Antica Cina: schiavi per decenni e poi decapitati per divertimento

Dalle misure sugli isotopi di una quantità di resti umani emerge che i corpi appartenevano a prigionieri decapitati dopo anni di schiavitù: accadeva nella Cina degli Shang, più di 3.000 anni fa.

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Un cimitero reale della dinastia Shang ad Anyang (Cina), tutelato dall'Unesco.|Shutterstock

In genere gli studi sulla dieta degli antichi si compiono su quel che resta dei denti. Ma come fare quando mancano, magari perché il corpo è staccato dalla testa?

 

Una tecnica che consente di ricostruire il regime alimentare di millenni fa analizzando gli isotopi nella massa ossea degli scheletri ha permesso di scoprire nuovi dettagli sui misteriosi schiavi decapitati di Yinxu, antica capitale della dinastia Shang, casata che regnò sulla valle del Fiume Giallo (Cina nordorientale) dal 1600 al 1046 a.C.

 

Gli scavi nell'area oggi conosciuta come Anyang, nella provincia cinese dello Henan, hanno portato alla luce oltre 13 mila corpi di vittime di sacrifici umani, uccise nell'arco di 200 anni.

 

Le iscrizioni sulle ossa oracolari, pezzi di ossa o gusci animali usati a scopo divinatorio nel corso della dominazione Shang, si riferiscono a queste persone come a prigionieri di guerra. L'assenza dei denti impediva ulteriori analisi: identificare la dieta significa dare alcune risposte sull'origine e sugli stili di vita di quelle persone.

 

il rancio dei prigionieri. Un gruppo di archeologi della Simon Fraser University, in Canada, ha misurato la quantità di isotopi stabili di carbonio, azoto e zolfo nelle ossa di 68 vittime sacrificali, comparandola a quella degli scheletri di 39 residenti locali.

 

Come la popolazione locale, le vittime avevano una dieta per lo più a base di miglio; tuttavia l'apporto di riso e grano, a differenza dei residenti, avvenne solo per un periodo di tempo limitato - il periodo in cui furono tenuti in prigionia, prima del sacrificio. I cambiamenti osservati nelle ossa non si verificano rapidamente: la loro condizione di prigionieri durò quindi alcuni anni.

 

Strategia del terrore. Per i ricercatori, gli uomini - prigionieri di guerra catturati dalle popolazioni nemiche della dinastia Shang - non venivano decapitati subito, ma erano impiegati per anni come schiavi dalla nobiltà locale, per la quale costituivano una "scorta" da cui attingere per i sacrifici umani. Queste uccisioni violente e di massa erano usate dalle autorità per incutere terrore e sedare sul nascere eventuali ribellioni.

 

27 Giugno 2017 | Elisabetta Intini