I meccanismi misteriosi del cervello degli adolescenti

Alla base dei comportamenti tipici dell'adolescenza vi sono precise ragioni neurologiche: ecco come le neuroscienze spiegano un'età complicata e di pieno sviluppo.

Capita a volte di prenderli in giro per il loro atteggiamento un po' lunatico, una certa pigrizia, la propensione a lanciarsi in comportamenti rischiosi o lasciarsi trascinare dal gruppo. Ma la realtà dei fatti è che gli adolescenti attraversano una fase fondamentale della vita, anche dal punto di vista dello sviluppo cerebrale. Lo spiega Sarah-Jayne Blakemore, docente di Neuroscienze Cognitive presso l'University College London, in questo TED talk dedicato al cervello dei ragazzi (tutti gli altri TED sul tema a questo link).

Fino a 15 anni fa si pensava che la maggior parte della crescita del nostro cervello avvenisse nella prima infanzia. Oggi, grazie alla diffusione di avanzati sistemi di scanning del cervello, come la risonanza magnetica funzionale (fMRI) sappiamo che non è così: il nostro organo pensante continua a crescere per tutta l'adolescenza e durante i primi 20 0 30 anni della nostra vita.

All'origine di comportamenti sociali bizzarri o apparentemente inadeguati dimostrati a questa età ci sono precise basi neurologiche. Alcune regioni, come la corteccia prefrontale, responsabile dell'inibizione di atteggiamenti inappropriati, devono ancora svilupparsi completamente; altre, come il sistema limbico, centro delle sensazioni di piacere o ricompensa, appaiono particolarmente sensibili ed eccitabili.

Gli strumenti scientifici che abbiamo oggi a disposizione possono aiutarci a non stigmatizzare gli adolescenti, ma anzi investire sul loro cervello, che in questa fase è particolarmente recettivo e malleabile, contribuendo alla loro formazione e al loro sviluppo sociale (tutto sul tema adolescenza).

Qui la trascrizione in italiano dell'intero talk e qui  uno speciale sul cervello:

Quindici anni fa, si pensava che la maggior parte dello sviluppo del cervello avvennisse nei primi anni della nostra vita. All'epoca, 15 anni fa, non eravamo in grado di guardare all'interno del cervello umano seguendone lo sviluppo per tutta la durata della vita. Negli ultimi dieci anni circa, soprattutto grazie alle tecnologie di scanning del cervello, come la risonanza magnetica, detta anche MRI, i neuroscienziati hanno cominciato a guardare all'interno del cervello umano di tutte le età, riuscendo a seguirne i cambiamenti all'interno della sua struttura e delle sue funzioni, così possiamo usare le risonanze per fare delle istantanee, delle foto, con una risoluzione molto alta dell'interno del cervello, potendo così chiederci cose tipo, quanta materia grigia contiene il cervello, e quanto questa cambia con l'età? Usiamo anche la risonanza magnetica funzionale, chiamata FMRI, per fare dei video, dei filmati, sull'attività cerebrale dei pazienti mentre sono impegnati a svolgere dei compiti come ad esempio pensare, sentire, o percepire qualcosa.

Molti laboratori in tutto il mondo si sono interessati a questo tipo di ricerca, e adesso disponiamo di un'immagine ricca e dettagliata di come il cervello si sviluppa, e quest'immagine ha cambiato in modo radicale il modo di pensare allo sviluppo cerebrale rivelando che non si ferma nella prima infanzia, ma anzi, il cervello continua a svilupparsi per tutta l'adolescenza e durante i 20 e i 30 anni di età.

Quindi l'adolescenza viene definita come quel periodo di vita che comincia col cambiamento biologico, ormonale e fisico della pubertà, e termina nell'età in cui un individuo raggiunge un ruolo stabile ed indipendente nella società. (Risate) Può durare molto quindi. (Risate) Una delle regioni del cervello che cambia in modo più radicale durante l'adolescenza è chiamata corteccia prefrontale. Questo qui è un modello di cervello umano, e questa è la corteccia prefrontale, qui davanti. La corteccia prefrontale è una parte interessante del cervello. E' proporzionalmente molto più grande nell'uomo rispetto alle altre specie, e si occupa di una serie di funzioni cognitive di alto livello, cose tipo prendere decisioni, organizzarsi su cosa fare domani, o tra una settimana, un anno; inibisce atteggiamenti inappropriati, in modo da evitare di dire cose sgarbate o fare cose veramente stupide. Si occupa anche dell'interazione sociale, di capire le altre persone e dell'autoconsapevolezza.

