Giornata internazionale della donna: chi sono le donne celebrate da Google?

Google celebra la Giornata internazionale delle donne con 13 figure chiave della moderna emancipazione femminile. Ma chi sono le protagoniste del Doodle del 8 marzo? Lasciate perdere le mimose e scoprite la storia di queste 13 scienziate, attiviste, atlete, ognuna innovatrice nel proprio campo. Leggi anche lo speciale di Focus sulla Festa della Donna.

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Giornata Internazionale della Donna 2017. Una nonna che racconta alla nipote la storia di 13 donne grandiose, che hanno lasciato il segno ognuna nella propria professione, svolta con passione e impegno civile. Per celebrare l'8 marzo 2017, Giornata Internazionale della Donna, Google ha cambiato il suo logo, dedicando un ricchissimo Doodle a queste eroine moderne che, ciascuna nel proprio campo, hanno lottato per l'emancipazione delle donne, per il loro rispetto e perché tutte potessero godere degli stessi diritti.
Scorri con le frecce le illustrazioni per sapere chi sono queste donne, esempi di coraggio, determinazione e generosità, e per leggere le loro storie.


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Ida B. Wells (1862-1931). Nata schiava nel Mississippi, la giornalista afroamericana, redattrice e co-proprietaria del The Memphis Free Speech, dedicò penna e carriera alla lotta contro le discriminazioni razziali e contro il linciaggio dei cittadini neri, all'epoca spesso uccisi dalla folla dietro falsi pretesti. Nel 1908 fondò a Chicago la Negro Fellowship League, che aiutava i neri arrivati dal Sud, e l'anno seguente contribui alla nascita di una delle prime associazioni per i diritti civili degli afroamericani, la NAACP, (Associazione nazionale per la promozione delle persone di colore).
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Lotfia El Nadi (1907-2002). Fu la prima donna aviatrice in un paese - l'Egitto - e in un'epoca, gli anni '30 del Novecento, in cui le donne ancora lottavano per la parità dei diritti. Per ottenere la licenza di volo lavorò come segretaria all'aeroporto appena fondato di Almaza, pagandosi le lezioni di pilotaggio da sola, mentre raccontava al padre di frequentare un gruppo di studio. Si pensa sia stata la seconda donna ad aver volato da sola, insieme alla sua grande amica Amelia Earhart.
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Frida Kahlo (1907-1954). La vita della pittrice messicana avrebbe potuto essere segnata dalla disabilità - fu investita da un autobus a 18 anni - ma fu proprio la ridotta possibilità di muoversi ad aprirle le porte dell'arte, regalandole una sensibilità per la condizione femminile, per il dolore e la sofferenza fisica, raramente eguagliate nel corso del Novecento. La sua pittura fortemente simbolica, il rapporto con la dimensione erotica e le amicizie con i principali esponenti dell'arte e della politica del secolo scorso ne fanno una delle più celebri icone femministe di sempre.
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Lina Bo Bardi (1914-1992). Italiana naturalizzata brasiliana, nel nostro paese fu in prima linea nel movimento per la ricostruzione architettonica nel dopoguerra. Ma fu in Brasile che esplose la sua creatività artistica: in Sudamerica progettò molti capolavori architettonici, come The Glass House, la "Casa di Vetro", dove visse con il marito, e il Museo d'arte di San Paolo (noto anche come MASP). Fu anche attivista politica (nelle fila del Partito Comunista Italiano), editrice, insegnante e curatrice d'arte.

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Olga Skorokhodova (1911-1982). La personale esperienza di deprivazione sensoriale spinse questa scienziata sovietica a dare un contributo fondamentale nello studio della comunicazione con i bambini sordociechi. Colpita da meningite a 5 anni, per di più orfana, fu cresciuta dal professor Ivan Sokolianskii, che contribuì alla sua istruzione e all'amore per le scienze. Da adulta Olga produsse un numero massiccio di contributi scientifici per l'istruzione ai bambini con la sua stessa disabilità. I suoi scritti aiutarono a capire in che modo la donna aveva sviluppato e potenziato gli altri sensi, per supplire al deficit visivo e uditivo.

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Miriam Makeba (1932-2008). La cantante e attivista di Johannesburg, dopo aver vissuto sulla propria pelle le conseguenze dell'apartheid fu esiliata dal Sudafrica per 31 anni. Divenuta celebre negli USA sfruttò il successo per portare l'attenzione del mondo sulla condizione dei propri connazionali. Lo stesso Mandela ne parlava come di una voce di speranza. Nel 2008 è morta a Castel Volturno, per un attacco di cuore dopo un concerto contro la camorra.

