Il mondo visto da Mauro Galligani

Tra i fotografi italiani che si sono dedicati al giornalismo, Mauro Galligani è tra i più importanti e prolifici. Ora una mostra a Bibbiena (AR) ripercorre i suoi oltre 40 anni di carriera, raccontandoci come è cambiato il mondo.

mauro-galligani-mostrapag.24-guatemala1982pag.28-egitto1989pag.32-russia2005pag.35-friuli1976pag.37-italia1994pag.42-russia1990pag.51-russia2004pag.56-palermo1988pag.60-italia1993pag.74-polonia1983pag.76-italia1977pag.79-libano1989pag.80-berlino1999pag.89-russia1987pag.95-roma1988pag.97-somalia1993pag.107-italia1999pag.112-india2007pag.114-russia1987pag.119-burundi1995pag.123-ciad1986pagmaurogalligani-limperoperduto34Approfondimenti
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Guerre, rivoluzioni, trasformazioni culturali: in oltre 40 anni di carriera Mauro Galligani ha documentato con le sue foto un mondo in continua trasformazione, con le sue regole e le sue contraddizioni, le sue tragedie e le sue speranze.
Al suo lavoro è dedicata la mostra fotografica "Alla luce dei fatti", organizzata dal CIFA, Centro Italiano della Fotografia d'autore di Bibbiena (AR), dall'8 aprile al 4 giugno 2017. La mostra è una delle più complete retrospettive del lavoro di Galligani che è uno dei fotogiornalisti più importanti del dopoguerra e ha collaborato con alcune delle più importanti testate al mondo. La mostra si sviluppa per grandi temi che, suddivisi per aree geografiche, percorrono alcuni degli eventi politici, sociali e di costume che hanno fatto la storia tra gli anni '70 e i giorni nostri.
Ecco una minima selezione degli scatti in mostra.

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Città del Guatemala, Guatemala, 1982. L'insegna di un'armeria sembra incombere minacciosa sulla chiesa della Mercedes: un'immagine emblematica del dramma dei popoli del Centroamerica, provati da anni di guerriglie e conflitti.

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Luxor, Egitto, 1989. Quasi una resurrezione. Durante i lavori di consolidamento nel cortile del tempio di Amenophis III, tornano alla luce dopo tremila anni le statue del re Horemheb, del dio Atum e della dea Hathor, sovrana dell'amore e della bellezza. Per recuperare i preziosi reperti, gli operai si immergono in apnea nel fango e lavorano con le mani e piccoli scandagli.

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Mosca, Russia, 2005. La prima del balletto "Raimonda" al Bolshoi. Una serata indimenticabile per un teatro che vanta 300 ballerini, 250 coristi, 500 tecnici, 600 allievi della scuola di ballo, 250 musicisti, 90 cantanti e 60 maestri. Cambi di scena velocissimi, ma lo spazio non è più sufficiente. A fiorire sono gli aneddoti: si scende in cantina per controllare un generatore. Odore di gatto. "i gatti sono indispensabili" ricorda il direttore di scena. "Anni fa un funzionario licenziò i felini e li sostituì con mezzi di disinfestazione più consoni al decoro del teatro. Il risultato fu il ritorno dei topi: bastava un filo rosicchiato e sulla scena piombava l'oscurità. Grida, proteste, immediata lettera ai vertici delle maestranze: richiamate i gatti".

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Buia, Udine, 1976. Terremoto del Friuli: Rossella D'Orlando, 4 anni, è rimasta sepolta per più di dieci ore sotto le macerie della sua casa.

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Cesano Boscone, Milano, 1994. Un gesto di tenerezza: gli assistenti della Sacra famiglia di Cesano Boscone, il più vasto centro italiano per psichici, offrono ai 1.300 ricoverati l'affetto e l'aiuto che la società ha spesso negato loro.

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Leningrado, Unione Sovietica, 1990. Apparivano e sparivano come ombre, silenziosi, gli agenti del KGB. Nella sede di Leningrado, dietro un'enorme vetrata su cui sono incisi la spada e lo scudo, simboli dell'organizzazione, sembra che nulla sia cambiato.

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Diveyevo, Russia, 2004. Con un bacio di fede, una donna rende omaggio al corpo di Cristo nel monastero di San Serafino. Un'intimità che ha resistito anche durante gli anni del regime. Nell'era postcomunista la Chiesa ortodossa ha riacquistato il suo antico potere e prestigio. Con il patrocinio del Cremlino, riaprono i monasteri, vengono ricostruiti più di 20.000 edifici religiosi e si santificano i martiri del terrore staliniano.

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Palermo, 1988. Festa di Santa Rosalia. Giocando si impara: un bambino punta una pistola di plastica contro una coetanea. La cultura della violenza mafiosa si è insinuata anche nelle generazioni più giovani.

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Roma, 1993. I funerali di Federico Fellini. La camera ardente è allestita da Giulietta Masina e realizzata da Tonino Delli Colli, nel famoso studio di Cinecittà dove il regista ha girato i suoi capolavori.

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Chestokowa, Polonia, 1983. Una domenica nel santuario della Madonna Nera. I fedeli confessano i loro peccati e protestano apertamente contro i peccati del regime.

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Altafiumara, Calabria, 1977. Una partecipante al concorso di Miss Italia davanti alla giuria.

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Beirut, Libano, 1989. Beirut est: quel che resta di un balcone in una delle parti bombardate della città. Si beve il caffè e le rose sono in fiore. Nessuno come i libanesi si è abituato a convivere con la guerra.