Quindi gli studi di imaging a risonanza magnetica, che osservano lo sviluppo di questa regione, hanno mostrato che il cervello subisce un cambiamento notevole durante il periodo dell'adolescenza. Osserviamo per esempio la quantità di materia grigia dai 4 ai 22 anni: la materia grigia aumenta durante l'infanzia, come potete vedere in questo grafico, e il suo apice si manifesta all'inizio dell'adolescenza. Le frecce indicano l'apice della quantità di materia grigia nella corteccia prefrontale.Potete vedere che quell'apice si manifesta un paio di anni dopo nei ragazzi rispetto alle ragazze, e ciò avviene forse perchè i ragazzi attraversano la pubertà mediamente un paio di anni dopo rispetto alle ragazze, e poi, durante l'adolescenza, vi è un declino significativo di materia grigia nella corteccia prefrontale. Ora, ciò potrebbe sembrare brutto, ma questo è veramente un processo di sviluppo importante, perchè la materia grigia contiene dei corpi cellulari e delle connessioni tra le cellule, cosiddette sinapsi, e questa riduzione di materia grigia nella corteccia cerebrale corrisponde ad una riduzione sinaptica, all'eliminazione di sinapsi superflue. Tutto questo è un processo molto importante. Un po' perchè dipende dall'ambiente di cui fanno parte gli uomini e gli animali, ma anche perchè dipende dal fatto che le sinapsi che vengono usate sono rinforzate, mentre quelle che non vengono usate in quell'ambiente particolare, vengono eliminate. E' un po' come quando si pota un rosaio. Si tagliano via i rami più deboli in modo che quelli che rimangono, i rami importanti, possano crescere più forti, e questo processo, che mette a punto efficacemente il tessuto del cervello secondo l'ambiente delle specie, avviene nella corteccia prefrontale e in altre regioni del cervello durante il periodo adolescenziale dell'uomo.

Un altro metodo di indagine che usiamo per seguire i cambiamenti del cervello di un adolescente, è quello della risonanza magnetica funzionale che osserva i cambiamenti dell'attività cerebrale durante il corso degli anni. Vi farò un esempio preso dal mio laboratorio. Nel mio laboratorio ci occupiamo del 'cervello sociale', che è quella rete di regioni cerebrali che usiamo per capire le altre persone e per interagire con loro. Mi piacerebbe mostrarvi una foto di una partita di calcio per illustrarvi due aspetti che vi faranno capire come funziona il cervello. Allora, questa è una partita di calcio. (Risate) Michael Owen ha appena sbagliato un goal, ed è a terra, e il primo aspetto del cervello sociale, che questa foto mostra simpaticamente, è che le reazioni emotive e sociali sono automatiche, così in una frazione di secondo dall'errore di Michael Owen, tutti si mettono a fare la stessa cosa con le braccia e la stessa cosa con la faccia, anche Michael Owen che si lascia andare sull'erba, fa la stessa cosa con le braccia, e probabilmente assume la stessa espressione, mentre le uniche persone che non lo fanno sono quelli in giallo là dietro - (Risate) - credo che siano nella parte sbagliata dello stadio, assumendo un altro tipo di risposta emotiva che riconosciamo tutti istintivamente. Questo è il secondo aspetto del cervello sociale che questa foto illustra molto bene: quanto siamo bravi a leggere gli atteggiamenti degli altri, le loro azioni, i loro gesti, le loro espressioni facciali, in termini di emozioni e stato mentale. Così non c'è bisogno che chiediate a nessuno. Riuscite a farvi un'idea di come si sentono e cosa pensano in questo preciso momento.

Ed è quindi di questo che siamo interessati al mio laboratorio. portiamo sia adolescenti che adulti in laboratorio per far loro una scansione al cervello, dando loro qualche compito da svolegere come ad esempio pensare ad altre persone, alle loro menti, al loro stato mentale, le loro emozioni, e uno dei risultati che è emerso diverse volte ormai, così come lo hanno notato altri laboratori sparsi nel mondo, riguarda una parte della corteccia prefrontale, chiamata corteccia prefrontale intermedia, che è quella blu e si trova in mezzo alla corteccia prefrontale nella linea mediana della vostra testa. Questa regione è più attiva negli adolescenti, quando prendono decisioni sociali e pensano ad altre persone, piuttosto che negli adulti, e questa è in realtà una meta analisi di nove studi diversi di quest'area dei laboratori di tutto il mondo, e tutti mostrano la stessa cosa, ossia che le attività della corteccia prefrontale intermedia diminuiscono durante il periodo dell'adolescenza. E noi crediamo che ciò accada perchè gli adolescenti e gli adulti usano un approccio mentale diverso, una stategia cognitiva diversa, per prendere decisioni, e uno dei modi per capirlo è compiere studi comportamentali attraverso i quali portiamo la gente nel laboratorio assegnandole alcuni obbiettivi comportamentali, e vi mostrerò un altro esempio del tipo di compito che usiamo nel mio laboratorio.

