L'origine dei simboli più usati

Cosa si nasconde dietro il simbolo del Bluetooth? Che c'entra Nettuno con l'USB? Dall'Euro alla @: le origini dei simboli più usati.

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Il simbolo Play. Il triangolo che punta a destra è riconosciuto in tutto il mondo come indicatore della partenza di un video o di un brano musicale, al punto di essere diventato il logo stesso di Youtube. Secondo il sito Gizmodo risalirebbe agli anni '60, quando l'audiovisivo era ancora in bobina: allora si pensò che una freccia (il triangolo) fosse il simbolo più adatto indicare il verso di andamento della bobina, verso destra.

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La chiocciola. Si legge “at” e oggi è comunemente usata negli indirizzi email. Secondo Giorgio Stabile, docente di Storia della scienza dell'Università "La Sapienza" di Roma in origine, nell’antica Grecia, la @ indicava la parola anfora nel suo valore specifico di unità di misura, di capacità e di peso. Poi cominciò a essere usata nella contabilità per indicare "al tasso di", espressione a cui si deve anche la sua prima apparizione su una tastiera di macchina da scrivere nel 1884. La svolta si ebbe nel 1972 quando l’ingegnere e programmatore americano Ray Tomlinson la scelse per il significato di “presso” (at) che ha nell’inglese, per semplificare gli indirizzi di posta elettronica di Arpanet, la rete da cui è nata Internet.

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Il simbolo di USB. Ci vuole un po’ di immaginazione per riconoscere nel fregio che appare sulle chiavette USB il tridente di Nettuno: ma è di quello che si tratta. Il fatto che su ogni punta ci sia una diversa figura geometrica (cerchio, triangolo, quadrato) sta proprio a indicare che attraverso il collegamento USB si possono connettere tra loro dispositivi diversi.

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Il simbolo del Bluetooth. Il secondo re di Danimarca Harald Bluetooth passò alla storia per il tentativo di unire la Scandinavia in una grande nazione nel 10° secolo. Il Bluetooth a lui ispirato è invece una tecnologia che si accontenta di unire il telefono al pc e all’auricolare. E il simbolo altro non è che una fusione grafica delle sue iniziali, H e B, in caratteri runici.

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Il simbolo di “condividi” (share). è stato inventato da Alex King nel dicembre 2006 e rilasciato sotto Creative Commons Attribution, fino a quando, un anno dopo, è stato acquistato da ShareThis: i tre cerchietti uniti da 2 linee stanno proprio a indicare l’idea di unione e condivisione. Facile, no?

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Il simbolo di accensione (power). Ci avrete fatto caso: alcuni dispositivi elettrici si accendono portando l’interruttore rosso sul simbolo di 1 e si spengono portando l’interruttore su “o”. E entrambi i numeri sono riconoscibili nel simbolo stilizzato di power che si trova sui nostri computer e smartphone. Le origini risalirebbero alla Seconda Guerra Mondiale quando gli ingegneri cominciarono a usare, 0 e 1, cifre del sistema binario per indicare accensione e spegnimento. Nel 1973, la Commissione Elettrotecnica Internazionale ha codificato che il cerchio aperto con una linea al suo interno indicasse 'stato di stand-by'. L'Istituto americano degli Ingegneri Elettrici e Elettronici, tuttavia, ha deciso che era troppo vago e ha modificato la definizione in "power" (accensione).

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La & commerciale. è un logogramma, eredità del latino, quando le lettere “e” e “t” della congiunzione "et" venivano scritte con un sol tratto di penna: la sua invenzione è attribuita a Marco Tullio Tirone, segretario di Cicerone. Dai primi anni dell ‘800 la & commerciale ricorre nella scrittura dei paesi anglosassoni, dove è nota come ampersand, e si usa per unire i nomi dei diversi soci di un’azienda.

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Il simbolo del dollaro. ull’origine del simbolo che compare sulle banconote statunitensi esistono diverse versioni. Secondo alcuni infatti fu il presidente americano Thomas Jefferson a inventarlo, partendo dal monogramma delle sue iniziali (TSJ) . Altri ritengono invece che derivi dalla sovrapposizione della U e della S di United States. In seguito la U, per ignoranza, o per errori di trascrizione, fu rimpiazzata da due linee (II). Molto probabilmente però la sua origine è spagnola. La famiglia reale spagnola aveva nel suo stemma due colonne (che rappresentavano le colonne d’Ercole di Gibilterra) e una bandiera spiegata su cui era scritto “Plus Ultra”. Questa immagine appariva sul peso spagnolo e poi su quello delle colonie, e assomiglia abbastanza al moderno segno del dollaro. Attualmente, per velocizzare la scrittura, viene sempre più spesso utilizzata una sola barra.

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Il simbolo dell'Euro. 'inventore del simbolo della nuova banconota europea si chiama Arthur Eisenmenger, un designer tedesco nato nel 1914 e morto nel 2002.
Nel 1975, poco prima di andare in pensione, era il capo del reparto grafico della Comunità Europea e ricevette il compito di disegnare un simbolo per identificare l'Europa stessa. Inviò così la proposta alla commissione europea di Bruxelles dover rimase rinchiuso nei cassetti per vent'anni, fino a quando nel 1997 Jacques Santer lo presentò alla stampa di tutto il mondo per la prima volta.
Arthur Eisenmenger non ha mai ricevuto alcun riconoscimento ufficiale per la creazione del simbolo dell'euro. Fra le sue creazioni artistiche si ricordano la Bandiera Europea e il Marchio CE.

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L'Hashtag (o come si diceva una volta, il cancelletto). Il carattere è originato da un'antica abbreviatura latina (N maiuscola sbarrata) per indicare la parola "numerus" o "numero" e come tale si ritrova nelle carte manoscritte dei secoli passati. Negli Stati Uniti, in cui quest'uso è ancora vivo, è anche detto number sign ed è spesso utilizzato al posto del carattere №. Indica una posizione numerica: #1 significa (e si pronuncia) number one

Il simbolo Play. Il triangolo che punta a destra è riconosciuto in tutto il mondo come indicatore della partenza di un video o di un brano musicale, al punto di essere diventato il logo stesso di Youtube. Secondo il sito Gizmodo risalirebbe agli anni '60, quando l'audiovisivo era ancora in bobina: allora si pensò che una freccia (il triangolo) fosse il simbolo più adatto indicare il verso di andamento della bobina, verso destra.