Stai ascoltando? Le tue pupille non mentono

Senza che ce ne accorgiamo, si dilatano in modo sincrono a quelle dell'interlocutore: soprattutto nei momenti più emozionanti di un discorso, quando l'empatia è massima.

pupille
A me gli occhi, mentre ti parlo.|Celia Alba, Flickr

Incastrati in una conversazione noiosa? Attenti a ostentare interesse. C'è un particolare del vostro volto che è un termometro fedele di coinvolgimento e attenzione: i movimenti delle pupille.

 

Quando stiamo ascoltando, queste si dilatano e contraggono all'unisono con quelle di chi parla: succede, in particolare, quando il discorso raggiunge l'apice dell'emotività, e l'empatia con l'interlocutore è più forte. La "danza" coordinata di riflessi pupillari è massima con gli speaker più espressivi.

Lavori in corso. Le pupille rispondono alla quantità di luce che colpisce l'occhio, ma non solo. Ricerche passate hanno dimostrato che si dilatano rapidamente anche quando stiamo analizzando nuovi segmenti di informazione.

 

I ricercatori dell'università di Dartmouth (Stati Uniti) hanno ora sfruttato questo fenomeno per misurare empatia e coinvolgimento emotivo durante l'ascolto. Molti degli studi su attenzione e connessione con l'interlocutore si basano su questionari di autovalutazione; ma il riflesso delle pupille, non controllabile "a comando", è considerato un parametro più affidabile.

Parlami di te. L'esperimento, che ha coinvolto 18 studenti, ha visto una parte dei volontari cimentarsi in un discorso autobiografico, videoregistrato, e una parte nei panni di ascoltatori. I movimenti delle pupille di ciascuno sono stati registrati con un sistema di eye-tracking all'infrarosso. Un gruppo di volontari "indipendente" ha dato un punteggio ai momenti più emotivamente coinvolgenti dei vari video.

 

Stessa musica. I ritmi di dilatazione delle pupille di oratori e ascoltatori sono stati poi confrontati: nei momenti di climax emotivo, quando l'attenzione consapevole del "pubblico" era massima, il riflesso delle pupille tra gli interlocutori è parso altamente coordinato, anche se i due si vedevano solo attraverso uno schermo. Il prossimo passo sarà studiare questa sincronia dal vivo e contemporaneamente.

 

17 Aprile 2017 | Elisabetta Intini