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Berlino, Repubblica Federale di Germania, 1999. A dieci anni dalla caduta del Muro, nella nuova Germania unita una ragazza illumina con la sua spigliata irriverenza il volto severo di Karl Marx. Alla base della statua, che rende omaggio ai padri del comunismo, qualcuno ha scritto: "Non è stata colpa nostra".

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Mosca, Unione Sovietica, 1987. Un gigante sospeso sulle acque della Moscova. È un tuffatore sotto gli occhi sorridenti della moglie. E' l'Unione Sovietica nella sua grandezza geografica. Ma è soprattutto un paese che ha sconvolto la storia del Novecento e che, settant'anni dopo la Rivoluzione d'ottobre e a pochi mesi dall'inizio della perestrojka, sta cercando un nuovo equilibrio.

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Corviale, Roma, 1988. Un gesto di provocazione nei lunghi e allucinanti corridoi che attraversano il complesso delle case popolari di Corviale, alla periferia della capitale.

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Mogadiscio, Somalia, 1993. Lungo la costa di Mogadiscio, un commando del Col Moschin si cala da un elicottero HH 3F Pelican. Il 13 dicembre 1992 gli incursori del 9° Reggimento Col Moschin arrivarono per primi nella capitale somala e occuparono l'ambasciata italiana, abbandonata allo scoppio della guerra civile nel 1991.

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Siena, 1999. Palio. Un bacio al cavaliere. Un attimo di pausa prima della sfilata storica delle contrade in piazza del Campo.

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Haridwar, India, 2007. Haridwar è la prima tappa del pellegrinaggio alle sorgenti del Gange. Sul ghat più popolare, uomini e donne s'immergono nelle acque sacre insieme alle statue di divinità dell'olimpo induista.

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Leningrado, Unione Sovietica, 1987. Nei saloni dell'Ermitage, il più ricco museo del mondo, voluto da Caterina la Grande, una bambina riposa tranquilla sotto un famoso quadro del Canaletto: L'arrivo dell'ambasciatore francese a Venezia. La tela è uno dei 2500 dipinti, 10.000 gemme scolpite e altrettanti disegni che la zarina acquistò dalle più importanti collezioni europee tra il 1771 e il 1787.

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Karambo, Burundi, 1995. Guerra etnica in Africa. Bernadette Cishahayo, su una rudimentale barella, circondata dai membri della sua tribù. Questa donna hutu, in gravidanza avanzata, è stata picchiata dai soldati tutsi. Sanguinante, è rimasta nascosta nella foresta per una settimana. Poi ha partorito un bimbo prematuro.

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Ciad, 1986. In un villaggio della savana sulla strada per Mao. Un bambino su quattro muore prima di aver compiuto un anno di vita. Il Ciad è il paese più povero al mondo.

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Il Cairo, Egitto, 1977. Una piccola casa con un'ottima vista nel deserto che circonda le piramidi di Giza. La villa venne costruita per volere del presidente Sadat come residenza privata. Dopo l'assassinio di Sadat il 6 ottobre del 1981, l'edificio venne raso al suolo.

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Budapest, Ungheria, 1986. Sulla terrazza dei grandi magazzini Skala-Metro, sullo sfondo della stella rossa comunista, tre ragazzi punk sbeffeggiano i passanti. A trent'anni dalla rivolta di Budapest, soffocata dai carri armati sovietici, l'Ungheria rimane la "baracca più allegra del lager". E la più libera e aperta all'Occidente.

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Mostra fotografica di Mauro Galligani “Alla luce dei fatti”
Luogo:
Centro Italiano della Fotografia d’Autore - Bibbiena (Arezzo), Via delle Monache, 2, Tel. 0575 1653924 - Cell. 349 2335011
Ingresso: Gratuito
Incontro con l’Autore: Sabato 8 aprile 2017 ore 15.00 – 17.00
Inaugurazione: Sabato 8 aprile 2017 ore 17.30
Chiusura: Domenica 4 giugno 2017 Orario mostra: da martedì a sabato 9,30 / 12,30 e 15,30 / 18,30 - domenica 10,00 / 12,30
Info: www.centrofotografia.org
Da giovedì 25 a domenica 28 maggio Mauro Galligani terrà, inoltre, un workshop al CIFA di Bibbiena dove cercherà di trasferire ai partecipanti la propria grande esperienza fotografica. Galligani sarà a disposizione di coloro che lo vorranno per raccontare gli oltre mille servizi che il fotogiornalista ha realizzato in tutto il mondo e per mettere a disposizione dei partecipanti le proprie competenze e conoscenze.

Guerre, rivoluzioni, trasformazioni culturali: in oltre 40 anni di carriera Mauro Galligani ha documentato con le sue foto un mondo in continua trasformazione, con le sue regole e le sue contraddizioni, le sue tragedie e le sue speranze.
Al suo lavoro è dedicata la mostra fotografica "Alla luce dei fatti", organizzata dal CIFA, Centro Italiano della Fotografia d'autore di Bibbiena (AR), dall'8 aprile al 4 giugno 2017. La mostra è una delle più complete retrospettive del lavoro di Galligani che è uno dei fotogiornalisti più importanti del dopoguerra e ha collaborato con alcune delle più importanti testate al mondo. La mostra si sviluppa per grandi temi che, suddivisi per aree geografiche, percorrono alcuni degli eventi politici, sociali e di costume che hanno fatto la storia tra gli anni '70 e i giorni nostri.
Ecco una minima selezione degli scatti in mostra.