Mai più senza

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Alla Safedom, in Cina, il quarto produttore di preservativi del Paese, i profilattici vengono infilati a mano sulla macchina che li arrotola, ultimo passaggio prima del confezionamento.|David Gray/Reuters
L’ambiente scuro e po’ underground potrebbe fare pensare a una fabbrica clandestina, ma in realtà la Safedom, in Cina, è il quarto produttore di profilattici e il primo a capitale interamente cinese. Sovvenzionata dal programma per la pianificazione famigliare del governo di Pechino, la Safedom nel 2012 produrrà oltre un miliardo di preservativi.
La Cina è un paese sostanzialmente conservatore e le campagne di sensibilizzazione sull’uso del profilattico, non solo come anticoncezionale ma soprattutto come barriera per le malattie a trasmissione sessuale, sono iniziate solo ne 2010. E secondo le ultime ricerche del Ministero della Sanità cinese hanno avuto un discreto successo.
Da dati pubblicati alla fine del 2011 sembra che i giovani cinesi abbiano accolto con favore il “nuovo” dispositivo, manifestando una spiccata preferenza per quelli colorati e dalle forme più fantasiose.
Ma non tutti sembrano soddisfatti della qualità dei preservativi cinesi: nel settembre del 2011 un tribunale del Sud Africa, il Paese con il maggior numero di malati di AIDS al mondo, ha proibito l’importazione dei profilattici cinesi perché troppo piccoli - sarebbero del 20% più corti rispetto a quelli normalmente venduti nel Paese – e di pessima qualità.
Nella foto: i profilattici vengono infilati a mano sulla macchina che li arrotola, ultimo passaggio prima del confezionamento.

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25 Marzo 2012 | Rebecca Mantovani