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Sally Ride (1951-2012). Il 18 giugno 1983, a bordo dello Space Shuttle Challenger, divenne la prima donna americana ad essere lanciata nello Spazio. Prima di lei avevano avuto questo onore soltanto due cosmonaute sovietiche, Valentina Tereškova e Svetlana Savickaja. Fu un modello di anticonformismo e possibilità infinite per migliaia di ragazze della sua generazione. Dopo la carriera come astronauta si dedicò alla divulgazione per bambini e all'incoraggiamento degli studi scientifici.

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Halet Çambel (1916-2014). Prima schermitrice turca, prima donna musulmana a partecipare a un'Olimpiade e, soprattutto, una grande archeologa: Halet Çambel fu co-scopritrice della cittadella fortificata di Karatepe, dell'VIII secolo a.C., dove riportò alla luce una tavoletta dell'alfabeto fenicio che svelò il codice dei geroglifici ittiti. Da studentessa, nel 1936, aveva partecipato alle Olimpiadi di Berlino: era anche stata invitata a incontrare Adolf Hitler, ma si era rifiutata di farlo, per motivi politici.
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Ada Lovelace (1815-1852). Figlia del famoso poeta inglese Lord Byron, alla letteratura preferì la matematica, divenendo la prima programmatrice al mondo in assoluto (e battendo sul campo anche i colleghi maschi). Un secolo prima che i computer veri e propri vedessero la nascita, Ada si interessò a quanto di più simile a un pc fosse stato immaginato, la "macchina analitica" di Charles Babbage, immaginando un computer capace di andare oltre le pure formalità di calcolo, limitato e guidato soltanto dall'intelligenza dei suoi programmatori.

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Rukmini Devi Arundale (1904-1986). Fu grazie a questa celebre danzatrice indiana che una parte fondamentale della cultura dell'India, quella che ha a che fare con la danza, si salvò dalla decadenza che stava attraversando all'inizio del XX secolo. La Bharatanatyam, una forma di ballo legata alle funzioni religiose indù, era all'epoca ormai praticata soltanto dalle caste inferiori. Rukmini utilizzò il proprio prestigio sociale (era figlia di un bramino, la casta più elevata, ed esponente della Società Teofisica, all'origine del moderno movimento New Age) per riportare questa danza all'originario splendore, elevandola di nuovo a forma d'arte. Provvidenziale fu in questa riscoperta, l'incontro con la ballerina classica russa Anna Pavlova.

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Cecilia Grierson (1859-1934). Fu la prima donna a laurearsi in Medicina in Argentina, e gli sforzi che dovette affrontare per conseguire questo traguardo alimentarono il suo impegno come attivista per i diritti delle donne: da vicepresidente del Consiglio Internazionale delle Donne, un'organizzazione suffragetta, si batté per cause come il congedo di maternità e la fine della tratta degli schiavi. Fu la promotrice dell'idea di una sirena per i veicoli di servizio - le odierne ambulanze - e fondò la prima scuola per infermieri dell'Argentina, a Buenos Aires. Si distinse per gli studi in kinesiologia e ginecologia: prese parte anche al primo intervento di parto cesareo eseguito nel suo paese.

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Lee Tai-young (1914-1998). Primo avvocato e giudice donna coreano, si è battuta per i diritti femminili lungo l'intera carriera, spendendosi soprattutto in materia di matrimoni e famiglia in una società di stampo patriarcale. Negli anni '70-'80 viaggiò in tutto il mondo promuovendo iniziative umanitarie e ricevette il Premio asiatico per la Pace.

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Suzanne Lenglen (1899-1938). Fu la prima celebrità femminile nel tennis in un'epoca insospettabile, in cui queste figure erano ancora lontane e in cui il tennis era uno sport da giocare con rigore e secondo un certo dresscode. Lenglen ruppe tutte le regole, imponendosi nel giro di 5 anni e arrivando a vincere 25 titoli del Grande Slam. Estroversa anche nel modo di vestire, fece divenire il tennis uno sport per tutti.

Giornata Internazionale della Donna 2017. Una nonna che racconta alla nipote la storia di 13 donne grandiose, che hanno lasciato il segno ognuna nella propria professione, svolta con passione e impegno civile. Per celebrare l'8 marzo 2017, Giornata Internazionale della Donna, Google ha cambiato il suo logo, dedicando un ricchissimo Doodle a queste eroine moderne che, ciascuna nel proprio campo, hanno lottato per l'emancipazione delle donne, per il loro rispetto e perché tutte potessero godere degli stessi diritti.
Scorri con le frecce le illustrazioni per sapere chi sono queste donne, esempi di coraggio, determinazione e generosità, e per leggere le loro storie.
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