Come ci si saluta nei vari Paesi del mondo

Inchini, respiri condivisi, linguacce e gare di salti: i modi più curiosi di dare il benvenuto.

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Il modo di salutare e far sentire l'altro a casa varia in base alla cultura di appartenenza: sapere come rispondere a un gesto di benvenuto è il modo migliore per entrare in contatto con un nuovo contesto, anche se non se ne conoscono lingua e tradizioni. Seguiteci in questo viaggio nei più curiosi modi di dire "ciao".

Nuova Zelanda. Il saluto tradizionale Maori prevede che si premano allo stesso tempo naso e fronte contro quelli dell'altra persona, condividendone il respiro vitale (e quindi l'anima).

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Giappone. Qui il rei, un inchino che è allo stesso tempo saluto, ringraziamento e obbligo sociale, assume diverse declinazioni, ciascuna con i rispettivi angoli e durate. L'eshaku, di 15 gradi, è usato per i saluti informali e per congratularsi; il keirei, di 30 gradi, è riservato a chi si trova in un gradino più alto della scala sociale (come il proprio capo); il saikeirei, un inchino a 45 gradi, si usa di fronte a personalità come l'imperatore, o per farsi perdonare di una grave mancanza.
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Filippine. Nella cultura del Paese del Sudest asiatico è in uso una versione alternativa del baciamano, il Mano Po o Pagmamano, da riservare come saluto e segno di rispetto alle persone più anziane. Dopo aver chiesto il permesso si avvicina la propria fronte alla mano del destinatario, premendola contro di essa, come per accettare una benedizione.

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Kenya. I Masai riservano ai nuovi arrivati una danza di benvenuto chiamata adamu, che contempla anche una sfida a chi salta più in alto. Il giro del mondo a passo di danza

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Francia. Per i "cugini" d'Oltralpe, i saluti tra amici avvengono generalmente non con due, ma con tre baci (molto però dipende dalle regioni). Anche in Belgio, Paesi Bassi, Serbia e Ucraina ci si saluta spesso così.
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India. Qui potreste sentirvi dire "Namasté", mentre il vostro interlocutore congiunge i palmi delle mani all'altezza del petto, chinando leggermente il capo. Letteralmente vuol dire: "Mi inchino alle qualità divine che sono in te", o ancora "Lo spirito che è in me riconosce lo spirito che è in te". Bentornata, primavera: in India per la festa di Holi

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Thailandia. Anche il Wai, il tradizionale saluto thailandese che è insieme una dimostrazione di rispetto, si fa congiungendo le mani all'altezza del petto, del mento o della fronte. Maggiore la differenza di età o sociale tra le due persone, più profondo sarà l'inchino che accompagna il saluto, più alta la posizione delle mani da tenere.
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Mongolia. In alcune aree del Paese - e del Tibet - è ancora in uso un antico rito di benvenuto che prevede il dono, al nuovo arrivato, di una sciarpa di seta chiamata Hada o Khata, in genere bianca o gialla. Simbolo di rispetto e della purezza di chi dona, va accolta con un lieve inchino.

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Tibet. I tibetani mostrano brevemente la lingua in segno di rispetto, per dimostrare di non essere la reincarnazione di un malvagio sovrano del nono secolo, Lang Darma, noto per la sua lingua nera. Questo gesto viene anche usato per esprimere accordo con un'altra persona. Paese che vai, figuraccia che trovi

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Botswana. Qui l'etichetta del saluto prevede una serie di passaggi più complessa: si allunga il braccio destro mentre la mano sinistra tocca il gomito destro; si intrecciano le mani con quelle dell'altro iniziando dal pollice, per poi arrivare al palmo; e poi si ritorna nella posizione originale. Se ci riuscite, potete dire: Lae kae?, "come stai"?

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Grecia. Tra vecchie conoscenze è in uso una vigorosa pacca sulla spalla, specialmente se si è tra uomini. Ma non è una regola ferrea: vale un po' come nel nostro Paese.

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Tuvalu. Nell'arcipelago polinesiano ci si saluta premendo la faccia sulle guance contro quelle dell'altro, e inspirando profondamente, come per annusarlo.

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Malesia. Nel Paese si toccano le dita dell'interlocutore con entrambe i palmi, e poi ci si portano le mani al cuore.

Il modo di salutare e far sentire l'altro a casa varia in base alla cultura di appartenenza: sapere come rispondere a un gesto di benvenuto è il modo migliore per entrare in contatto con un nuovo contesto, anche se non se ne conoscono lingua e tradizioni. Seguiteci in questo viaggio nei più curiosi modi di dire "ciao".

Nuova Zelanda. Il saluto tradizionale Maori prevede che si premano allo stesso tempo naso e fronte contro quelli dell'altra persona, condividendone il respiro vitale (e quindi l'anima).