione nucleare.

main_1500stradaaereastazioneportocaselegnohiroshima_antescon_h_16.14822920con_h_16.14822917con_h_16.14822909con_h_16.14822908survivorscon_h_16.14822912bicicon_h_16.14822911chiesapompiericon_h_16.14822907con_h_16.14822913con_h_16.14822915con_h_16.14822919monthafterdirectionofficepostsurvivalApprofondimenti
main_1500

Ecco una serie di foto storiche tratti dagli archivi nazionali statunitensi della città giapponese, prima e dopo quel 6 agosto 1945, che insieme alla devastazione provocò la morte di 100 mila - 200 mila persone, quasi esclusivamente civili disarmati. Qui, il vibrante centro della città, pieno di esercizi commerciali dei quali, dopo la deflagrazione, rimasero solo macerie.

strada

La Teramachi o strada dei templi, nella Hiroshima prima della guerra. Di questi edifici non rimase praticamente nulla. Durante la guerra Hiroshima giocò un ruolo strategico come punto di appoggio e di rifornimento alle truppe. Aveva un ruolo importante soprattutto nelle comunicazioni e nello smistamento dei militari. Prima del bombardamento atomico era stata in parte evacuata: ma il 6 agosto, quando fu sganciata la bomba, ospitava ancora 255 mila civili. L'operazione Trinity e i primi test atomici

aerea

Una veduta aerea della città lungo il fiume Motoyasugawa. La bomba atomica "Little Boy" fu sganciata in un'area in alto a destra rispetto alla foto, e fu fatta esplodere a 580 metri d'altezza per aver effetti ancora più distruttivi.
E se la bomba di Hiroshima cadesse su Milano?

stazione

La stazione di Hiroshima, con l'aspetto che mantenne tra il 1912 e il 1945.

porto

Il porto di Ujina prima della Guerra. Questo punto di accesso al mare divenne, durante il secondo conflitto mondiale, un importante deposito di imbarcazioni per la Marina giapponese.

caselegno

Le tradizionali case di legno lungo le rive dell'Otagawa, non lontano dal ponte di Aioi, il ponte a forma di "T" che fu scelto come mirino per il rilascio della bomba, in quanto facilmente riconoscibile dall'alto. In primo piano, le barche fluviali giapponesi, in uno scatto del periodo prebellico.

hiroshima_antes

Un ancora integro Product Exhibition Hall: l'edificio nel centro finanziario della città, di fianco al ponte di Aioi e proprio sotto al punto di esplosione della bomba, fu l'unico nell'epicentro della deflagrazione a rimanere parzialmente in piedi. Oggi ha preso il nome di Hiroshima Peace Memorial (ma è comunemente chiamato Atomic Bomb Dome o Genbaku Dōmu, "cupola della bomba atomica"). Lo scheletro di metallo del tetto dell'edificio rimane a testimonianza della ferita della città.

con_h_16.14822920

6 agosto 1945, ore 8:15: il bombardiere B-29 statunitense Enola Gay sgancia l'atomica su Hiroshima. Alla missione di quel giorno parteciparono altri cinque aerei: tre di scorta, uno (The Great Artiste) per le misure scientifiche dell'esplosione e uno per le riprese video e fotografiche della distruzione, come queste che mostrano il fungo atomico sopra la città.
Che cos'è, e come funziona, la bomba all'idrogeno

con_h_16.14822917

Foto aeree di Hiroshima scattate prima e dopo il 6 agosto. Il 90% della città (circa 60 mila edifici, compresi tutti i luoghi sacri) fu raso al suolo e centinaia di migliaia di esseri umani, per lo più civili, si ridussero in cenere per il calore rilasciato dall'esplosione.
La mappa animata di tutte le esplosioni atomiche

con_h_16.14822909

Una vittima viene trasportata al riparo dal fumo, tra le rovine, nell'agosto 1945. Si stima che circa 80 mila persone siano morte negli istanti dell'esplosione, e causa dell'onda d'urto da essa creata, che rase al suolo tutto ciò che si trovasse nel raggio di 800 metri dal punto del rilascio della bomba.

con_h_16.14822908

Ma conseguenze ancora più devastanti arrivarono dopo lo scoppio, quando la scia di morte delle radiazioni, nella fattispecie raggi gamma e neutroni veloci - cominciò a diffondersi e a uccidere, cosa che avrebbe continuato a fare per diversi mesi. Nella foto, una ferita sopravvissuta all'esplosione ne mostra i segni sulla pelle. Le bruciature seguono la foggia e i motivi ornamentali del kimono.

