Le opere del Louvre al posto dei cartelloni pubblicitari

Chi vive nelle grandi città non ci fa più caso, ma siamo circondati da immagini pubblicitarie. Come apparirebbe il paesaggio urbano se al loro posto ci fossero dei dipinti? L'artista Etienne Lavie se l'è chiesto e ha provato a sostituirle con alcune opere d'arte del Louvre.
Guarda anche i cartelloni più pazzi e i capolavori dell'arte al tempo dei social network

boldinidiane-1050x700endymionlibertegabrielle1immaculeela_baigneusela_lecturele_songemadame_regnaultmoine_lisantmonsieur_bertinmortefontaineodalisquepierrotsaint_pierresuresnesApprofondimenti
boldini

Si sa ben poco di Etienne Lavie, l'artista che ha sostituito i cartelloni pubblicitari di Parigi con opere d'arte del Louvre, ma il suo scopo sembra chiaro.

I tragitti in città possono essere estremamente alienanti per chi vi è abituato. La reazione che abbiamo di fronte alle immagini pubblicitarie è per certi versi paradossale: catturano la nostra attenzione per qualche secondo, pur rimanendo sostanzialmente inosservate.

Ma cosa succederebbe se al posto di quelle immagini patinate ci fossero delle opere d'arte del passato? Rimarremmo ancora indifferenti? Ci incuriosirebbero? Etienne Lavie sembra invitarci a porci queste domande con il suo progetto "OMG, who stole my ads?" (Oddio, chi ha rubato la mia pubblicità?)

Nella foto: Ritratto di Madame de Florian, Giovanni Boldini, 1898 (collezione privata).

diane-1050x700

Il risultato è interessante. Cos'avrebbe da dire un'opera del passato in un contesto urbano, fuori da un museo? Forse molto più di quello che potremmo pensare. Infatti da ieri le foto del progetto stanno facendo il giro del mondo.

Diana al bagno, Francois Boucher, 1742 (Louvre)

Gallery: palazzi fatti di cielo

endymion

Il fatto che un'opera, normalmente esposta in un luogo sempre (quasi) uguale a sé stesso venga estrapolata e immessa in un contesto mutevole può creare delle combinazioni suggestive. Che siano veri cartelloni o ritocchi fotografici (l'artista non lo vuole rivelare) poco importa. Quello che importa è l'effetto che le immagini suscitano allo spettatore.

Il sonno di Endimione, Anne-Louis Girodet-Trioson, 1792 (Louvre)

Gallery: Street art ai raggi X

liberte

Il dipinto simbolo dell'identità francese dissacrato in questo modo? Forse. Oppure il messaggio che Etienne Lavie vuole darci è che l'arte classica non è affatto sacra e che deve essere riavvicinata al popolo.

La Libertà che guida il popolo, Eugène Delacroix, 1830 (Louvre)

Gallery: Tutte le facce della Gioconda

gabrielle1

Non è semplice trovare informazioni su quest'artista un po' elusivo. Le parole chiave con cui si descrive sul suo sito sono: coscienza, società, comunicazione, consumismo, strada, domande, mostra, Henri David Thoreau, Andreas Gursky, emozione. Il tutto condito con una buona dose di blah blah blah. A voi l'onere di farvi un'idea di chi sia Etienne Lavie.

Gabrielle d'Estrées e una delle sue sorelle, artista sconosciuto, 1594 ca. (Louvre)

Gallery: Viviamo in un mondo pieno di ipocrisie e drammi?

immaculee

In attesa di nuovi progetti dell'artista, chissà se qualcuno cercherà di emularlo anche in città come Milano o Roma. Che effetto farebbe vedere Canaletto o Caravaggio in edicola, al posto delle solite pubblicità?

Immacolata concezione, Anton Raphael Mengs, 1770-1779 ca. (Louvre)

Gallery: Viviamo in un mondo pieno di ipocrisie e drammi?

la_baigneuse

La bagnante di Valpinçon, Jean-Auguste-Dominique Ingres, 1808 (Louvre)

Gallery: I dipinti storici... al tempo dei social network

la_lecture

La lettura, Auguste Renoir, 1890-1895 (Louvre)

Gallery: La realtà si fa fumetto: i disegni geniali di Javier Pérez

le_songe

Rinaldo nel giardino di Armida, Jean-Honoré Fragonard 1763 (Louvre)

Gallery: Banksy sbarca a New York: ogni giorno un'opera inedita

madame_regnault

Ritratto di Madame Regnault de Saint-Jean d'Angely, François Pascal Simon Gérard, 1798 (Louvre)

Gallery: Quando l'illusione diventa arte

moine_lisant

Monaco che legge, Jean-Baptiste Camille Corot 1840 (Louvre) e Il Cristo morto, Philippe de Champaigne (Louvre).

Gallery: L'arte del pane tostato

monsieur_bertin

Ritratto di monsieur Bertin, Jean-Auguste-Dominique Ingres, 1832 (Louvre)

Gallery: Quando l'asfalto si fa tela

mortefontaine

Souvenir di Mortefontaine, Camille Corot, 1864 (Louvre)

Gallery: Arte astratta meccanica

odalisque

L'odalisca bruna, Francois Boucher, 1745 (Louvre)

Gallery: La realtà si fa fumetto: i disegni geniali di Javier Pérez

pierrot

Pierrot, Antoine Watteau, 1718-19 (Louvre)

Gallery: L'artista che gioca con il cibo

saint_pierre

San Pietro piangente davanti alla vergine, Giovanni Francesco Barbieri, 1647 (Louvre)

Gallery: I dipinti storici... al tempo dei social network

suresnes

Vista dall'alto di Suresnes, Constant Troyon, 1856 (Louvre)

Gallery: Graffiti che danno voce agli animali: l'arte di ROA

Si sa ben poco di Etienne Lavie, l'artista che ha sostituito i cartelloni pubblicitari di Parigi con opere d'arte del Louvre, ma il suo scopo sembra chiaro.

I tragitti in città possono essere estremamente alienanti per chi vi è abituato. La reazione che abbiamo di fronte alle immagini pubblicitarie è per certi versi paradossale: catturano la nostra attenzione per qualche secondo, pur rimanendo sostanzialmente inosservate.

Ma cosa succederebbe se al posto di quelle immagini patinate ci fossero delle opere d'arte del passato? Rimarremmo ancora indifferenti? Ci incuriosirebbero? Etienne Lavie sembra invitarci a porci queste domande con il suo progetto "OMG, who stole my ads?" (Oddio, chi ha rubato la mia pubblicità?)

Nella foto: Ritratto di Madame de Florian, Giovanni Boldini, 1898 (collezione privata).