Stati Uniti: polizia e pregiudizi razziali

Le differenze d'approccio della polizia Usa nei confronti degli afroamericani: un fenomeno adesso indagato con strumenti scientifici.

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Secondo uno studio dei ricercatori dell’università di Stanford (California), condotto grazie all’analisi dei filmati registrati dalle videocamere indossate in servizio, gli agenti di polizia userebbero un linguaggio più rispettoso nei confronti dei bianchi rispetto ai neri durante i controlli stradali. La ricerca, pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences, si inserisce nell’acceso dibattito sui metodi usati dalla polizia Usa nei confronti dei cittadini afroamericani, tornato alla ribalta di recente grazie ad alcuni video che hanno ripreso gli abusi e che sono diventati virali in rete.

 

Dialoghi in body cam. La ricerca è stata condotta sulle trascrizioni delle conversazioni registrate dalle body cam in dotazione agli agenti durante 981 controlli stradali di routine avvenuti nell’aprile del 2014 a Oakland, in California. I controlli sono stati eseguiti da 245 agenti e hanno coinvolto 682 neri e 299 bianchi. In totale, una volta raccolte le trascrizioni, i ricercatori hanno potuto lavorare su un campione costituito da 36.738 conversazioni tra cittadini e agenti di polizia. I dialoghi trascritti sono stati sottoposti a 400 volontari, a cui era chiesto di valutare l'atteggiamento delle forze di polizia nel corso dei controlli.

 

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I partecipanti, che non erano a conoscenza dell’etnia dei guidatori, hanno valutato le frasi rivolte ai neri nettamente meno rispettose di quelle rivolte ai bianchi. Ottenuti questi risultati i ricercatori hanno analizzato quali espressioni fossero proprie di un comportamento rispettoso. Scuse formali, l’uso dei cognomi o di semplici titoli, parole rassicuranti o di gratitudine erano indicative di un maggiore rispetto dimostrato verso l’interlocutore. Dall’altra parte, titoli informali come “fratello”, l’uso del nome proprio oppure dell’imperativo evidenziavano un approccio rude.

 

 

La "sottile" differenza. Secondo Jennifer Eberhardt, una delle autrici dello studio, «il linguaggio usato con i neri non era propriamente irrispettoso: era solo meno rispettoso di quello usato verso i bianchi». La differenza è quella che passa tra una frase come “bene amico, tieni le mani ferme sul volante” e una come “grazie signora, guidi con prudenza per favore”.

 

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I ricercatori hanno utilizzato un software per analizzare le informazioni ottenute dagli scambi verbali e, al netto di età, genere, etnia dei poliziotti, esito del controllo e gravità dell’eventuale reato, è emerso in maniera netta come venga utilizzato un linguaggio più rispettoso nei confronti dei bianchi.

 

Il risultato. Le espressioni catalogate come le più rispettose, che costituivano il 10% delle 36.738 del campione, sono state rivolte al 60% dei bianchi. Dall’altra parte, al 60% dei cittadini afroamericani venivano rivolte le espressioni in assoluto meno rispettose. Il dato finale conferma una tendenza preoccupante che, per la prima volta, viene studiata all’origine: la differenza d'approccio utilizzata dalla polizia nei confronti delle persone in base al colore della pelle.

 

I ricercatori hanno eseguito un’ulteriore verifica per validare i risultati ottenuti. Hanno fatto leggere a un computer alcune delle conversazioni, in questo caso equamente suddivise tra bianchi e neri. Il programma ha indicato correttamente l’etnia del guidatore nel 68% dei casi.

 

07 Giugno 2017 | Gianluca Liva