15 cose che (forse) non sapevi sul Giappone

Dalla fissa per il gruppo sanguigno a quella per i distributori automatici; dal divieto di ballare al galateo dell'inchino, passando per un famoso "vizio" dei samurai: 15 curiosità sul Giappone di oggi e di ieri.

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L'analfabetismo è (quasi) inesistente. Il tasso di alfabetizzazione, inteso come le persone di età pari o superiore ai 15 anni capaci di leggere e scrivere, è pari, in Giappone, al 99,8% (dati del Programma delle Nazioni Uniti per lo Sviluppo). Merito di un sistema scolastico riformato nel dopoguerra, che prevede 9 anni di obbligo per tutti (elementari e medie); ma che incentiva fortemente la quasi la totalità degli studenti a iscriversi anche a corsi di istruzione superiore, non obbligatori.

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Il gruppo sanguigno serve per "cuccare". Se conoscere il proprio gruppo sanguigno è sempre buona norma, per i giapponesi esso identifica un tipo di personalità: chiedere quale sia quello di una persona appena incontrata equivale più o meno a informarsi sul suo segno zodiacale.
Il fenomeno è radicato dagli anni '20 del Novecento, quando le prime teorie (non accettate dalla comunità scientifica) su gruppo sanguigno e personalità cominciarono ad affermarsi. In base a questa caratteristica si arrivano a scegliere i candidati per un posto di lavoro o persino il partner di vita. Vale anche in senso discriminatorio: i gruppi minori, come AB e B, tipici per esempio della minoranza etnica Ainu, sono talvolta associati a qualità negative.

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Ha i treni più puntuali del mondo. Questo forse lo sapevate già, ma a sorprendere è il tenore di questa regolarità: nel 2007, il ritardo medio dello Shinkansen, il celebre treno proiettile giapponese che raggiunge i 285 km orari (nella foto), è stato in media di 18 secondi. Nel 2012, le cose sono andate... peggio: il ritardo medio annuale è stato di 36 secondi, se si includono tra le cause gli eventi impossibili da prevedere e gestire, come le improvvise nevicate.


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Mangiare carne era proibito dalla legge. Nel 675 un bando dell'imperatore Tenmu forse ispirato ai precetti buddisti, istituiva la pena di morte per chi avesse mangiato manzo, scimmie o animali domestici. Il divieto valeva da aprile a settembre, ma anche negli altri mesi l'usanza era poco diffusa. Tornò in auge con il contatto con i missionari cristiani, nel XVI secolo, ma nel 1687 fu emesso un altro bando. Si poté ricominciare a mangiare carne dal 1872, quando persino l'imperatore abbandonò il vegetarianesimo. Oggi il manzo di Kobe è una delle prelibatezze della cucina giapponese.


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Ballare in pubblico è stato a lungo illegale. Fino al 2015, ballare in pubblico oltre la mezzanotte era proibito dalla legge, e nei luoghi in cui le danze erano autorizzate, bisognava comunque rispettare questo "coprifuoco". Era una legge vecchia di 67 anni, entrata in vigore dopo la Seconda Guerra Mondiale per arginare il fenomeno della prostituzione nei locali notturni. Ora, per la gioia di turisti e amanti del ballo, questo divieto è caduto.

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In Giappone non tutti gli inchini sono uguali. C'è l'eshaku, un inchino di 15 gradi usato per i saluti informali e per congratularsi; il keirei, di 30 gradi, riservato a chi si trova in un gradino più alto della scala sociale (come il proprio capo); e il saikeirei, un inchino a 45 gradi, usato di fronte a personalità come l'imperatore, o esibito da chi l'ha combinata davvero grossa.

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C'è un distributore automatico ogni 23 persone. Il Giappone è disseminato di 5,52 milioni di macchinette che distribuiscono acqua, bibite, cibo e altri generi non sempre di prima necessità (manga e mutandine di studentesse usate inclusi!): la più alta densità di distributori pro capite. Nelle aree rurali, queste riserve sostituiscono i piccoli supermarket, e sono disponibili 24 ore su 24.


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La sua resa dopo la II Guerra Mondiale avvenne per un pelo. Il 15 agosto 1945, l'imperatore giapponese Hirohito si rivolse al suo popolo con un messaggio radio registrato la sera precedente, in cui si annunciava la resa incondizionata alle forse alleate. La notte stessa della registrazione, il maggiore dell'esercito Kenji Hatanaka, rifiutando di arrendersi, organizzò un colpo di stato e occupò il palazzo imperiale per diverse ore, esigendo che la registrazione venisse distrutta. Fortunatamente il messaggio riuscì ad uscire in una cesta per la biancheria, e iniziare il suo viaggio verso la diffusione. Hatanaka tentò allora di raggiungere l'emittente radio per diffondere un messaggio a sua volta, ma gli fu impedito. Un'ora prima della diffusione del messaggio, il ribelle si suicidò (nella foto, criminali di guerra giapponesi a processo).

