I nomi dei neonati proibiti nel mondo

Laura, Linda, Tom, Carolina ma anche Venerdì, Osama Bin, Robocop e il simbolo @: paese che vai, divieto che trovi. Le regole dell'anagrafe alle diverse latitudini. Italia compresa.

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Iniziamo da casa nostra: in Italia è vietato imporre lo stesso nome del padre vivente (non è ammesso lo 'jr' come negli Stati Uniti), di un fratello o di una sorella viventi e un cognome come nome (per esempio Renzi Renzi è vietato mentre Renzo Renzi va bene).
Nel 2000 è decaduto invece il divieto di imporre nomi geografici. In passato erano tollerati Italia, Europa o America mentre Asia o Ginevra erano accettati per la loro origine mitologica o letteraria. Oggi si possono usare anche altri nomi di nazioni. E cosa ben più importante, oggi è proibito imporre "nomi o cognomi che facciano intendere l'origine naturale" del neonato, nel caso in cui non siano conosciuti i genitori. Quindi si cancella la possibilità di mettere ad esempio il cognome "Esposito" ai trovatelli...

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In Italia si possono vietare nomi di bambino quando sono “suscettibili di limitare l'interazione sociale e di creare insicurezza” di chi li porta. Per questo motivo un giudice ha impedito a una coppia di chiamare il figlio Venerdì, forse in omaggio a Robinson Crusoe: in futuro renderebbe il giovane oggetto di scherno. In realtà la legge italiana è una delle più tolleranti in materia: l'ufficiale dell'Anagrafe può opporsi, ma non può rifiutare la registrazione del nome, cosa che invece prima era in suo potere. L’ultima parola spetta alla Procura della Repubblica che può chiedere le rettifica del nome. E negli altri paesi?

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In Nuova Zelanda tra i nomi “vietati” c’è anche Queen, equivalente del nostro “Regina”. In realtà il divieto riguarda quasi tutti i nomi di origine nobile: Royale, Prince, Baron…
Nell’elenco dei nomi proibiti compaiono anche esempi davvero insoliti come… 89, V8 (come il motore), 2nd (Secondo) e Anal (anale, in inglese): tutti nomi per cui l’anagrafe neozelandese ha avuto almeno una richiesta a partire dal 2001. Rifiutata.

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La Svezia finora ha ostacolato alcuni tentativi da parte dei cittadini di chiamare i loro figli Superman, Metallica, e l’impronunciabile “Brfxxccxxmnpcccclllmmnprxvclmnckssqlbb11116”. Nel 1982 è stata approvata una legge per evitare che le famiglie non nobili conferissero ai loro figli nomi blasonati. Oggi la legge svedese stabilisce che “nomi non devono essere usati se possono causare offesa o possono causare disagio in chi li utilizza, o nomi che per qualche ragione ovvia non sono adatti come primo nome”.

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In Islanda, i nomi dei bambini si suppone debbano adattarsi alle regole grammaticali e di pronuncia islandesi che non sono semplici. Dunque scelte come Carolina e Cristina possono essere contestate, come è accaduto, perché la lettera "c" non fa parte del alfabeto islandese.
Una curiosità: nel gennaio 2013, una ragazza di 15 anni di nome "Blaer" ha vinto il diritto di mantenere il suo nome, che le era stato vietato da parte delle autorità in quanto (a dir loro) non era abbastanza femminile.

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Nel 2014, l'Arabia Saudita ha aggiornato il proprio elenco di nomi vietati. Molti di questi, come Laura, Linda e Alice, sono stati banditi a causa della loro associazione con la cultura occidentale.

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In Portogallo, i soprannomi e i diminutivi non sono ammessi su certificati di nascita, motivo per cui il popolare nome Tom non è accettato come invece lo è Thomas. La legge prevede che i nomi dei bambini siano di cultura portoghese, nomi completi e non unisex, ma negli ultimi tempi qualche deroga è stata concessa.

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Come ti chiami? Nutella. L’idea di chiamare così una bimba appena nata è venuta a una coppia di francesi, due anni fa. Ma un giudice li ha fermati: il nome avrebbe potuto causare non poche prese in giro alla bambina. Da cui il suggerimento di accorciarlo in… Ella.

chinese

@. Come già in moltissimi paesi, la Cina non permette di inserire simboli e numeri nei nomi dei bambini. Il simbolo “@” in cinese si pronuncia “ai-ta” che ricorda - nel suono - la locuzione “amalo”. Una coppia riteneva che il simbolo della chiocciola, proprio per questa assonanza, fosse un nome adatto al proprio figlio... ma il governo cinese glielo ha proibito.

robocop

In Messico, l’anagrafe ha compilato una lista di nomi di bambino vietati presi direttamente dai registri dell'anagrafe. Dunque nomi già utilizzati da qualcuno. Risultato: anche se da ora in avanti i cittadini non sono più autorizzati a dare questo nome ai loro figli, c'è almeno un bambino (a Sonora) che si chiama… Robocop.

scimmia

In Danimarca invece di vietarne alcuni, si è preferito stilare una lista di 7.000 nomi pre-approvati al di fuori dei quali è difficile se non impossibile ottenere il benestare dell’anagrafe. Finora sono stati respinti genitori che proponevano per il nascituro nomi come "Monkey" (scimmia) e "Pluto".

devil

In Giappone non si può usare il nome diavolo. Sebbene il ministro della Giustizia abbia precisato che il governo: “non può imporre ai genitori di cambiare i nomi dei bambini, senza base giuridica”, il nome “diavolo”, che due genitori volevano dare a un neonato, è stato proibito nel paese del sol levante.

osama

Poco dopo gli eventi dell'attacco alle Torri gemelle dell'11 settembre 2001, una coppia turca che vive a Colonia, in Germania, si sentì ispirata a chiamare il loro figlio Osama Bin Laden. Ma l’anagrafe tedesca glielo ha vietato, citando la regola secondo cui i nomi "non devono essere suscettibili di portare all’umiliazione". Inoltre la legge tedesca vieta i nomi stranieri che sono illegali nel paese di origine dei genitori, e Osama Bin Laden è illegale in Turchia.

Iniziamo da casa nostra: in Italia è vietato imporre lo stesso nome del padre vivente (non è ammesso lo 'jr' come negli Stati Uniti), di un fratello o di una sorella viventi e un cognome come nome (per esempio Renzi Renzi è vietato mentre Renzo Renzi va bene).
Nel 2000 è decaduto invece il divieto di imporre nomi geografici. In passato erano tollerati Italia, Europa o America mentre Asia o Ginevra erano accettati per la loro origine mitologica o letteraria. Oggi si possono usare anche altri nomi di nazioni. E cosa ben più importante, oggi è proibito imporre "nomi o cognomi che facciano intendere l'origine naturale" del neonato, nel caso in cui non siano conosciuti i genitori. Quindi si cancella la possibilità di mettere ad esempio il cognome "Esposito" ai trovatelli...