12 cose che (forse) non sai sul Qatar

Quanto è ricco il Qatar? Perché "fa shopping" nel mondo? È vero che la domenica si lavora? E, soprattutto, perché è in crisi con gli altri paesi del Golfo?

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Le dimensioni? Non contano. Il Qatar è poco più grande dell’Abruzzo (11.437 contro 10.795 km quadrati). Questo ne fa il 167esimo paese al mondo per superficie. Ma è il più ricco per PIL procapite: 127.800 dollari per abitante.

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Compro tutto. Fare l’elenco delle recenti acquisizioni dei fondi di investimento riconducibili al Qatar è difficile. Nel 2005 è stata creata l'Autorità di investimento del Qatar, con lo scopo di “fare shopping” in tutto il mondo e ridurre così l'esposizione del paese al prezzo del petrolio. Tra le più famose, la squadra di calcio del Paris Saint-Germain, il 10% della società spagnola El Corte Inglès (la più grande catena di grandi magazzini dell'Europa occidentale) e i grandi magazzini Harrods, il grattacielo Shard e moltissimi edifici nella città di Londra.

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Qatar made in Italy. Ai fondi di investimento del Qatar piace anche l'Italia. Tra i pezzi pregiati acquisiti da fondi di investimento del piccolo emirato ci sono il quartiere Porta Nuova a Milano (nella foto), la Maison Valentino, la compagnia aerea Meridiana e hotel di lusso come Four Seasons e Hotel Gallia di Milano, il Baglioni e il St Regis Florence a Firenze, Westin Excelsior e Grand Hotel St Regis a Roma, Palazzo Gritti a Venezia.
Anche la Costa Smeralda è in mano al Qatar: possiede i 4 alberghi più lussuosi, la marina di Porto Cervo, il Pevero Golf Club e 2.300 ettari di terreni immacolati.

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Oro nero. Da dove viene tanta ricchezza? Il Qatar produce 620mila barili di petrolio greggio... al giorno. Il Qatar però non è un produttore di spicco di petrolio, ma è il primo fornitore di Gas naturale liquefatto al mondo (Gnl), con esportazioni per 77,2 milioni di tonnellate nel 2016, un terzo dell’offerta totale.
Prima della scoperta del petrolio, avvenuta attorno all’inizio degli anni 40, era un paese “in via di sviluppo”, dove in tanti si guadagnavano da vivere con la pesca di ostriche da perla. Solo negli ultimi 9 anni, il suo Pil è cresciuto del 12,4%.

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Oro color miele. Ma il vero “oro” del Qatar per i suoi abitanti ha un altro colore: quello del miele, al centro di una fiorente industria e della cultura alimentare del paese. È tradizione in Qatar mangiare un cucchiaio di miele durante la notte e la mattina.

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Filantropi. Se pensate che gli investimenti del fondo sovrano del Qatar siano confinati soltanto al calcio, al lusso e alla finanza, vi sbagliate. La Qatar Charity, formalmente organizzazione non governativa ma strettamente legata a membri della famiglia reale, ha obiettivi prettamente filantropici: l'assistenza e il miglioramento delle condizioni di vita della comunità bisognose del Qatar e di altri luoghi; la promozione della cultura islamica.
In Italia sta finanziando 43 nuove moschee e centri islamici, per un esborso totale da 25 milioni di euro.

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Le accuse per i mondiali di calcio. Nel 2022 il Qatar ospiterà i Mondiali di calcio. Non senza polemiche: le prime hanno riguardato possibili tangenti pagate ai delegati Fifa per vincere l'assegnazione; poi ci sono state quelle relative al clima torrido in cui giocheranno le squadre di calcio; infine, e ben più gravi, le accuse di molte ONG sulle condizioni di semi- schiavitù a cui sono sottoposti gli operai - esclusivamente stranieri provenienti dal sud-est asiatico - impegnati nella costruzioni degli stadi: costretti a vivere ammassati in strutture fatiscenti, percepiscono salari molto bassi e non hanno la possibilità di lasciare il paese perché i loro passaporti sono stati confiscati dai datori di lavoro. Secondo molte ONG sarebbero morti più di cinquemila operai per i Mondiali Fifa 2022.
Nel rendering la curiosa forma del Al Wakrah Stadium, che ospiterà le gare principali.

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Look qatariota. Il “thobe” è il costume tradizionale degli uomini del Qatar: una tunica bianca lunga che viene indossata sopra pantaloncini o pantaloni lunghi di cotone bianco. La differenza con gli altri stili di thobe, diffusi negli altri paesi arabi, è nel copricapo, la cui forma ricorda la testa di un cobra.
Le donne del Qatar indossano invece un lungo mantello nero conosciuto come Abaya, che lascia scoperte le mani, i piedi e il capo, che spesso coprono con la Shayla.
Leggi anche: Hijab, niqab e burka: le differenze tra i veli delle donne musulmane

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Stop all'indecenza Il Qatar è forse il più permissivo tra gli emirati, riguardo al look: al punto che nel 2012, un’associazione ha organizzato una campagna chiedendo una stretta sulla “pubblica decenza”, perché riteneva che il governo non controllasse troppo come vestono gli stranieri, che costituiscono la maggioranza della popolazione del paese.

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Lavoro e Tv. La settimana di lavoro inizia la domenica. Il fine settimana dura venerdì (giorno di preghiera per i mussulmani) e sabato. Gli uffici governativi aprono presto, già alle 6 del mattino e quelli commerciali alle 7.30 (vale anche per le banche).
Al Jazeera, il principale network del mondo arabo, ha base in Qatar ed è finanziato in parte dalla famiglia reale qatariota.

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Giovane democrazia (?). Il Qatar, come lo conosciamo oggi, è poco più che maggiorenne. Fino al 1971 era un protettorato britannico. Poi, ottenuta l’indipendenza, il potere è tornato alla famiglia reale Al Thani. Gli esperti di Medio oriente fanno risalire la democratizzazione dell’emirato al 1999, quando il Qatar ha indetto le elezioni municipali, alle quali hanno avuto diritto di voto anche le donne.
Dopo il referendum costituzionale del 2003 l'emirato è diventata formalmente una monarchia costituzionale che prevede l'elezione diretta di 30 dei 45 membri dell'Assemblea consultiva mentre 15 vengono scelti dall'emiro. Le prime elezioni sono state più volte rimandate; di fatto il potere è concentrato nelle mani dell'emiro. Non sono neppure permessi i partiti politici.

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La crisi. Recentemente il Qatar è al centro di una crisi con gli altri paesi del Golfo. Cosa è successo? In sintesi, i paesi vicini accusano il Qatar per il sostegno ai Fratelli Musulmani, un gruppo islamico considerato un'organizzazione terroristica da Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti, e non vedono di buon occhio i suoi rapporti con l’Iran, con cui condivide il più grande giacimento di gas naturale sottomarino del mondo. L’ipotetico sostegno al terrorismo è paventato anche dai vertici dell’amministrazione Trump. Tuttavia il Qatar ospita la più grande base militare americana dell'area mediorientale.
Secondo la CNN la chiusura delle relazioni coi paesi del Golfo al ricco Qatar causerà più che altro un aumento dei prezzi dei generi alimentari: importandoli soprattutto dall’Arabia Saudita, oggi è costretto a prenderli altrove e pagarli molto di più.

Le dimensioni? Non contano. Il Qatar è poco più grande dell’Abruzzo (11.437 contro 10.795 km quadrati). Questo ne fa il 167esimo paese al mondo per superficie. Ma è il più ricco per PIL procapite: 127.800 dollari per abitante.