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È scosso da 1500 terremoti all'anno. Le 6.852 isole che costituiscono il Giappone sorgono sulla Cintura di Fuoco del Pacifico, dove avviene circa il 90% dei terremoti terrestri. Fortunatamente, molti di questi sismi sono tremori localizzati, difficilmente avvertibili.

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I samurai provavano le loro spade su passanti a caso. La pratica, fortunatamente poco diffusa, dello tsujigiri consisteva nel provare la katana appena ricevuta su passanti inermi, incrociati durante la notte. Era infatti considerato un disonore non riuscire a finire un nemico con un'unica mossa di spada, e questa cruenta pratica era considerata una forma di esercitazione. Nel 1602 fu necessario bandirla.


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Ci sono più animali domestici che bambini. Nel 2014 il numero di cani e gatti registrati in Giappone era di 21,3 milioni; i bambini e i ragazzi di età inferiore ai 15 anni, erano 16,5 milioni. Entro il 2060, la popolazione nipponica è destinata a diminuire del 30%, ed arrivare ad 87 milioni di persone. E poiché quello giapponese è anche un popolo estremamente longevo, ci si sta attrezzando con robot badanti che possano accudire gli anziani.

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L'inventore degli aerei kamikaze si suicidò a sua volta. Takijiro Onishi, l'ammiraglio giapponese che durante la Seconda Guerra Mondiale recuperò la formula degli attacchi kamikaze come disperato tentativo di fiaccare, attraverso il sacrificio di piloti, le navi alleate, dopo la resa non poteva sopportare di aver sacrificato così tanti giovani a una causa perdente. Si tolse la vita a sua volta, ma non schiantandosi in aereo: attraverso il suicidio rituale (seppuku), con un taglio all'addome.

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I poliziotti giapponesi potrebbero fare la strada con voi. Non è raro per i poliziotti nipponici accompagnare fisicamente un turista in albergo, o alla metropolitana, o ancora preoccuparsi di pagare un taxi a qualcuno che ha bevuto troppo per guidare. Del resto il Giappone è uno dei paesi con il più basso tasso di crimine al mondo (meno di una persona su 100.000 all'anno; negli USA sono 4,8), complici il benessere economico e la bassa distribuzione di armi da fuoco.

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Il Kabuki fu inventato da una donna. Il tradizionale genere teatrale, i cui attori sono oggi, anche per i ruoli femminili, esclusivamente uomini, sarebbe stato ideato nel 1603 da Izumo no Okuni, attrice e ballerina giapponese. Inizialmente questa forma d'arte era interpretata solo dalle donne, che iniziarono a venire ospitate dai daimyō (i signori feudali) per spettacoli privati nei loro castelli. Per motivi di ordine morale, e dopo una rivolta esplosa nel 1629 in un teatro kabuki di Kyoto, le donne furono poi escluse da questo genere di rappresentazioni e danze.

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Trovare un cestino è quasi impossibile. Chi l'ha visitato se ne sarà accorto: è molto difficile trovare un cestino della spazzatura in Giappone (ma ce ne sono nei McDonald’s). I rifiuti si riportano a casa, dove la gestione della pattumiera e del riciclo è affidata alla "gomi guide", una guida fitta di istruzioni dettagliate. Si pensa che la scarsità di cestini dipenda dalla volontà di limitare lo sporco urbano (dovendo gestire la differenziata a casa, vi si fa più attenzione) ma potrebbe essere legata anche a misure antiterrorismo: nel 1995, proprio i cestini servirono per un attacco al sarin coordinato nella metro di Tokyo. Da allora si crede possano essere facili bersagli.

L'analfabetismo è (quasi) inesistente. Il tasso di alfabetizzazione, inteso come le persone di età pari o superiore ai 15 anni capaci di leggere e scrivere, è pari, in Giappone, al 99,8% (dati del Programma delle Nazioni Uniti per lo Sviluppo). Merito di un sistema scolastico riformato nel dopoguerra, che prevede 9 anni di obbligo per tutti (elementari e medie); ma che incentiva fortemente la quasi la totalità degli studenti a iscriversi anche a corsi di istruzione superiore, non obbligatori.