Immaginate di prendere parte ad uno dei nostri esperimenti. Arrivate al laboratorio, vedete questo compito computerizzato. In questa immagine vedete una serie di ripiani. Ora, ci sono degli oggetti su questi ripiani, su alcuni di loro, e noterete che c'è un ragazzo in piedi dietro a questi ripiani, e ci sono alcuni oggetti che non riesce a vedere. Sono nascosti, dal suo punto di vista, da una specie di pezzo di legno grigio. Questi sono gli stessi ripiani dal suo punto di vista. Notate che ci sono solo alcuni oggetti che lui riesce a vedere, mentre voi riuscite a vederne molti di più. Il vostro compito è quello di muovere gli oggetti. Il direttore, che sta dietro allo scaffale, vi guiderà nello spostamento degli oggetti, ma sappiate che lui non vi chiederà di muovere oggetti che non riesce a vedere. Tutto questo introduce una condizione molto interessante, in cui vi è una specie di conflitto tra la vostra prospettiva e quella del direttore. Quindi immaginate che vi dica di muovere a sinistra il camion più in alto. Ci sono tre camion, e istintivamente voi penserete a quello bianco, perchè è quello che si trova più in alto secondo la vostra prospettiva, però dovete ricordare che lui non riesce a vedere quel camion, quindi si tratterà di spostare quello blu, che è quello che sta più in alto secondo la sua prospettiva. Che ci crediate o meno, gli adulti normali, in salute, e intelligenti come voi, commettono errori circa il 50% delle volte in prove come questa. Spostano quello bianco invece di quello blu. Quindi noi facciamo fare questa prova sia agli adulti che agli adolescenti, ma con una condizione diversa per cui non vi è nessun direttore, diamo solo una regola da rispettare. Diciamo loro: ''ok, faremo la stessa cosa, ma questa volta senza alcun direttore. Dovete ignorare gli oggetti sullo sfondo grigio.'' Si tratta esattamente della stessa condizione, solo che in questo caso devono ricordarsi solo di applicare questa regola piuttosto arbitrairia, mentre nel caso del direttore, devono ricordarsi di tenere presente la prospettiva del direttore per riuscire a guidare il loro comportamento durante la prova.

Bene, vi mostrerò la percentuale degli errori in un un ampio studio sullo sviluppo che abbiamo fatto, che riguarda soggetti dall'età di 7 anni finò all'età adulta. e potrete notare la percentuale di errori nell'età adulta, con entrambe le condizioni. Quella grigia è la condizione del direttore, e vedete che i nostri intelligenti adulti commettono un errore il 50% delle volte, mentre commettono molti meno errori quando il direttore non è presente, ossia quando devono ricordarsi della regola di ignorare gli oggetti su sfondo grigio. Con l'età, queste due condizioni si sviluppano esattamente nella stessa maniera. Tra la fine della giovinezza e la metà dell'adolescenza, vi è un miglioramento, una riduzione di errori in altre parole, in entrambe le prove, con entrambe le condizioni. Ma quando paragonate gli ultimi due gruppi, quello dei giovani adolescenti e quello degli adulti, le cose si fanno interessanti, perchè lì non continuano i miglioramenti nella condizione in cui manca il direttore. In altre parole, tutto ciò che serve per ricordare la regola e applicarla, sembra essere pienamente sviluppato già verso la metà dell'adolescenza, mentre invece, se guardate le ultime due barre grigie, c'è ancora un miglioramento significativo nella condizione in cui il direttore è presente tra la metà dell'adolescenza e l'età adulta, e ciò significa che l'abilità di prendere in considerazione la prospettiva di qualcun altro per guidare un comportamento in corso, che comunque è qualcosa che facciamo continuamente nella vita di tutti i giorni, è ancora in fase di sviluppo nella tarda adolescenza. Quindi se avete un figlio o una figlia adolescente e pensate a volte che abbia dei problemi a capire la prospettiva degli altri, avete ragione, ce li hanno. E il motivo è questo.

