L'età giusta per tutto secondo la scienza

Qual è il momento migliore per imparare una seconda lingua? A che età siamo più forti? Quando facciamo le scoperte più importanti? C'è un tempo per tutte le cose, anche se...

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Non ho l’età. Così recitava la popolare canzone di Gigliola Cinquetti che nel 1964 vinse il Festival di Sanremo e l’Eurofestival. La canzone si riferiva all’età per amare, che negli anni '60 era decisamente più alta di quella di oggi. Ma se in alcuni casi l’età giusta per fare qualcosa è legata alla mentalità del tempo, in altri è la scienza a dirci che c’è un momento giusto per tutte le cose. Imparare le lingue, diventare campioni di scacchi, vincere il Nobel, essere felici… Ma si tratta di medie che non valgono per tutti.

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Imparare le lingue. Secondo lo studio a oggi più citato, quello di Johnson e Newport, i bambini possono imparare a parlare una seconda lingua senza accento e con grammatica fluida fino a 7 o 8 anni. Dopo questa età, infatti, le capacità di apprendere una lingua come la propria lingua madre diminuiscono gradualmente. Il motivo? Una teoria è che l'esperienza agisce selettivamente per preservare i circuiti nel cervello che percepiscono fonemi e distinzioni fonetiche. L'assenza di esposizione a fonemi "non nativi" comporterebbe quindi una graduale atrofia delle connessioni che rappresentano tali suoni, accompagnata da una diminuzione della capacità di distinguerli tra loro. Se così fosse, con lo sviluppo del cervello, i circuiti utilizzati per imparare una nuova lingua vengono mantenuti, mentre quelli non utilizzati diventano più deboli (e alla fine scompaiono).

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Essere soddisfatti della propria vita. Largo ai giovani… e ai pensionati, secondo una ricerca svolta in Germania su 132mila persone. A 23 anni e a 69 anni le persone sarebbero più soddisfatte, mentre lo sarebbero meno a 50 anni e a 75, quando inizia una fase di declino.

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Pensare in modo creativo. Il picco del pensiero creativo, secondo ricercatori francesi e svedesi si ha attorno ai 25 anni: lo dimostrerebbe uno studio che ha messo a confronto volontari dai 4 ai 91 anni. La capacità di pensare per sequenze casuali (individuando per esempio connessioni tra cose apparentemente distanti) avrebbe il picco a 25 anni, poi inizia a diminuire. Ciò rispecchierebbe l'evoluzione e il (lento) declino delle nostre abilità cognitive e mnemoniche.

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Vincere il Nobel. No, il prestigioso riconoscimento non è un premio per giovani: l'età media dei suoi "vincitori" è 59 anni. La fascia di età più frequente è quella tra 60 e 64 anni. Ma secondo uno studio del National Bureau of Economic Research inglese, in media gli studiosi fanno la ricerca vincitrice del premio Nobel a 40 anni. E altre scoperte importanti, anche se non da Nobel si fanno anche dopo: le persone tendono a raggiungere il picco nel loro lavoro attorno ai 50 anni.

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Diventare un campione di scacchi. Il Journal of Age ha confrontato le statistiche di 96 campioni di scacchi, scoprendo che l’età media delle vittorie per i giocatori di scacchi era attorno ai 31 anni. I campionissimi sono giusto un po’ precoci: Kasparov cominciò a vincere a 22 anni e Bobby Fisher a 29 era campione del mondo.

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Essere forti. Secondo Roy J. Shephard, uno dei più noti medici sportivi canadesi, il picco della nostra forza muscolare si registra attorno ai 25 anni di età, poi si stabilizza tra 35 e 40 anni, e infine mostra un declino accelerato, con una perdita del 25% all'età di 65 anni. Dipende dal fatto che la massa muscolare diminuisce perché il tempo di contrazione e il tempo di rilassamento sono prolungati mentre la velocità di contrazione massima diminuisce. Il fenomeno è più evidente nelle gambe che nelle braccia. Ma c’è una buona notizia: secondo Shephard, la resistenza muscolare può essere notevolmente migliorata in appena 8 settimane di allenamento resistito, anche in persone di 90 anni.

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L’età dei grandi cambiamenti. Adam Altera e Hal Hershfieldb, due studiosi di marketing statunitensi hanno "scoperto" che nella vita i grandi cambiamenti avvengono quando la nostra età finisce con 9: a 29, 39, 49 e 59 anni, ovvero alle porte di una nuova decade, si cerca di dare un senso alla propria vita. Ed è per questo che a queste età è statisticamente più probabile cercare di avere una relazione, partecipare a una maratona per la prima volta e anche… diventare un killer! “Le fasi di transizione della vita - si legge nella ricerca - tendono a provocare cambiamenti nelle valutazioni del sé e le persone sono più inclini a valutare la propria vita a una svolta, quando un decennio sta per finire”.

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Riconoscere (tante) persone nuove. I ricercatori dell’Università di Dartmouth (Usa) hanno scoperto che il riconoscimento dei volto è una capacità che può maturare in ritardo rispetto ad altre abilità. Secondo loro l'abilità di apprendimento dei volti migliora fino all'età di 30 anni. Ma è a 22 anni che ricordiamo il maggior numero di nomi di persone incontrate per la prima volta e riusciamo ad associarli ai volti.

Non ho l’età. Così recitava la popolare canzone di Gigliola Cinquetti che nel 1964 vinse il Festival di Sanremo e l’Eurofestival. La canzone si riferiva all’età per amare, che negli anni '60 era decisamente più alta di quella di oggi. Ma se in alcuni casi l’età giusta per fare qualcosa è legata alla mentalità del tempo, in altri è la scienza a dirci che c’è un momento giusto per tutte le cose. Imparare le lingue, diventare campioni di scacchi, vincere il Nobel, essere felici… Ma si tratta di medie che non valgono per tutti.