Ramadan: che cos'è e perché i musulmani devono osservarlo

Tra il 26 maggio e il 24 giugno è il Ramadan: un periodo sacro per gli islamici, con radici antiche e rituali molto specifici. Origini, regole e curiosità di questo mese sacro.

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Preghiera durante il Ramadan a Tehran, nella grande moschea del Imam Khomeini.|Xinhua/Ahmad Halabisaz

Ramadan è il nome del nono mese dell’anno nel calendario lunare musulmano, nel quale, secondo la tradizione islamica, Maometto ricevette la rivelazione del Corano “come guida per gli uomini di retta direzione e salvezza” (Sura II, v. 185). 


È il mese sacro del digiuno dedicato alla preghiera, alla meditazione e all’autodisciplina. Il digiuno è un obbligo per tutti i musulmani praticanti adulti e sani che, dalle prime luci dell’alba fino al tramonto, non possono mangiare, bere, fumare e praticare sesso.

Dal digiuno sono esentati i minorenni, i vecchi, i malati, le donne che allattano o in gravidanza. Le donne durante il ciclo mestruale e chi è in viaggio sono solo temporaneamente esentati.

Al tramonto il digiuno viene interrotto con un dattero o un bicchiere d’acqua. Poi segue il pasto serale (iftar).

 

Una bambina sistema i piatti prima dell'iftar, il pasto che interrompe il digiuno quotidiano. Siamo nella Grande Moschea di Delhi, in India. | Ahmad Masood/Reuters/Contrasto


I cinque doveri. Il digiuno (sawn) è uno dei cinque doveri della fede islamica. Gli altri sono la professione di fede (kalima), la recita quotidiana delle cinque preghiere (salat), l’elargizione delle elemosine (zakat) e il compimento, almeno una volta nella vita, del pellegrinaggio (hagg) a La Mecca (Arabia Saudita).

La mancata osservanza di questi precetti, in alcune delle comunità più osservanti, può comportare l’imputazione del reato di apostasia.

 

 

Uniti, ma diversi. Il Ramadan è il mese più sacro dei musulmani - che sono 1,6 miliardi in tutto il mondo - e il periodo dell’anno in cui si celebra è lo stesso in tutti i Paesi islamici.

 

Dura 29-30 giorni: nel "nostro" 2017 va dalla sera del 26 maggio alla sera del 24 giugno. Il mese di Ramadan non cade sempre nello stesso periodo del calendario gregoriano, perché quello degli islamici è un calendario lunare (l'anno lunare dura circa 11 giorni meno di quello solare), e la numerazione dell'anno non coincide perché i musulmani iniziano a contare dal nostro 622, quando Maometto lascò la Mecca per recarsi a Medina: perciò quello che per noi è, per esempio, "29 maggio 2017", per gli islamici è "3 Ramadan 1438" (vedi il convertitore di date a cura di Arab.it).

 

Alcune differenze nella tradizione si riscontrano nei cibi che si possono mangiare quando cala il sole. Ogni Paese ha delle particolarità: per esempio, in Tunisia, Algeria e Marocco viene preparato un cous cous soltanto con l’agnello (non il pollo o il montone) arricchito da uvetta; in Siria e in Giordania invece si mangiano i “katai”, dolci con ripieno di cocco, nocciole tritate e zucchero. Durante il Ramadan si bevono succhi di frutta, e nei Paesi del Maghreb quello di liquirizia, che alza la pressione sanguigna, perché chi digiuna ce l’ha più bassa del solito.

 

Il Ramadan è però ovunque un momento di condivisione e di unione. È usanza invitare i propri vicini e amici a condividere tutti insieme il pranzo serale - chiamato iftar - e a recitare particolari preghiere dette Tarawih.

Come si muove il Ramadan? Ecco un grafico molto efficace del Guardian. Il Ramadan va dalla luna crescente alla nuova luna. | Guardian

 

Una festa mobile. Il Ramadan dipende dunque dalle fasi lunari o - più precisamente -  dell'osservazione a vista della luna crescente (hilal). Questo fatto ha due conseguenze. La prima è che il Ramadan può iniziare in date diverse da Paese a Paese.

 

La seconda è che ogni anno il Ramadan inizia 11 giorni prima dell'anno precedente. Ci sono anni in cui viene celebrato in inverno, quando le giornate sono più corte (e dunque anche il digiuno).

 

In questo periodo storico nel nostro emisfero il Ramadan cade invece d'estate e qui possono nascere alcuni problemi.

 

Per esempio a Reykjavik, in Islanda, il digiuno dura 21 ore e 57 minuti, ossia regolarmente dall'alba (2:03 del mattino) al tramonto (intorno a mezzanotte). A Sidney (Australia) è inverno e il digiuno dura solo 11 ore e 24 minuti), mentre in Alaska nello stesso periodo il Sole non tramonta mai: in questo caso si è posta ovviamente la questione del digiuno, risolta da alcuni saggi con l'indicazione agli abitanti islamici di Juneau (Alaska) di seguire il calendario di un altro Paese.

29 Maggio 2017