Le meravigliose mappe della Harvard University

L'Harvard Map Collection pubblica le sue perle su Instagram. E lo studio della geografia e della cartografia diventa subito magico. Spoiler: la nostra preferita è la numero 7.

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Presso la biblioteca dell’Università di Harvard - una delle più prestigiose e costose del mondo - è conservata una collezione di 500.000 mappe e atlanti tra le più affascinanti al mondo. Ci sono mappe topografiche, planimetrie, mappamondi, più di 6.00 atlanti, mappe nautiche e migliaia di libri di cartografia dai più antichi ai più recenti.

 

La pagina Instagram Harvardmaps pubblica regolarmente alcuni dei suoi pezzi più interessanti, spesso in concomitanza con anniversari e celebrazioni. Eccone una selezione.

 

1. Una mappa dall’edizione del 1606 del “Theatrum Orbis Terrarum”, considerato il primo atlante moderno. Malgrado Marco Polo fosse già morto da quasi trecento anni, i suoi racconti ancora influenzavano i cartografi quando si trattava di rappresentare l’Oriente. In un’illustrazione è rappresentato infatti il Gran Khan nella sua tenda regale, tuttavia l’Impero mongolo non esisteva più da almeno un paio di secoli.

 

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2. In occasione di San Valentino, Harvardmaps ha pubblicato questa cartolina del 1911, raffigurante la mappa ferroviaria di Cupido. Seguire le sue istruzioni portava i single sani e salvi alla meta: la felicità matrimoniale. Anche al tempo sicuramente non mancavano coloro che preferivano perdersi per strada.

 

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3. Una mappa animata del 1920 che mostra i nuovi confini dell’Ungheria dopo la fine della Prima guerra mondiale. Con la dissoluzione dell’Impero austro-ungarico il paese magiaro perderà i 2/3 del territorio. Alcune regioni, ad esempio la Transilvania, facevano parte dell’Ungheria da più di mille anni.

 

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4. Una mappa statunitense del 1959 che celebra la multiculturalità del paese. Creata con l’intento di celebrare il contributo degli immigrati alla fortuna del paese, ai nostri occhi appare però piena di stereotipi razzisti: in Texas è rappresentato un messicano col sombrero che fa la siesta, mentre in Alabama si vede un afro-americano che suona il sassofono. Inoltre inserire la comunità africana in questa mappa è quanto meno fuorviante, visto che non arrivò di sua spontanea volontà ma fu portata in catene come schiava.

 

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5. Un video che mostra il funzionamento della mappa contenuta all’interno della “Cosmographia” di Petrus Apianus del 1545. La pagina in questione serviva a determinare l’ora in qualsiasi parte del mondo. La “Cosmographia” includeva anche strumenti simili che permettevano di calcolare la longitudine.

 

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6. Un marinaio ha un incontro ravvicinato con un mostro dei mari al largo delle coste dell’Egitto. La mappa è contenuta all’interno di “Geographia Universalis” di Sebastian Münster, opera pubblicata per la prima volta nel 1540.

 

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7. Una mappa multistrato del 1936 che mostra le province dell’Etiopia sotto il dominio coloniale dell’Impero italiano del tempo.

 

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8. Una mappa del Paese delle fate inserita all’interno del libro “Il magico libro delle mappe” di May Byron, pubblicato all’inizio del XX secolo. Ben visibili alcuni ben noti luoghi fiabeschi, dalla grotta chiamata Sesamo all’immancabile castello incantato.

 

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14 Marzo 2017 | Alessandro Pilo

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