La pornografia influenza i rapporti con le donne
Un recente studio mostra che l'età in cui i maschi scoprono o sono esposti alla pornografia può influenzare lo sviluppo della sessualità e i rapporti con l'altro sesso.
Gli atei sono più cattivi dei credenti?
Si tratta solo di un pregiudizio, che però è condiviso in tutto il mondo dagli atei stessi, come mostrano i risultati di un nuovo studio.
Da perdenti a vincenti in un lampo (di luce)
Stimolando una specifica regione cerebrale è stato possibile trasformare topi timidi e remissivi in campioni di resistenza, grinta e tenacia.
È normale pensare sempre al sesso?
Sì, entro certi limiti è normale. La colpa è di alcuni neuroni specifici nel cervello maschile. Ma qual è il limite?
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La scienza della fila
Numerosi studi e ricerche dimostrano che accorciare le file, o almeno renderle più efficienti, è possibile. Ma anche che saltare la fila può essere tollerato (a vostro rischio e pericolo).
Se le macchine hanno i nostri stessi pregiudizi
Una ricerca mostra che con il linguaggio "trasmettiamo" gli stereotipi, come quelli sul genere o sull'origine etnica, ai sistemi di intelligenza artificiale.
La mappa del cervello nel mondo dei sogni
Un importante studio identifica le aree che si attivano quando sogniamo e rivela perché, quasi sempre, ricordiamo soltanto una piccola parte delle nostre "avventure" notturne.
Per un imprenditore, l'azienda è come un figlio
Letteralmente: lo dimostrano le scansioni cerebrali, che evidenziano anche il rischio di pensare alla propria attività come a un'estensione di sé.
Memoria: come si formano i ricordi stabili
Per ogni evento, il cervello prepara due tracce: una per rievocazioni immediate, e una per il lungo termine. La scoperta riscrive le più note teorie sull'archiviazione delle esperienze che viviamo.
Chi ha paura dei clown?
Colori brillanti, sorrisi esagerati e nasi buffi non sembrano elementi spaventosi: ma uniteli sul volto di un pagliaccio e provocherete, in molti, disagio. O anche terrore.
Gli astrociti tengono il tempo nel cervello
Le cellule a lungo considerate un semplice "supporto" dei neuroni hanno un ruolo determinante nella gestione della clessidra che regola l'orologio biologico.
Perché chi è sotto ipnosi non finge
Un esperimento fornisce una prova convincente del fatto che chi si trova in questa condizione non "recita", ma agisce in modo quasi involontario.