A volte ridiamo degli adolescenti. Li prendiamo in giro, a volte addirittura vengono demonizzati dai media per il loro tipico atteggiamento da adolescenti. Si prendono dei rischi, a volte sono lunatici, e si sentono molto a disagio. Ho un aneddoto molto simpatico che mi ha raccontato un amico. La più grande differenza che ha notato nelle sue figlie adolescenti, prima e dopo la pubertà, è stato il livello di imbarazzo di fronte a lui. Ha detto che, "Prima della pubertà, se le mie figlie litigavano in un negozio, io dicevo: hey, se la smettete vi canto la vostra canzone preferita". E loro subito smettevano di litigare, mentre lui cantava quella canzone. Dopo la pubertà è diventata una minaccia. (Risate) Solo l'idea del loro padre che cantava in pubblico era abbastanza per farle comportare bene.

Spesso la gente si chiede se l'adolescenza sia una sorta di fenomeno recente, una cosa inventata in occidente negli ultimi tempi. In realtà, probabilmente la risposta è no. Nella storia, troviamo un sacco di descrizioni dell'adolescenza che sembrano essere molto simili alle descrizioni che usiamo oggi.

C'è una citazione famosa di Shakespeare, tratta da "Il Racconto d'inverno" in cui descrive l'adolescenza in questo modo: Vorrei che non ci fosse età di mezzo fra i dieci e i ventitré anni o che la gioventù dormisse tutto questo intervallo; poiché non c'è nulla in cotesto tempo se non ingravidare ragazze vilipendere gli anziani, rubare e darsi legnate". (Risate) Poi, continua dicendo, "Dopo aver detto ciò, verrebbe mai in mente a qualcuno, tranne a queste teste calde tra i 19 e 22 anni, di "andare a caccia" con questo tempo?" (Risate) Quindi, quasi 400 anni fa, Shakespeare descrisse gli adolescenti in una maniera molto simile a quella con cui li descriviamo oggi, però oggi noi cerchiamo di capire il loro comportamente analizzando i cambiamenti che avvengono nel loro cervello.

Quindi, per esempio, prendiamo il dover correre dei rischi. Sappiamo che gli adolescenti hanno una tendenza a correre dei rischi. E' vero. Corrono più rischi loro dei bambini o degli adulti, è sono particolarmente soggetti a correre questi rischi quando sono in compagnia dei loro amici. Compiono uno sforzo importante per diventare indipendenti dai genitori e per impressionare gli amici durante l'adolescenza. Ma adesso cerchiamo di capire ciò in termini di sviluppo di una parte del loro cervello chiamata sistema limbico, vi mostrerò il sistema limbico, quello in rosso, nella slide dietro di me, e anche su questo cervello. Il sistema limbico si trova in fondo al nostro cervello, e riguarda cose come il processo emotivo e quello di ricompensa. E' quello che vi dà quel senso di ricompensa quando fate cose divertenti, incluse delle prove rischiose. Vi fa godere del rischio. E questa regione, quella all'interno del sistema limbico, si è scoperta essere ipersensibile alla sensazione di ricompensa del correre rischi negli adolescenti rispetto a quella degli adulti, e nello stesso periodo, la corteccia prefrontale, che è quella blu in questa slide, e che ci impedisce di correre dei rischi eccessivi, è ancora molto sviluppata negli adolescenti.

La ricerca sul cervello ha dimostrato che un cervello adolescente subisce uno sviluppo piuttosto profondo, e questo ha delle conseguenze sull'educazione, la riabilitazione e l'intervento. L'ambiente, incluso quello dell'educazione, può dare e dà forma al cervello adolescenziale in via di sviluppo, e tuttavia è solo recentemente che abbiamo sistematicamente educato gli adolescenti dell'Occidente. Tutti e quattro i miei bisnonni, per esempio, hanno abbandonato la scuola nella loro prima adolescenza. Non avevano scelta. E questo succede ancora a molti adolescenti nel mondo oggi. Il 40% degli adolescenti non ha accesso alla scuola secondaria. Eppure questo è un periodo della vita in cui il cervello è particolarmente adattabile e malleabile. E' un'opportunità fantastica per imparare ed essere creativi.

Quello che a volte viene visto come un problema con gli adolescenti - lo spiccato gusto per il rischio, lo scarso controllo degli impulsi, l'imbarazzo - non dovrebbe essere biasimato. Riflette, anzi, i cambiamenti nel cervello che forniscono un'ottima opportunità nell'educazione e nello sviluppo sociale. Grazie. (Applauso)
21 Ottobre 2013 | Elisabetta Intini