I 9 modi migliori di studiare secondo la scienza

Una spinta in più per accompagnare i primi giorni di scuola: tattiche e suggerimenti che potrebbero rivoluzionare - e migliorare - il tempo trascorso sui libri.

Stanno per ricominciare le lezioni e, per molti, le lunghe ore di studio che scandiranno l'anno scolastico. Quali sono le tattiche "scientificamente provate" per ottimizzare il tempo sui libri e imparare in modo efficace? Le illustra questo video - in inglese - di AsapSCIENCE, di cui riassumiamo, qui di seguito, i contenuti. 

 

Ecco dunque 9 dritte scientifiche a misura di studente.

 

1. Diluisci nel tempo. Comprimere tutto quello che c'è da imparare in una lunga e snervante sessione di 10 ore di studio non darà risultati grandiosi. Piuttosto, meglio dividere il malloppo di pagine da studiare in porzioni più piccole, per esempio 20 brevi sessioni da 30 minuti ciascuna, distribuite nell'arco di una o più settimane.

 

Il cervello è più abile nel codificare le informazioni in sinapsi quando lavora in questa modalità. Per lo stesso motivo, per apprendere le tecniche di una nuova disciplina, come il nuoto, è meglio dedicarcisi con pazienza e sforzi costanti e ripetuti nel tempo.

 

2. No alle ore piccole. Una notte trascorsa sui libri rischia di danneggiare le capacità mnemoniche e di elaborazione per i 4 giorni successivi. Meglio organizzarsi prima e stabilire un orario diurno prefissato da dedicare allo studio: il cervello si abituerà facilmente a questa routine, che faciliterà la concentrazione.

 

3. Butta l'evidenziatore. Rileggere più volte lo stesso paragrafo e sottolineare i passaggi chiave è una tecnica utilizzata da molti. Ma non necessariamente vincente: alcuni esperti la ritengono anzi controproducente perché rischia di focalizzare l'attenzione su informazioni poco rilevanti. Via libera invece a diagrammi, schemi, disegni per sintetizzare i concetti chiave. Funzionano sia nelle ore dedicate allo studio, sia se abbozzati in altri contesti, come sull'autobus per andare a scuola.

4. Fissa un traguardo. Non deve essere necessariamente ambizioso (imparare l'intero programma di chimica...). Può trattarsi di una abilità specifica (bilanciare le equazioni chimiche, imparare a coniugare i verbi francesi): raggiungerlo aumenterà la tua autostima e renderà le cose più facili. Mentre persegui il tuo obiettivo, ricorda: se non riesci a spiegarlo con chiarezza, non l'hai capito abbastanza bene.

 

5. Studia come se dovessi insegnare. In alcuni esperimenti scientifici è stato chiesto a due diversi gruppi di studenti di studiare alcuni passaggi di un testo. A un gruppo è stato detto che avrebbe dovuto superare un test, a un altro che avrebbe dovuto insegnare i concetti studiati. Nel secondo caso, i passaggi chiave sono stati memorizzati con più efficacia. Quando è chiamato a insegnare, infatti, il cervello codifica e organizza le informazioni in modo più chiaro e coerente.

6. Esercitati continuamente. Sarà anche scontato, ma la pratica non è mai abbastanza. Mettiti continuamente alla prova, anche con test che ti sembrano "precoci" o per i quali non ti senti abbastanza pronto. Sbagliare ti aiuterà a mettere a fuoco i tuoi punti deboli; trovare le risposte esatte, ad aumentare la tua autostima, in vista di verifiche, esami o interrogazioni.

 

7. Ritagliati un angolo per lo studio. Scegli un luogo tranquillo, ordinato e ben illuminato, che abbia tutto l'occorrente per lavorare: quando lo raggiungerai, il cervello capirà, per un effetto automatico di condizionamento (priming) che è il momento di concentrarsi e dedicarsi all'apprendimento.

 

8. Una playlist per studiare? Non così in fretta. Se studi passati hanno appurato che studiare con un sottofondo di musica classica può favorire la concentrazione, ricerche più recenti evidenziano come avere un ritmo costante nelle orecchie possa al contrario distrarre dall'obiettivo. Ma c'è un altro motivo (vedi punto successivo) per cui è bene evitare le cuffie nelle orecchie.

 

9. Lascia lo smartphone in un'altra stanza. Stare continuamente connessi e rispondere alle notifiche di chat e social network non agevolerà l'apprendimento. Lo sappiamo bene, ma quanti si ricordano di allontanare il cellulare dalla scrivania?

02 Settembre 2016 | Elisabetta Intini