survivors

Entro la fine del 1945, i morti arrivarono a 200 mila. Altre migliaia di persone sarebbero perite in seguito, per le conseguenze a lungo termine dell'esposizione ai materiali radioattivi.
Nell'agosto del 1945 il Giappone era allo stremo, prossimo alla capitolazione. Tutto questo non fermò il presidente americano Harry Truman. La giustificazione ufficiale degli Usa fu che l’uso dell’atomica avrebbe evitato il sacrificio di migliaia di soldati americani in un eventuale sbarco sull’arcipelago nipponico. Si pensava che la popolazione giapponese avrebbe combattuto fino alla morte, com’era accaduto per quasi tre mesi a Okinawa. L’obiettivo era però un altro. Gli attacchi nucleari furono una palese dimostrazione delle capacità belliche americane indirizzata a Stalin.

con_h_16.14822912

Fumo e polveri radioattive sopra ad Hiroshima: nei giorni successivi all'esplosione, la luce del Sole sembrò quasi sparire: una condizione che avrebbe ispirato in diversi scrittori di fantascienza successivi il concetto di "inverno nucleare".

bici

Tram, carretti, biciclette. Tutto intorno, una città scomparsa. Tre giorni più tardi, il 9 agosto 1945, lo stesso paesaggio desolato avrebbe inghiottito anche Nagasaki.

con_h_16.14822911

La sagoma spettrale dell'Atomic Bomb Dome, il Memoriale della Pace di Hiroshima, dopo l'esplosione. Prima di divenire una testimonianza del giorno che più di tutti ha segnato l'inizio dell'era atomica, l'edificio è stato per lungo tempo al centro di molte controversie e divisioni, con alcuni abitanti della città che ne incoraggiavano la demolizione e altri che volevano mantenerlo in piedi. Si è optato per la seconda scelta, e la struttura è oggi Patrimonio dell'Umanità.

chiesa

Le rovine della chiesa metodista di Nagarekawa, tra le ceneri della città. Alcuni edifici in cemento armato sopravvissero all'esplosione perché concepiti originariamente per resistere ai terremoti.

pompieri

Uno dei tanti mezzi di vigili del fuoco trasferiti nella città poco dopo l'esplosione.
Il vigile del fuoco Yosaku Mikami, all’epoca 32enne, racconta come fosse drammatico soccorrere i feriti nelle strade. «Provavamo a trasferirli sul nostro camion prendendoli per le gambe e le braccia, ma era davvero complicato: appena li spostavamo la loro pelle si staccava».

con_h_16.14822907

Un soldato giapponese cammina nell'area della devastazione, nel settembre 1945.

con_h_16.14822913

Soldati americani tra le rovine di Hiroshima nell'ottobre 1945. A due mesi dall'esplosione, la situazione è ancora questa.

con_h_16.14822915

Agosto 1945.

con_h_16.14822919

Hiroshima dopo il bombardamento. Nei primi minuti che seguirono alla deflagrazione, prima che i vertici dell'esercito giapponese si rendessero conto di quanto era successo, fu il silenzio della città il primo segnale che qualcosa di terribile era accaduto. Hiroshima non era più in onda sulle frequenze radiotelevisive; la linea telegrafica si era interrotta e ogni tipo di collegamento ferroviario e stradale risultava bloccato.

monthafter

Le prime ricognizioni mostrarono a un giovane e incredulo ufficiale del comando giapponese inviato da Tokyo a sorvolare la città, una Hiroshima in fiamme, ridotta in briciole. Le prime notizie pubbliche sull'accaduto arrivarono, 16 ore dopo l'esplosione, da un annuncio della Casa Bianca.

direction

Scritte disegnate a terra con gessetti indicano la direzione dell'onda d'urto, e la posizione dei piedi delle vittime. Quelle specie di ombre lasciate sul suolo in corrispondenza del ponte sono le tracce dell'intenso calore rilasciato dallo scoppio.

office

Un ufficio improvvisato, tra le rovine.

post

Macerie, tronchi rovesciati, insegne di luoghi fantasma. Hiroshima, 1945. Gli alberi sopravvissuti alla bomba atomica

survival

Mesi dopo l'esplosione, alcuni civili si radunano davanti alla stazione di Hiroshima.

Ecco una serie di foto storiche tratti dagli archivi nazionali statunitensi della città giapponese, prima e dopo quel 6 agosto 1945, che insieme alla devastazione provocò la morte di 100 mila - 200 mila persone, quasi esclusivamente civili disarmati. Qui, il vibrante centro della città, pieno di esercizi commerciali dei quali, dopo la deflagrazione, rimasero solo macerie.