Viaggi turistici alla ricerca di animali estinti

Un curioso progetto artistico/commerciale: una serie di poster in stile retro che mettono in primo piano gli animali che una volta popolavano alcune mete turistiche.

mauritius-dodoalaska-stellers-sea-cowcosta-rica-golden-toadjamaica-giant-galliwaspnew-zealand-moatasmania-thylacineApprofondimenti
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Prima di intraprendere un viaggio siamo soliti consultare guide, siti internet e amici per scoprire qualcosa di più del Paese che andremo a visitare e per conoscere le cose che andremo a vedere. Ma quante volte ci fermiamo a pensare alle cose che non possiamo più vedere in quel Paese.
Expedia Regno Unito ha creato una serie di poster turistici che ricordano gli animali ormai estinti o a rischio estinzione, ispirati alle pubblicità delle compagnie aeree della metà del ‘900. Eccoli in questa gallery.

Il dodo delle Mauritius. Alto circa un metro e incapace di volare, era diffuso nelle isole Mauritius da prima dell'arrivo dei coloni olandesi, nel 1598. In quell'ambiente senza predatori prosperava e aveva raggiunto dimensioni notevoli, ma i navigatori europei introdussero specie "aliene" - come ratti e maiali - che in breve tempo provocarono l'estinzione dell'uccello. I dodo scomparvero definitivamente nel 1693.

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La vacca di mare di Steller (Hydrodamalis gigas)) in Alaska. Era era un enorme mammifero marino erbivoro che arrivava a misurare fino a 8 metri di lunghezza e a pesare fino a 10 tonnellate. Fu dichiarato estinto nel 1768.
Originaria del Mare di Bering e così chiamata in onore di Georg Wilhelm Steller. Fu questo naturalista tedesco a descrivere per la prima volta nel 1741 questa specie, i cui esemplari potevano raggiungere la lunghezza di 8 metri e il peso di 4 tonnellate. Nemmeno 30 anni più tardi i cacciatori ne avrebbero ucciso l’ultimo esemplare.

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Il rospo dorato della Costa Rica. Nonostante il nome, questo minuscolo anfibio era anche color arancione, bianco, giallo, rosso e verde. Era diffuso in una ristretta area di circa 10 km² di foresta tropicale della Costa Rica centrale (nella cordillera di Tilarán) fra i 1.500 e i 1.620 metri d'altitudine. Si è estinto del 2004 a causa dell'aumento delle temperature e della diminuzione delle piogge.

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La lucertola gigante della Giamaica. Era uno degli animali più rappresentativi dell'isola grazie alle sue grandi dimensioni: oltre 60 cm di lunghezza totale. È stato visto fino al 1840, perché quando arrivarono i coloni, portando cani, gatti e manguste, sconvolsero il delicato equilibrio dell'ecosistema dell'isola, causando l'estinzione della specie.

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Il moa della Nuova Zelanda. I moa erano uccelli giganteschi, incapaci di volare: potevano raggiungere un'altezza pari a 3,60 metri e raggiungere un peso di circa 230 kg. I Maori li cacciarono (per la carne, le piume e le uova) fino all'estinzione, datata intorno al 1300.

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Il tilacino della Tasmania. Il Thylacinus cynocephalus Harris, noto anche come la tigre della Tasmania (Australia), è stato a lungo il simbolo dell'isola, sia disegnato nella bandiera ufficiale sia come la mascotte ufficiale della squadra di cricket. In grado di estendere il mascella fino a 80 gradi, la tigre della Tasmania fu cacciata fino all'estinzione nel 1936.

Prima di intraprendere un viaggio siamo soliti consultare guide, siti internet e amici per scoprire qualcosa di più del Paese che andremo a visitare e per conoscere le cose che andremo a vedere. Ma quante volte ci fermiamo a pensare alle cose che non possiamo più vedere in quel Paese.
Expedia Regno Unito ha creato una serie di poster turistici che ricordano gli animali ormai estinti o a rischio estinzione, ispirati alle pubblicità delle compagnie aeree della metà del ‘900. Eccoli in questa gallery.

Il dodo delle Mauritius. Alto circa un metro e incapace di volare, era diffuso nelle isole Mauritius da prima dell'arrivo dei coloni olandesi, nel 1598. In quell'ambiente senza predatori prosperava e aveva raggiunto dimensioni notevoli, ma i navigatori europei introdussero specie "aliene" - come ratti e maiali - che in breve tempo provocarono l'estinzione dell'uccello. I dodo scomparvero definitivamente nel 1693.