Tutti i modi leciti per ingannare il cervello

Vuoi provare a entrare nel corpo di un altro? O far sentire tutti "nasoni"? Ecco come. Ma non sono solo trucchi per stupire gli amici: è scienza. Delle percezioni. E di come ingannarle.

doors
Nel 1954 Aldous Huxley descrive nel suo libro The doors of perception le esperienze vissute sotto gli effetti della mesclalina, un potente allucinogeno. Mezzo secolo dopo l’uscita di quel saggio, che ispirò Jim Morrison nella scelta del nome per il suo gruppo (i Doors), vi spieghiamo come è possibile trarre in inganno il cervello. Senza sostanze stupefacenti. © foto d5e

Avete mai provato a vivere un’allucinazione? Avete mai sperimentato la sensazione di qualcosa che in realtà non è proprio come appare o addirittura non esiste? Se non lo avete mai fatto è giunto il momento di provare. Non servono droghe o pasticche strane e nemmeno una colossale bevuta: basta qualche oggetto di quelli che comunemente si trovano in casa. Ma come è possibile trarre in inganno il cervello con un paio di palline da ping-pong, un libro, un guanto di gomma, o un martello? Lo spiega brillantemente Johan Lehrer in un articolo pubblicato sul Boston Globe. È tutta colpa della nostra mente: sensazioni e percezioni in realtà non provengono dall’esterno, ma sono frutto dell’elaborazione di alcuni stimoli. Alterare questo processo e scatenare allucinazioni, innocue come le nostre o pericolose come quelle provocate dalle droghe, è possibile. Vediamo come.

Naviga attraverso il sommario qui sotto tra gli esperimenti. Sei pronto a "viaggiare"?

Vista e udito sono i due più importanti fornitori di stimoli al nostro cervello. Cosa accade se entrambi vengono annullati contemporaneamente? Lo si può provare con questo semplice gioco.
Provate a sintonizzare una radio in modo da sentire solo il fruscio statico. Copritevi gli occhi con due mezze palline da ping-pong e aspettate. Nel giro di qualche istante dovreste iniziare ad avere alcune (modeste) allucinazioni.
Vi potrebbe capitare di "vedere" un cavallo che galoppa tra le nuvole o "udire" la voce di qualcuno che conoscete. La nostra mente è assuefatta alle sensazioni: quando ne viene privata, come accade in questo esperimento, il cervello finisce per inventarle.

I cavalli usciti dalla radio. Foto: © Boston Globe

Vi fa male un ginocchio? Avete lasciato un dito nella portiera dell’auto? È l’occasione giusta per provare un nuovo antidolorifico che non dà problemi di intolleranze o allergie: è...il binocolo capovolto.
I ricercatori dell’Università di Oxford hanno recentemente scoperto che si chi guarda una mano dolorante attraverso un binocolo rovesciato, e quindi ne vede l’immagine rimpicciolita, sperimenta un’immediata riduzione del dolore. Secondo gli scienziati ciò significa che anche sensazioni molto elementari come il dolore sono mediate da ciò che vediamo.
Sapevate che anche gli animali sperimentano le allucinazioni? Anzi, a volte se le procurano ingerendo particolari erbe o sostanze. Per saperne di più basta cliccare sulla fotogallery "Punk a bestie".

Allontana il dolore. Foto: © Boston Globe

Per fare questo esperimento occorre un minimo di attrezzatura: in particolare serve il braccio di un manichino. Nascondete una delle vostra braccia sotto il tavolo o dentro una scatola e posizionare l’arto finto in modo che dal vostro punto di osservazione possa sembrare quello vero.
Chiedete a un amico di toccare il braccio vero e quello finto nello stesso posto e contemporaneamente. Dopo qualche minuto vi sembrerà che il braccio finto sia... molto molto reale. A questo punto chiedete all’amico di tirare una sonora martellata sul braccio finto (mi raccomando: che non si sbagli).
Proverete una strana sensazione di ansia e qualcosa che assomiglia al dolore: è il vostro cervello che si è convinto che il braccio di plastica sia... il vostro braccio.

L'arto fantasma

Più della metà degli amputati prova il fenomeno dell'"arto fantasma": sentono cioè la parte del corpo che non esiste più. Questi "arti" possono prudere, far male e dare l'impressione di muoversi. Secondo gli scienziati questo ha a che fare con una "mappa" che il cervello ha del corpo, la quale manda informazioni sugli arti senza curarsi della loro esistenza.

Secondo Henrik Ehrsson, ricercatore svedese dell’Istituto Karolinska di Stoccolma che ha studiato il fenomeno, “questo dimostra quanto sia facile cambiare la percezione cerebrale che ha una persona del suo corpo e farle credere di possederne un altro”.
Ehrsson sostiene che in futuro i risultati di questi studi potranno essere applicati alla realizzazione di videogiochi e sistemi di realtà virtuale “più che realistici”, ma anche nel campo della medicina: sarà possibile per esempio aiutare a combattere disturbi legati all’immagine fisica come l’anoressia o servire nella riabilitazione post-infarto.

Entra nel corpo di un altro.Foto: © Boston Globe

Avete un naso... importante? Gli amici non mancano di farvelo notare? Fate loro provare questo piccolo esperimento.
Servono due o persone, un paio di sedie e una benda.
Disponete le due sedie una dietro l’altra e fate accomodare le due persone. Quella seduta dietro dovrà essere bendata.
Chiedete alla persona bendata di toccarsi il naso e al contempo di toccare il naso dell’altro. Dopo qualche minuto, circa metà delle persone ha la sensazione che il suo naso sia di dimensioni spropositate.

Vuoi sapere tutto, ma proprio tutto, sulle illusioni e sulla distorsione delle percezioni? Non perderti lo speciale di Focus.it "Non illuderti, tutto questo non esiste".

Il naso cresce. Foto: © Boston Globe

Guardate questo video dell'associazione inglese dei ciclisti. Riuscite a contare quanti passaggi fanno i ragazzi in maglia bianca?



Se ci siete riusciti siete dei fenomeni!
Ma come mai è così facile trarre in inganno i nostri sensi? Il nostro cervello, quando mette insieme numerose informazioni, deve costantemente fare compromessi, spesso ignorando o trascurando piccole variazioni visive che non si adattano alle proprie aspettative (per esempio un orso che fa il moon walk, il celebre passo all’indietro di Michael Jackson).
Questo processo, secondo ricercatori dell'Università di Toronto, indica un'eccezionale capacità di ottimizzazione delle funzioni cerebrali. Il cervello umano riceve molti dati dall'ambiente circostante tramite i sensi, stima le probabilità e guida così le percezioni, ma qualche volta, può essere ingannato da qualcosa di troppo bizzarro.
Secondo uno studio condotto dall’Università di Toronto e pubblicato sulla rivista Nature, i nostri sensi sono imperfetti, poichè in determinate condizioni (per esempio quando siamo bendati o assordati, o abbiamo un arto nascosto) non possono fornire tutta l'informazione sufficiente a ricostruire il mondo esterno.
Lo stesso accade quando una realtà "strana" (come l’orso che fa il moon walk) è annegata in un mare di stimoli normali (guardare dei ragazzi che si passano la palla). In questi casi il cervello utilizza l’esperienza accumulata in passato per interpretare i segnali ed elimina le stranezze.

20 Gennaio 2009 | Alessandro Bolla
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