Lo stress impedisce di memorizzare meglio?

Se si studia in un certo modo, le nozioni rimangono nella memoria anche quando ci si trova in situazioni di stress.

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|Moyan Brenn/Flickr

Che lo stress possa compromettere un’interrogazione, rendendo incapaci di ricordare quanto si è studiato è quasi un luogo comune. Forse, però, la colpa non è dello stress che manda in tilt la memoria, ma di come si è studiato. Una ricerca mette in dubbio l’ipotesi più assodata dei legami tra memoria e stress, e suggerisce un metodo di studio "a prova di esame".

 

Stili di studio. Per l’esperimento, un gruppo di ricercatori della Tufts University, negli Stati Uniti, ha reclutato 120 studenti che dovevano memorizzare una serie di trenta immagini o parole, presentate sullo schermo di un computer per alcuni secondi. Dopo aver visto ciascuna parola o immagine, i partecipanti scrivevano una frase che la contenesse, per simulare l’atto di prendere appunti. Metà di loro, in sessioni successive, ha poi avuto la possibilità di ristudiare, rivedendo la lista nello stesso modo in cui era stata presentata la prima volta, un po' come molti sono abituati a studiare. L’altra metà, invece, ha fatto delle sessioni di esercizi di “recupero”, cercando di richiamare ogni volta alla memoria quante più parole possibile.

 

E ora ... esame. Dopo 24 ore, metà degli studenti di ciascun gruppo sono stati sottoposti a una prova di stress: senza nessun preavviso, hanno dovuto improvvisare un discorso e risolvere dei problemi di matematica davanti a due esaminatori, tre compagni e una telecamera. Durante la prova, e poi a distanza di 20 minuti, è stato anche chiesto loro di citare le parole e le immagini della lista. L’altra metà dei partecipanti ha invece eseguito il test di memoria sulle parole dopo aver eseguito un compito banale, invece che l’esame.

 

Risultato: gli studenti che avevano studiato con gli esercizi di richiamo alla memoria ed erano stati sottoposti alla prova stressante hanno ricordato una media di 11 parole, la più alta di tutti. A seguire, con una media di 10, gli studenti non stressati che avevano usato lo stesso metodo di studio. Un po’ peggio sono andati quelli che avevano studiato con il metodo “tradizionale” cioè solo rileggendo (hanno ricordato in media 9 parole) e non erano stati sottoposti all’ “esame”, e per ultimi si sono classificati (con 7 parole) coloro che aveva studiato solo rileggendo e poi avevano affrontato la prova di stress.

Imparare senza dimenticare. Il nuovo studio mostrerebbe insomma che quando qualcosa viene imparato in maniera efficace non viene dimenticato neppure quando ci si trova in una situazione di forte ansia. “Anche se già altre ricerche avevano mostrato che la pratica del recupero delle nozioni è una delle migliori strategie di studio, è stato comunque sorprendente vedere quanto possa essere efficace in condizioni di stress” ha detto Amy Smith, psicologa, tra gli autori della ricerca.

 

Dunque, studiare ripetendo e facendo esercizi per richiamare alla memoria quanto si sta cercando di apprendere non solo sembrerebbe dunque uno dei metodi di studio più efficaci – molto meglio che leggere e rileggere - ma servirebbe anche a non andare in palla durante esami ed interrogazioni.

 

Molti studenti probabilmente lo sanno già, ma ora anche la ricerca scientifica comincia a dimostrare con l’evidenza sperimentale che è davvero così. E, lezione più generale, imparare a imparare è davvero importante perché le nozioni vengano conservate nel tempo e non solo in vista dell’interrogazione.

27 Novembre 2016 | Chiara Palmerini