9
mar 2007

Pubblicità subliminale non sempre funziona

Un recente studio condotto presso lo University College di Londra ha evidenziato come la pubblicità subliminale sia effettivamente in grado di penetrare nel cervello degli spettatori, ma solo se non si è troppo impegnati.
I ricercatori con la risonanza magnetica per immagini hanno osservato il cervello di alcuni volontari mentre venivano fatti “vedere” loro alcuni messaggi subliminali. Scoprendo che alcune aree della corteccia sono in grado di rispondere agli stimoli provenienti da immagini o suoni che i nostri sensi non percepiscono.
Anche se mancano prove in proposito, gli studiosi sono concordi nel ritenere che questo tipo di pubblicità possa effettivamente influire sui comportamenti d’acquisto.
Dallo stesso studio è però emerso anche che il nostro cervello non è in grado di recepire i messaggi nascosti quando è completamente impegnato, in un’attività o, nel caso della televisione, in un programma televisivo. La scoperta è in netto contrasto con quanto ritenuto fino a oggi, e cioè che i messaggi subliminali potessero essere recepiti sempre e comunque dal nostro subconscio. Per non farsi “abbindolare” dai messaggi subliminali quindi, basta non perdere la concentrazione.
Guarda anche il nostro speciale Messaggi nascosti

Nella foto: un'immagine con la parola "rats" (vermi, nel gergo mafioso) apparsa per meno di un secondo in uno spot, per denigrare il candidato Al Gore, durante la campagna elettorale statunitense del 2000.
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